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Willy, ucciso di botte a 21 anni: cosa sappiamo di quella tragica notte

Al vaglio degli investigatori ci sono diverse ipotesi, facciamo il punto per ricostruire la vicenda in base a quanto emerso finora

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Che cos’è successo nella notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre, la notte in cui è morto Willy Monteiro Duarte? Il 21enne, residente a Paliano, nella provincia di Frosinone, a circa 60 km da Roma, è stato picchiato con calci, pugni fino alla morte.

La notizia si è diffusa rapidamente e, in questi giorni, su giornali e tv si stanno susseguendo aggiornamenti, dichiarazioni e testimonianze sull’accaduto. Al vaglio degli investigatori ci sono diverse ipotesi: facciamo il punto della situazione per cercare di ricostruire la vicenda tracciando una panoramica in base ai dati emersi finora.

Il giovane ucciso, Willy, era nato a Roma, dove nel 1990 sono arrivati papà Armando e mamma Lucia, una coppia originaria di Capo Verde e impegnata in un’azienda agricola. Si era trasferito con la sua famiglia a Paliano quando aveva 3 anni, in paese era ben integrato e coltivava i suoi impegni fra l’Azione Cattolica e la squadra di calcio locale, sognando di indossare, un giorno, la maglia della Roma. Dopo aver studiato all’istituto alberghiero “Buonarroti” di Fiuggi, due anni fa aveva trovato lavoro come aiuto cuoco nel ristorante di un hotel dove era apprezzato sia per le sue doti professionali sia per le sue qualità umane. Quella sera aveva terminato il lavoro intorno alla mezzanotte, era tornato a casa a cambiarsi e verso l’1 era sceso a Colleferro per prendere una birra con alcuni amici.

In una pizzeria non lontana dalla caserma dei carabinieri e a due passi dal Comune e dalla centrale piazza Italia, hanno avuto alcuni screzi con un gruppo di giovani di Artena. Tra un ragazzo di questa comitiva e un amico della compagnia di Willy sarebbe nata una discussione – sembra dopo qualche commento a una ragazza – e la situazione degenera. Sono passate le 2.30 quando, sulle scale del locale, un giovane di quel gruppo inizia a discutere con loro, partono le prime spinte ma poi si spostano in un luogo poco lontano dove Willy aveva parcheggiato la sua auto, una Fiat Punto grigia e nel frattempo due ragazzi arrivano a supporto del gruppo di Artena.

Un ragazzo incalza Federico Zurma, un amico di Willy, quest’ultimo nota la scena e si mette in mezzo per cercare di dividerli. Il 21enne resta solo contro quattro: dopo venti minuti di calci e pugni soccombe e i giovani di Artena si allontanano. Ad aspettarli in auto c’è un 20enne: fanno ritorno ad Artena, dove si fermano in un locale.

Nel frattempo a Colleferro, sul luogo del fatto, arriva il maresciallo dei Carabinieri Antonio Carella e poi sopraggiungono i soccorsi: Willy viene caricato su un’ambulanza e portato all’ospedale di Colleferro anche se i tentativi dei medici di salvarlo saranno vani. Infine, prima delle 5, i cinque giovani di Artena sono stati condotti in caserma: per quattro di loro scatterà l’arresto in flagranza, mentre il quinto verrà indagato a piede libero per favoreggiamento.

L’attività d’indagine dei carabinieri sta proseguendo coordinata dalla procura di Velletri.

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