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Bergamo più bella e animata coi dehors. E dove c’è vita cala la malavita: perché non tenerli? fotogallery

L'assessorato al commercio ha dovuto affrontare oltre 200 pratiche, ma alla fine questi spazi si sono rivelati ottime sentinelle contro il degrado

Tra le pessime voci di bilancio sulla pandemia Covid-19, c’è una nota positiva nella città d’Italia più colpita da questo virus. Bergamo scopre che una misura per aiutare il commercio cittadino ha avuto più effetti: alla riapertura dopo il lungo lockdown, bar e ristoranti hanno avanzato una richiesta d’aiuto e Palazzo Frizzoni ha permesso a molte di queste attività di aprire un dehors.

Una misura che andava incontro alla necessità di rispettare le distanze di sicurezza ed evitare assembramenti per la somministrazione di bevande ed alimenti assegnando spazi più: dove? All’esterno dei locali, scelta che negli anni passati era sempre stata centellinata (e costosa).

Il risveglio della città è stato sorprendente. Piazza Pontida ha allargato i suoi spazi, piazza Mascheroni sembra irriconoscibile, piazza Vecchia più viva, piazza Santo Spirito e via Pignolo sono bellissime. Per non parlare di Piazza Libertà che con il Bobino, il Bar Borsa e i vicini Tresoldi e Bu Bar sembra offrire l’immagine di una movida inaspettata per Bergamo. Così in via Borgo Santa Caterina o ancora nei quartieri come Colognola.

C’è chi si è adattato con pochi bancali colorati e qualche fiore, altri si sono organizzati in modi più strutturati ed eleganti, ma tutti questi dehors hanno permesso a Bergamo di scoprirsi come non mai. Le persone li apprezzano come luoghi di incontro, i residenti li vedono come deterrente contro spaccio e disordine.

Con una mossa utile e azzeccata, che anche in altre città è stata adottata e vincente, l’amministrazione Gori (e ricordiamo che il sindaco ha tenuto per sé la delega al commercio) ha scelto la soluzione migliore per rianimare un settore fortemente in crisi dopo il lockdown.

La scelta di aprire i dehors che portano vita e movimento ha di fatto messo in soffitta un tema che tiene  banco da oltre un decennio: la sicurezza. Telecamere, vigilantes e ronde sono d’incanto passati in second’ordine nelle esigenze di Bergamo. Merito della lunga e bella stagione, ma se il patto tra PalaFrizzoni e gli esercenti di bar e ristoranti si rinnovasse con agevolazioni per il prossimo anno si potrebbe pensare di utilizzare questi spazi anche in autunno e in inverno. Come succede in altre realtà, pensiamo a Brera, nel capoluogo lombardo, a Udine, alle città francesi…

Questi luoghi di ritrovo piacciono ai bergamaschi e sono ben visti anche dai turisti che a poco a poco tornano a far capolino dopo la dura prova del Covid.

L’assessorato al commercio ammette che ha dovuto affrontare oltre 200 pratiche, non poche, ma che alla fine questi spazi si sono rivelati ottime sentinelle contro il degrado. Insomma: dove c’è vita non c’è malavita.

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