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Sentenza di Azzano, la rabbia dei genitori di Luca e Matteo: "La giustizia dei bugiardi" - BergamoNews
Le reazioni

Sentenza di Azzano, la rabbia dei genitori di Luca e Matteo: “La giustizia dei bugiardi” fotogallery video

Per il giudice Magliacani fu omicidio colposo con concorso di causa di Luca e Matteo. I 6 anni e 8 mesi a Scapin vanno stretti ai parenti delle giovani vittime: "Ci sentiamo abbandonati dallo Stato"

Una lunga giornata di attesa tra i corridoi del tribunale di Bergamo, sperando in una condanna esemplare per colui che poco più di un anno fa ha rovinato la loro vita. Poi, alle 17.35, l’amara “sorpresa” per i genitori di Luca Carissimi e Matteo Ferrari, con il verdetto del gup Massimiliano Magliacani che ha spiazzato un po’ tutti: 6 anni e 8 mesi in abbreviato a Matteo Scapin, il 34enne di Curno che la notte tra il 3 e il 4 agosto 2019 a bordo della sua Mini Cooper urtò la Vespa sulla quale viaggiavano i due amici di 18 e 21 anni residenti nel quartiere cittadino di Borgo Palazzo, al termine di una serata di tensione all’interno e all’esterno della discoteca Setai di Orio al Serio.

Quella sera le due giovani vittime e l’imputato, in preda ai fumi dell’alcol, avevano litigato per un apprezzamento di troppo alla fidanzata di quest’ultimo, che al momento dell’incidente era in auto. Dalle parole seguirono i fatti, fino all’intervento della security del locale, che aveva cacciato tutti fuori. Ma gli animi non si erano placati. Anzi, il diverbio si tramutò in scazzottata e poi in una duplice – e assurda – tragedia.

Per il tribunale è stato un omicidio colposo con concorso di causa dei due ragazzi che avevano inseguito l’auto di Scapin dopo la lite, e con un casco avevano rotto il lunotto della vettura. Proprio questo episodio, secondo il giudice, causò la sbandata del guidatore, spaventato dal botto dei vetri, e l’impatto con la moto che finì contro guard rail. I corpi di Luca e Matteo rimasero sull’asfalto. Il primo morì sul colpo, il secondo dopo un paio di giorni di agonia in ospedale.

Il gup ha così accolto la tesi avanzata dal’avvocato Andrea Pezzotta, che con Riccardo Tropea difendeva Scapin, il quale non era presente in aula ma ha atteso la sentenza nella sua casa di Curno in cui si trova ai domiciliari.

All’uscita dal tribunale i suoi avvocati non commentano la sentenza. Anche Dimitri Colombi e Francesca Longhi, i legali delle famiglie delle due giovani vittime, sono senza parole e aspettano le motivazioni.

Cristina Ceribelli e Marco Carissimi, i genitori di Luca, lasciano il tribunale in tutta fretta, scuotendo il capo e con gli occhi gonfi. Anche Laura Spreafico e Alessio Ferrari, mamma e papà di Matteo, se ne vanno velocemente, ma la donna si rivolge alla stampa e in lacrime dice: “Questa è la giustizia dei bugiardi. Ci sentiamo abbandonati dallo Stato. Bugiardo lui (Scapin, Ndr) e bugiarda la sua fidanzata che lo ha sempre difeso mentendo”.

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