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Sorisole, Gamba: "Ecco perchè alle elezioni non ci sarà la lista di Progetto Comune" - BergamoNews
Verso le elezioni

Sorisole, Gamba: “Ecco perchè alle elezioni non ci sarà la lista di Progetto Comune”

Abbiamo intervistato Emiliana Gamba, consigliere comunale di "Progetto Comune" per capire le motivazioni di questa assenza

A Sorisole il gruppo “Progetto Comune“, che negli ultimi cinque anni è stato tra i banchi della minoranza in consiglio comunale, non parteciperà con una propria lista alle prossime elezioni amministrative che si svolgeranno domenica 20 e lunedì 21 settembre.
Di fatto, così, alle urne non ci sarà una lista chiaramente identificabile con la sinistra: abbiamo intervistato Emiliana Gamba, consigliere comunale di “Progetto Comune” per capire le motivazioni di questa assenza.

Alle prossime elezioni non ci sarà. Come mai?

Non ci saremo come lista elettorale ma non abbiamo smesso di essere un gruppo agguerrito. Di questa tornata elettorale mi colpiscono due messaggi che stanno arrivando: la mancanza della sinistra e che Progetto Comune abbia terminato il suo percorso ma bisogna fare dei distinguo, a cominciare da questo concetto di sinistra.

Ci spieghi.

Noi non ci riconosciamo in una sinistra partitica. Per noi essere di sinistra significa essere europeisti, progressisti e profondamente antifascisti. Questa è la base, dopodiché si ragiona e si discute con tutti quelli che si riconoscono in questi valori senza chiedere appartenenze o tessere. Proseguendo su queste premesse nei mesi scorsi abbiamo iniziato il nostro percorso ragionando su di noi e cercando di capire se avessimo le forze per ricandidarci e quindi riproporre una nostra lista, qualcuno di noi era disponibile e altri no, così abbiamo aperto un dialogo con tutte le altre forze presenti sul territorio a partire dal Pd che era quello più vicino a noi come idea.

Come è andata?

Ci abbiamo lavorato per diversi mesi fino all’inizio del lockdown, a quel punto sembrava che si aprisse la possibilità di una lista unitaria che si contrapponesse all’attuale sindaco, Vivi e quindi si sarebbe creato un bipolarismo perfetto ma, a quel punto, un pezzo del PD – non posso dire che sia stata una decisione di tutto il PD – ha deciso che non eravamo più gli interlocutori adeguati. Avevo aperto un’interlocuzione anche con Stefano Stecchetti, il candidato sindaco della lista “Sorisole insieme”, perché con lui abbiamo lavorato bene ad alcuni progetti e nel suo gruppo ci sono alcune persone interessanti e lì si è consumato lo scontro.

Cosa è successo?

Questo pezzo del PD, andando anche contro alcuni iscritti, ha deciso di spostarsi verso la lista di Massimo Baggi, che noi non potevamo sostenere per svariate ragioni. Innanzitutto perché è espressione di questa maggioranza: nel corso di questi cinque anni è stato assessore della giunta Vivi fino all’ultimo mese. Ci siamo confrontati anche con lui, ma se davvero non avesse condiviso molte delle decisioni di questa amministrazione, avrebbe dato le dimissioni molto prima e ai nostri occhi sarebbe stato più credibile. A un certo punto, considerando che nessuno si proponeva, mi sono resa disponibile a candidarmi a sindaco per dar vita a una lista unitaria ma sono emersi personalismi molto forti.

In che senso?

Baggi non voleva rinunciare, Stecchetti era più disponibile a cedere la sua candidatura nei miei confronti ma ho capito che ero un elemento di disturbo molto forte soprattutto nelle riunioni che ci sono state con gli amici del PD per cui ho fatto un passo indietro, mentre alcuni elementi di Progetto Comune hanno deciso di appoggiare la lista di Stecchetti, che ritengo essere ben fatta e con un programma molto interessante. Progetto Comune, comunque continuerà a impegnarsi sul territorio e a svolgere il suo lavoro di monitoraggio – d’altro canto la legge sulla trasparenza consente anche ai privati cittadini di chiedere l’accesso agli atti – e proseguiremo a costruire rete nel paese.

Però non sarete in consiglio comunale.

Qualche candidato che ha lavorato con Progetto Comune è presente nella lista di Stecchetti, mentre in quella di Baggi c’è un pezzo del PD su cui non ho nulla da dire: è stata una libera scelta dei singoli. Sarebbe stato molto interessante che il PD ci avesse accompagnato in questo percorso ma non è stato così e questo ha fatto sì che mancasse una lista chiaramente identificabile con la sinistra che, ripeto, per me significa essere progressisti, europeisti e antifascisti. E persone che si riconoscono in questi valori ci sono anche all’interno delle liste di Stecchetti e Baggi. Da parte nostra, siamo impegnati guardando al medio-lungo periodo.

In che modo?

Lavoriamo pensando a costruire una nuova alternativa nel prossimo futuro e nel frattempo mettiamo le nostre competenze a disposizione di chi ce lo chiede, come ha fatto Stecchetti. Inoltre ci dedichiamo a progetti formativi collaborando con la Diocesi di Bergamo: io e Stefano Gamba da qualche anno stiamo collaborando con l’ufficio diocesano della pastorale sociale del lavoro e continueremo a farlo. In aggiunta, mi hanno chiesto di coordinare il tavolo Cittadinanza e politica del nuovo vicariato e ho accettato: la passione politica per il bene comune non morirà mai.

