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A bergamo e in italia

I ragazzi di FFF in piazza il 9 ottobre: il Recovery Fund per una transizione ecologica

Uno dei più grandi insegnamenti che il Coronavirus ci ha fatto apprendere è la possibilità di modificare la nostra società per fronteggiare determinate situazioni di crisi.

La maggior parte delle aziende italiane si è fermata o ha rallentato la produzione, si sono pensate nuove modalità di lavoro, lo smart working ha fatto breccia nella vita dei dipendenti d’ufficio, i trasporti hanno visto un calo.

Tutto ciò ha portato ad importanti conseguenze, come una diminuzione dell’inquinamento atmosferico e sonoro, il ritorno della fauna nelle città, acque più pulite e trasparenti. Abbiamo avuto la dimostrazione che la società può cambiare i propri ritmi e le proprie modalità di vita e che lo può fare in tempi brevi, quasi immediati, così come è avvenuto per fronteggiare la situazione dettata dalla pandemia e dal lockdown.

Allo stesso modo è imperativo un cambiamento sociale per far fronte all’emergenza climatica, tanto silenziosa quanto spaventosa. Il clima, con i suoi mutamenti, viene spesso svalutato o considerato con meno importanza di ciò che meriterebbe e solo quando diventiamo noi i protagonisti delle sue catastrofi, ci rendiamo conto di ciò che sta avvenendo sul nostro pianeta.

I ghiacciai si stanno sciogliendo o fratturando, come sta accadendo in questo istante a due ghiacciai dell’Antartide, il Pine Island e il Thwaites, da decenni sotto osservazione e proprio fra il 1997 e il 2019 è stata rilevata una accelerazione del loro danneggiamento.

Le terre stanno bruciando, come sta avvenendo in California, dove il governatore Gavin Newsom dichiara “Venite nello Stato della California e osservate coi vostri occhi (…) Questa è una dannata emergenza climatica. Questo è reale e sta accadendo”. Nemmeno le piogge lasciano scampo, come spesso accade in Italia, nel nostro paese, sempre più vittima di alluvioni e grandinate che colpiscono i nostri paesi, come avvenne a Nembro e Alzano lo scorso giugno (leggi).

È per tutti questi motivi che i ragazzi appartenenti al gruppo Fridays For Future intendono continuare la loro lotta per fronteggiare la situazione climatica. Per due anni hanno osservato la figura di Greta Thunberg, hanno raccolto la testimonianza delle parole di una ragazza per fare molto di più. Raccolte firme, proteste nelle piazze, incontri con la gente, proposte e iniziative: questi sono diventati i capi saldi di lavoro di questo gruppo, con l’unico scopo di far nascere un cambiamento, ora più necessario che mai.

Dietro a un ragazzo che chiede un cambiamento, c’è la comprensione che la società odierna è comoda per le aziende e per il fatturato, ma non è comoda per il pianeta, per la nostra salute, per la vita delle generazioni future.

Il 9 ottobre avrà luogo una nuova manifestazione di Fridays For Future in Italia e a Bergamo, per richiedere che i 209 miliardi del Recovery Fund siano usati per avviare una vera transizione ecologica, con la speranza che il governo e i cittadini comprendano l’urgenza di ciò che viene richiesto.

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