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Riprende la sperimentazione sul vaccino mentre nel mondo sono 30 milioni i contagiati

Nel periodo 7-14 settembre cattive notizie per l’Europa che è il continente con il maggior tasso di crescita (+10%). A Bergamo crescita in media con le settimane precedenti: 102 nuovi contagi

La settimana che andremo ad analizzare (8/14 settembre), è iniziata con una notizia piuttosto preoccupante: il blocco temporaneo e precauzionale della sperimentazione di fase 3 del vaccino anti Covid Oxford-AstraZeneca, dopo l’annuncio di una reazione sospetta su un volontario. Detto periodo avrebbero dovuto durare da poche settimane ad alcuni mesi, al fine del quale il comitato di esperti indipendenti avrebbe dovuto pronunciarsi sulle cause della reazione avversa. Sabato scorso, invece, è giunta a sorpresa l’autorizzazione a riprendere le sperimentazioni da parte di tutti gli enti regolatori britannici. Tutto ciò a conferma che la cautela è necessaria e una ancora lunga sperimentazione.

Altra notizia importante proviene da Israele, che diventerà nei prossimi giorni il primo paese al mondo a imporre, per la durata di tre settimane, un secondo lockdown, nonostante lo stato ebraico sia stato un modello nella lotta alla malattia. Anche altri paesi cominciano a prendere in considerazione tale norma, a iniziare dalla Francia che intanto vara misure più restrittive e, nel frattempo, ha abbassato il periodo di quarantena da 14 a 7 giorni.

Si era prospettata anche da noi la riduzione da 14 a 10 giorni, ma al momento i dati confermerebbero l’opportunità di mantenere le misure precedentemente adottate. D’altronde con ben 2500 focolai circa attivi c’è poco da abbassare la guardia.

E poi c’è l’inizio della scuola. Il rito collettivo più amato e odiato quest’anno avrà una valenza simbolica ancor più marcata, un segno di ripartenza e di (precario) ottimismo. Ci saranno modalità e strumenti nuovi; studenti, insegnanti, personale ATA e amministrativo, genitori dovranno imparare, adeguarsi e prestare maggiore attenzione ai loro comportamenti. Sarà una ricerca costante a una nuova normalità e, di certo, non mancheranno i problemi.

Nel frattempo, si stanno effettuando i test sierologici (non obbligatori) al personale della scuola. Gli ultimi dati disponibili ci dicono che quasi il 50% pari a circa 500mila tra docenti e non docenti, ha svolto il test sierologico per il Covid 19 e di questi il 2,6%, cioè circa 13mila persone, è risultato positivo e non prenderà servizio fino a quando il tampone non darà esito negativo.

Nella scorsa settimana è anche stato prorogato, da parte della Regione Lombardia, l’obbligo, per ora fino al 14 ottobre, di indossare la mascherina sia nei luoghi chiusi che all’aperto, ove non sia possibile mantenere il distanziamento.

I numeri

I numeri, in costante aumento, attestano in maniera inequivocabile sia l’innalzamento della curva dei contagi, sia quella dei pazienti ospedalizzati, pur non determinando sovraccarichi dei servizi ospedalieri, ad eccezione della Sardegna dove le Terapiei intensive sono quasi al limite. Da sottolineare, però, che siamo passati da un letto su cento occupato da pazienti Covid a due, mentre nelle Terapie intensive si è passati da 2 a 3.

Naturalmente occorre continuare a mantenere alta l’attenzione, soprattutto con la riapertura delle scuole in 12 regioni italiane a cui, con tempi diversi, seguiranno ovviamente tutte le altre. A questo proposito si ipotizza che con la ripresa scolastica l’indice Rt (indice di contagiosità) aumenterebbe dello 0,4 e portandolo, quindi, a un dato del 1,6 circa. Da rilevare come l’età media dei positivi si sia alzata da 29 a 35 anni; l’indice dimostra che dopo le follie ferragostane ci sia una maggiore trasmissione in ambito familiare, con il coinvolgimento di persone più anziane.

