Di Rubba voleva un posto nel Cda della Rai - BergamoNews
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Di Rubba voleva un posto nel Cda della Rai

Tra le referenze, come un'inchiesta dell'Espresso ha rivelato un mese fa, c'è anche quella di Marco Ghilardi, il direttore della filiale di Seriate dove sono transitati milioni di euro in operazioni giudicate sospette dall'antiriciclaggio della Banca d'Italia.

Vittorio Malagutti, sull’Espresso, racconta del commercialista bergamasco Alberto Di Rubba, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulla Lombardia Film Commission, in particolare l’attenzione è sul suo desiderio di approdare ai vertici della Rai. 

Ecco l’articolo

Dal paesino di Casnigo, 3.200 anime in Val Seriana, 30 chilometri da Bergamo, al consiglio di amministrazione della Rai. Puntava in alto Alberto Di Rubba, il commercialista con targa della Lega, arrestato una settimana fa per peculato e turbativa d’asta nella vicenda dell’acquisto della nuova sede della fondazione Lombardia Film Commission.

Nel 2018 Di Rubba si era candidato a una poltrona di vertice della tv pubblica e per questa aveva inviato alla Camera il suo curriculum professionale. Il documento è ancora depositato negli archivi di Montecitorio.

In quei giorni la Lega si preparava a prendere possesso dei posti chiave in Rai in tandem con i Cinque Stelle, nuovo alleato di governo. E Di Rubba, commercialista di fiducia del Carroccio, era pronto a cavalcare l’onda conquistando una poltrona a Roma. Non se ne fece niente.

Nel nuovo cda della televisione di Stato entrò in quota Lega il manager milanese Igor De Blasio insieme al presidente designato Marcello Foa, un giornalista che Matteo Salvini conosceva bene, a tal punto da assumerne il figlio nel proprio staff per la propaganda in Rete.

Agli atti resta il documento con cui Di Rubba si presenta al Parlamento, elencando incarichi ed esperienze professionali. Tra le referenze, come un’inchiesta dell’Espresso ha rivelato un mese fa, c’è anche quella di Marco Ghilardi, il direttore della filiale di Seriate dove sono transitati milioni di euro in operazioni giudicate sospette dall’antiriciclaggio della Banca d’Italia. Ghilardi, amico di lunga data di Di Rubba, è stato licenziato da Ubi banca con l’accusa di non aver segnalato le operazioni anomale ordinate dal commercialista leghista.

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