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Il vento del Nord soffia ancora su Sorisole, Vivi polemico: “Non giuro se non c’è il tricolore” fotogallery

Stefano Vivi è di nuovo primo cittadino, eletto con il 53,55% dei voti validi. La sua colazione Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia per un Paese migliore si è rivelata vincente sconfiggendo le due liste che si erano presentate per scalzarlo

I numeri sono ben lontani dalle emozioni e dalle sensazioni: cento e più voti in ogni sezione dei 9 seggi dimostrano che il Vento del Nord soffia forte su Sorisole e apre al Vivi Bis.

Stefano Vivi è di nuovo il primo cittadino. È stato eletto con il 53,55% dei voti validi. La sua colazione Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia per un Paese migliore si è rivelata vincente sconfiggendo le due liste che si erano presentate per scalzarlo.

Sorisole Insieme con candidato sindaco Stefano Stecchetti – alla sua seconda prova come candidato sindaco – raccoglie il 27,86% dei voti, mentre Impegno Comune che proponeva Massimo Baggi sindaco si assesta al 18,58%.

Stecchetti e Baggi sono due volti noti a Sorisole. Stefano Stecchetti è dirigente dell’Area tecnica del Comune di Ponteranica, impegnato in più associazioni, si era presentato con una squadra con molti tecnici lontani dalla politica.

Massimo Baggi, già assessore nella giunta Vivi, si era presentato con una lista di volti nuovi, tutte persone alla prima esperienza ma con una grande motivazione per cambiare il paese. Nulla di tutto ciò è stato premiato dai cittadini di Sorisole che hanno invece riconfermato la loro anima di destra riconfermato con una valanga di voti il sindaco uscente Vivi.

Rimangono sul tavolo i 2.100 voti di quanti non si sono recati alle urne e che fanno la differenza.

elezioni comunali a sorisole 2020
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LA PRIMA POLEMICA, VIVI: “NON GIURO SE NON C’È IL TRICOLORE”

Alle 15 il sindaco Stefano Vivi arriva in municipio a Sorisole per la cerimonia di proclamazione. Tutti i nove presidenti di seggio sono riuniti nell’ex biblioteca civica al piano terreno del palazzo Comunale. Vivi dà un’occhiata e poi sbotta: “Non posso giurare qui, non c’è nemmeno il tricolore”. I suoi cercano di calmarlo. Il vice sindaco Eugenio Zambelli lo tranquillizza, ma Vivi vuole la proclamazione davanti al gonfalone del Comune e il tricolore.
“È una questione di principio e di rispetto verso l’istituzione che rappresento”. Tempo un quarto d’ora e i fedelissimi lumbard non ci mettono molto a spostare dalla sala consiliare il portabandiere con il tricolore, la bandiera europea, quella della regione e della provincia di Bergamo. Al primo cittadino appena riconfermato torna il sorriso e si mette in posa con la fascia: “Ora la proclamazione può iniziare”.

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