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Referendum, suor Angelita e le consorelle del Matris Domini: “Orientate al no”

"Nessuna delle mie consorelle è obbligata a dirmi la sua idea di voto, ma dopo un incontro con una persona esperta che ci ha espresso le ragioni del sì e del no ci siamo sentite di propendere per un no convinto”.

Non è la prima volta che le suore di clausura del convento di Matris Domini in via Locatelli 77 a Bergamo dimostrano la loro apertura sul mondo e un pensiero libero che va oltre le grate del monastero domenicale femminile.

In occasione dell’8 marzo noi di Bergamonews le avevamo intervistate per raccontare la festa della donna da un punto di vista diverso (leggi) e ora, incontrate nuovamente, anche sul referendum costituzionale del 20 e del 21 settembre, hanno le idee molto chiare.

“Siamo orientate tutte verso il no – racconta suor Angelita, priora del monastero – Nessuna delle mie consorelle è obbligata a dirmi la sua idea di voto, ma dopo un incontro con una persona esperta che ci ha espresso le ragioni del sì e del no ci siamo sentite di propendere per un no convinto”.

È prassi delle suore di Matris Domini, infatti, quando vengono chiamate alle urne come tutti i cittadini, chiedere ad un esperto di andare in monastero per spiegare loro la situazione politica.

“Ci siamo anche informate dai giornali, ovviamente. Non siamo state indottrinate e non c’è stata nessuna direttiva che ci obbliga a votare da un parte o dall’altra– continua suor Angelita – decidiamo per il no perché si tratta di un referendum monco senza una legge elettorale adeguata che rischia di danneggiarci tutti quanti. E il risparmio previsto non varrebbe la candela”.

Tutte le suore del convento, tranne due per problemi deambulatori, andranno a votare: “Abbiamo anche fatto il sierologico e siamo risultate tutte e quante negative. Anche questa volta vogliamo rispettare il nostro dovere civico che ci chiama al voto oltre queste mura. Ci auguriamo che tutto, compreso il momento del voto, venga vissuto con responsabilità: il nostro pensiero e le nostre preghiere in questo periodo sono rivolte anche al mondo della scuola. Una prova decisiva per uscire da questo buio e speriamo che i giorni vadano avanti con coscienziosità”, ha concluso la Priora.

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