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Scuola, il primo giorno: ancora cantieri in città, problemi sui bus in Valseriana e nella Bassa

Alla elementare Scuri e alla media Savoia, non sono pronti bagni e mancano alcuni arredi. Niente pullman per Clusone, pullman si rompe a Bonate.

Le promesse c’erano tutte, così come i proclami. Lunedì 14 settembre le elementari, le scuole secondarie di primo grado e di secondo grado hanno riaperto ai 200mila studenti bergamaschi (tra scuole statali e non), ma alcuni lavori agli edifici non sono conclusi e i lettori segnalato che mancano ancora dei pezzi fondamentali al puzzle per una sicura e corretta ripresa.

Anche se, come sintetizza Barbara Sala: “Primo giorno di scuola primaria andato tutto liscio, i bambini sono molto rispettosi delle regole. Io che scrivo, testimonio come personale ATA (bidella) sempre dimenticati da tutti,ma senza di noi le scuole non sarebbero ripartite!”

Alla scuola elementare Scuri di Bergamo, dell’Istituto Comprensivo “I Mille”, c’è ancora un piccolo cantiere nei bagni, anche se dal Comune di Bergamo era stato pubblicamente annunciato che i lavori sarebbero terminati entro sabato 12 settembre  (leggi).

Così come alla scuola media Savoia, sempre del medesimo istituto comprensivo, ci sono delle opere del verde ancora in lavorazione, con metà giardino, perciò, inutilizzabile per l’intervallo all’aria aperta.

“I tempi non sono stati distesi: abbiamo lavorato come scuola spesso fino all’ultimo minuto cercando di gestire quanto di nostra competenza e al tempo stesso interagire al meglio con i lavori svolti dall’Ente locale preposto. Chi entrerà alla Scuri vedrà che c’è ancora una piccola porzione di cantiere per finire di sistemare un bagno; qualche arredo manca ancora alla scuola Savoia. In linea indicativa nel giro di una settimana o dieci giorni le cose dovrebbero essere sistemate. Probabilmente ci segnalerete qualche incongruenza e qualche mancanza. Vi chiediamo di avere pazienza e al tempo stesso di vigilare con attenzione affinché ognuno rispetti e favorisca il perseguimento dei comportamenti virtuosi che finora ognuno di noi ha tenuto nella propria vita quotidiana”, si legge nella circolare pubblicata sul sito web de I Mille” con il saluto della dirigente scolastica, Donatella Piccirilli, per l’inizio del nuovo anno scolastico.

Una studentessa dell‘Istituto Romero di Albino ha mandato invece una segnalazione alla Sab: “È assurdo che l’unico pullman che c’era dopo le 12 per salire in valle (Clusone), con i soldi che paghiamo per gli abbonamneti noi di ardesio non sia nemmeno passato. Siamo stati un’ora in stazione ad Albino e non è passato alcun autobus. Menomale che col Covid dovevano aumentare le corse… Sono passati 5 pullman, tutti “fuori servizio”. Già un unico “Clusone” non bastava per portarci tutti in valle in più non passa nemmeno quello?”.

E non è l’unica perché altre segnalazioni arrivano dall’alta Valseriana: “non c’era il bus che da Leffe centro porta a Clusone”, segnala un papà.

Altri problemi sul trasporto scolastico li segnala la mamma di un ragazzo di 16 anni tra l’Isola e la Bassa, che “come molti altri ha iniziato la scuola… e cosa c’è di strano? Nulla dico io, se non fosse che, dopo più di 6 (anzi scriviamolo proprio) SEI MESI dove l’unica ditta che fornisce il servizio di autolinee (la Locatelli) ha avuto tutto il tempo possibile immaginabile per far revisionare i propri mezzi e istruire al meglio i propri autisti, all’arrivo alla fermata della coincidenza, mio figlio si vede partire il pullman che avrebbe dovuto portarlo a Bergamo in stazione. Vabbè, gli dico, prendi quello dopo. Ok. Peccato che il pullman che ha preso si è rotto poco dopo, a Bonate. Risultato del primo giorno di scuola: ritardo di 20 minuti. La società delle autolinee non si degna nemmeno di rispondere al telefono e il bello è che questo stupendo sevizio mi costa più di 500 euro all’anno”.

bus sab pieno

“Questa la situazione alle superiori di Zogno Istituto Turoldo – aggiunge Marco Carrara -. Vanno benissimo le restrizioni e le regole che i ragazzi devono rispettare all’interno dell’istituto, ma penso che lo sforzo e l’impegno di tutte le parti siano vanificati dalla situazione dei trasporti. Questa foto è stata scattata all’uscita dei ragazzi e preciso che non stavano salendo. In questo scatto le porte si stavano chiudendo e i ragazzi erano ammassati e assiepati sul pullman della Sab”.

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