Nel Mondo

Un rapido punto a livello internazionale: siamo ormai vicini alla soglia dei 30 milioni di contagiati e anche per i morti manca poco a raggiungere il livello simbolico di 1 milione (ora 926.000), ma è interessante registrare l’andamento attuale dell’epidemia nei diversi Stati. Il Paese più colpito rimane sempre gli Stati Uniti con 6.550.000 casi, 800.000 in più rispetto a un mese fa. Segue l’India vicino ai 5 milioni, ma con il più alto numero di positivi giornaliero, intorno ai 90.000, che risulta essere un (triste) record mondiale. Al terzo posto di questa classifica troviamo il Brasile con 4 milioni e quattrocentomila. Al quarto la Russia. Quinto, 6° e 7° posto sono occupati da Perù, Colombia e Messico con rispettivamente 723.000, 716.000 e 670.000 casi. Poi Sud Africa e Argentina a chiudere le prime dieci nazioni. Risulta evidente che il continente americano è il più colpito, infatti ha il 52% dei positivi di tutto il mondo. L’Asia ha il circa il 24%, l’Europa il 16%. Da rilevare come negli ultimi giorni ci sia un aumento giornaliero di oltre 300.000 casi in tutto il mondo, di cui circa 50.000 in Europa. Non accadeva da marzo.

In Europa

Cattive notizie per l’Europa che è il continente con il maggior tasso di crescita (+10%) e dove i contagiati, in totale dall’inizio della pandemia, sono quasi cinque milioni. Il maggior numero di nuovi casi si registra in Francia, che risulta essere il quinto Paese al mondo per tale incremento (circa 10.000 ogni 24 ore) e in Spagna dove gli ospedali sono di nuovo sotto stress (circa 1000 i pazienti in Terapia Intensiva in entrambi i paesi). La Russia ha superato il milione di positivi (1.060.000 rispetto ai 954.000 di un mese fa. Seguono la Spagna con 570.000 casi (386.000 il 15/08) e la Francia (403.000 / 280.000) che, come detto, sono i paesi con più contagi giornalieri. Sempre per quanto riguarda l’Europa, abbiamo poi il Regno Unito (370.000/327.000) e l’Italia, dove siamo passati da 260.000 casi agli odierni 288.000. Tutti i dati si riferiscono al giorno 14 settembre compreso.

In Italia

Vediamo ora più nello specifico i dati riferiti al nostro Paese al termine della settimana dall’8 al 14 settembre. Gli attualmente positivi sono 39.187 (+ 6.194), i pazienti ricoverati con sintomi sono 2.122 (+ 403) quelli in terapia intensiva sono 197 (+ 55). I decessi sono aumentati di 71 unità (totale 35.624), mentre i dimessi/guariti sono in totale 213.950 (+ 3.712). I casi totali sono 288.761 (+9.984) e i pazienti in isolamento domiciliare 36.868 (+ 4.982). Nel caso dei positivi, dei ricoverati e delle T.I.si notano incrementi importanti che vanno dal + 15% del primo caso e intorno al 20% negli altri due. Rialzi che evidenziano il costante aumento

Il dato dei positivi, in percentuale ai tamponi effettuati, si è mantenuto stabile in confronto alla settimana precedente, 2,2%, così come l’indice Rt, attualmente intorno all’1,20. L’incidenza dei nuovi casi è salita al 27,9 ogni centomila casi dal precedente 23,7 con notevoli differenze fra una Regione l’altra: al primo posto troviamo la Provincia autonoma di Trento (58,96 casi per 100.000 abitanti); la Liguria (43,81); il Veneto (38,55); l’Emilia-Romagna (35,62); la Sardegna (35,39). Toscana e Lombardia seguono, quasi appaiate, rispettivamente con 34,28 e 34,23 nuovi casi per 100.000 abitanti. Ma con valori importanti troviamo anche Campania (30,35), Lazio (28,66) e Umbria (28,17). Soltanto la Calabria, con un valore di 5,51 casi per 100.000 abitanti, esprime un valore a cifra singola: tutte le altre Regioni sono al di sopra di quota 10.

A Bergamo

La nostra provincia ha un totale di 15.610 positivi, in crescita di 102 unità e sempre in media con le settimane precedenti. I decessi salgono di una persona portando il totale ufficiale a 3142.

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