Stefano Stecchetti Sorisole

Tornando sulla mancata nascita di una lista unitaria, che personalismi ha innescato la sua proposta di candidarsi?

Baggi e una parte del PD non volevano aggregarsi con Stecchetti anche se non capisco il motivo perché ha delle competenze spendibilissime e interessanti. Inoltre sono tutti e tre di Sorisole e questo è significativo perché indica quanto la nostra comunità sia frammentata fra Sorisole, Azzonica e Petosino. Probabilmente ci sono equilibri che conosco poco perché vivo a Petosino e non a Sorisole: questi aspetti sono emersi pesantemente in fase di discussione e non mi è piaciuto. Il lavoro che volevamo fare pensando a un progetto unitario, invece, avrebbe portato a una lista di comunità che comprendesse Sorisole nella sua interezza ed è stato un peccato che non sia andata in porto.

Essendoci sintonia con Stecchetti perché non ha creato una lista con lui?

Sin dall’inizio ho pensato che abbia il diritto e il dovere di costruire un suo gruppo e una sua visione politica. Nei cinque anni precedenti ha lavorato a nostro fianco ma non è mai stato parte del nostro gruppo: ha una sua storia e un suo impegno all’interno della comunità. Mi sembra giusto che esprima tutto quello che è senza appesantimenti derivanti dagli anni che noi abbiamo trascorso in amministrazione. L’esperienza che abbiamo acquisito nel tempo può essere un valore aggiunto – infatti non mi risparmio a collaborare con lui – ma è giusto che costruisca il suo percorso e a mio parere sta facendo molto bene.

Alle elezioni mancherà un candidato sindaco donna: cosa ne pensa?

Il dato che emerge da questi mesi di contatti è che Sorisole non è pronto: non ci sono state le condizioni. Se insieme a me avessi avuto uno schieramento compatto, sicuro delle possibilità che avevamo e soprattutto che condivideva idee e metodi, avremmo potuto giocarcela, come sta facendo Rosa Gelsomino, mia carissima amica, che mi auguro vinca perché farebbe la differenza. Ha alle spalle un gruppo a cui il PD non ha sottratto le sue forze ma ha coalizzato le liste civiche e richiamato attorno a sé una serie di figure interessanti. La mia persona, invece, evidentemente è stata vissuta come divisiva.

Come mai?

Per trent’anni ho tentato di tenere unite le anime di questo paese ma ora comincio a pensare che devono passare altre generazioni per raggiungere questo obiettivo. Sono stata considerata un’abitante di Petosino e non di Sorisole. Inoltre, la gente fatica a concepire che una donna possa portare competenze: l’unica amministrazione in cui ci sono state cinque donne in consiglio comunale è stata la nostra, dopodiché siamo sempre state tre o quattro. Vuol dire che le donne non votano le altre donne e, se posso esprimere un appello alle cittadine del mio paese, chiedo di scegliere una donna per far sì che il consiglio comunale cominci a cambiare il suo modo di porsi e di essere. Ma c’è un’altra cosa che mi sta particolarmente a cuore.

Quale?

Sono stata considerata troppo di sinistra e questo mi fa pensare molto perché non ho mai avuto tessere di partito: la mia storia e il mio antifascismo sono profondamente cattolici, probabilmente non sono riuscita a raccontare bene chi sono ma lo faremo in futuro.

Si sente “tradita” dal PD?

No, ma sono molto amareggiata dalla presa di posizione di una parte del PD di Sorisole. A me e al nostro gruppo è mancato il loro supporto per aprirsi a un progetto nuovo: se posso pensare a qualcuno che sta scommettendo su una proposta nuova mi viene in mente Stecchetti che, comunque, sarebbe stato una parte importante dell’alternativa a cui stavamo pensando e insieme abbiamo lavorato a lungo.

Cosa non le piace, invece, della lista di Baggi?

Quando ci siamo incontrati gli ho ricordato alcune decisioni che aveva votato in consiglio comunale e per me erano fondamentali per dar vita a un cambiamento. Per esempio, a inizio mandato l’amministrazione Vivi ha revocato la delibera di modifica della convenzione su Azzonica che l’amministrazione di Progetto Comune aveva varato per la realizzazione di un ambulatorio medico invece di una piazza lastricata in pietra. In piena pandemia gli ho detto che l’ambulatorio medico sarebbe stato importante e lui ha tentennato: abbiamo visioni diverse della sanità sul territorio. Un altro esempio è l’operazione Indeva: il nome di quest’azienda non risulta in nessuna delle delibere del consiglio comunale di Sorisole e ci sono aspetti che vogliamo approfondire. Nel sociale, poi, l’amministrazione comunale è stata ferma e avrebbe potuto curare meglio anche il rapporto con le associazioni Come avrei potuto spiegare ai miei elettori che mi sarei candidata con Baggi quando l’ho combattuto per cinque anni; non capisco come mai il segretario del PD di Sorisole, che è stato vicesindaco della mia amministrazione, abbia deciso di schierarsi con lui.

Per concludere, il voto è segreto ma verso chi è orientata?

Vivi certamente non avrà il mio voto e non ce l’avrà la destra populista. Il mio apprezzamento va per Stecchetti perché abbiamo condiviso diversi ragionamenti e più collaboro con lui più ne apprezzo le capacità.

E cosa consiglia a chi l’ha votata negli anni precedenti e ora non troverà la sua lista alle urne?

Intanto chiedo a tutte le donne di scegliere una donna. Inoltre invito tutti a guardare attentamente i componenti delle liste perchè sono le persone a fare la differenza: sentitevi liberi dalla vostra appartenenza politica e scegliete le persone migliori.

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