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I tifosi atalantini bocciano la mini apertura: “Stadi solo per mille? Anche no”

Mazzoleni, Moro e Bortolotti contrari ai mille sostenitori; Magrin voce fuori dal coro: "Lo stadio è grande, si apra anche a più persone"

Stadi aperti solo per mille persone? Il solito pasticcio all’italiana.

Così la pensano alcuni tifosi Vip che abbiamo interpellato sulla questione, che in effetti non è ancora del tutto chiara e non trova nemmeno concordi governo e sistema calcio, se è vero che la Lega Calcio non ha apprezzato molto le mosse del ministro Spadafora e quindi delle Regioni che una dopo l’altra hanno dato il via libera. “Situazione surreale”, ha spiegato l’amministratore delegato De Siervo, “la Lega Calcio pretende che si faccia chiarezza”.

Ma sentiamo il parere dei bergamaschi. Marino Magrin apprezza la decisione, con qualche riserva: “Sono perplesso. Va bene aprire per i professionisti, non sono d’accordo sui dilettanti, dove non esistono requisiti sufficienti o comunque le condizioni ideali per garantire sicurezza. Mille? Va bene, se lo stadio è ampio si può anche aprire di più, un po’ alla volta”.

Negativi, invece, i pareri di altri abituali frequentatori dello stadio che abbiamo sentito. Mario Mazzoleni, ex arbitro di Serie A, parla chiaro: “Sposo la linea dei tifosi della Nord, che hanno esposto quello striscione allo stadio: O tutti, o nessuno, dice e sono pienamente d’accordo. Vero che per fortuna adesso la situazione non è così disastrosa, però le condizioni evidentemente non sono ancora favorevoli. Ma poi, chi sarebbero questi mille privilegiati, con quali condizioni o quali criteri verrebbero scelti? E’ molto discriminante la questione, direi proprio un’idea ridicola. Cioè posso anche apprezzare che il Milan inviti i medici che si sono prodigati nell’emergenza Covid e magari ci saranno altri esempi di questo tipo. Ma allora, per esempio, i vigili del fuoco no? O entrano solo gli sponsor? Insomma, mi sembra strano e pensare ai 16mila abbonati o giù di lì e farne entrare solo mille mi pare senza logica…”.

I tifosi del Parma al Tardini, domenica 20 settembre
Stadium tifosi

Sulla stessa linea Adelio Moro, che spiega: “Non sono d’accordo con un’apertura come è stata decisa, non serve a niente. E poi, chi sarebbero questi mille? Chi decide chi devono essere? Non c’è un criterio e non è giusto. Io posso capire che si apra per mille persone a un concerto o un evento sportivo più limitato, ma in uno stadio mi pare che neanche il 20 per cento serva. Io dico: impiegheremo più tempo, però allo stadio si deve poter andare in condizioni di sicurezza, se volete in un impianto da 40 mila far entrare 20 mila persone non è così fuori luogo. Ma o le condizioni sono uguali per tutti oppure così è inutile”.

Umberto Bortolotti è più o meno sulla stessa linea. Dice: “Più che contrario, sono perplesso. O apri o chiudi e scusate: questi mille chi sarebbero poi? A me sembra che non serva a niente così, come scegli questi mille? Insomma, mi sembra un pasticcio. O ci liberiamo di questo problema o ci mettiamo in testa che dobbiamo conviverci e gestirlo con tutte le precauzioni possibili, come del resto stiamo facendo adesso. Se no diciamo che è pericoloso e aspettiamo e continuiamo a vederci le partite alla tivù come succede adesso, anche se mi spiace perché la sensazione senza pubblico è quasi quella di assistere a una specie di calcio virtuale. Però una soluzione come quella dei mille è solo una presa in giro, non serve a nulla”.

Il finale di Flavio Carera (tre scudetti nel basket con la Virtus Bologna e supertifoso atalantino) è amaro: “Sinceramente non so quando rivedremo gli stadi pieni o la Curva Nord così bella e colma. Aprire è un po’ ripartire e questa sarebbe la cosa più importante, perché il calcio deve tornare ad avere pubblico, però manca la certezza di avere superato il Covid, è una battaglia che ancora tutti stiamo combattendo. Aspettiamo di vedere come andrà nelle prossime tre-quattro settimane per le scuole: è bello ripartire, ma mi piange il cuore avere allo stadio solo mille spettatori, ho visto la tristezza dello stadio di Liverpool o nel basket alla finale di Supercoppa. Si sta provando a uscire da questa situazione, bisogna avere pazienza, speriamo che tutto passi e di avere presto di nuovo tutto sotto controllo. Ma, veramente, mille persone allo stadio non cambia niente: è deprimente”.

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