Marco Bianchi in città per il suo ultimo libro: “Bergamo simbolo della rinascita italiana” - BergamoNews
L’intervista

Marco Bianchi in città per il suo ultimo libro: “Bergamo simbolo della rinascita italiana”

Il popolarissimo cuoco e divulgatore scientifico per Fondazione Umberto Veronesi presenterà a Bergamo “La nostra salute a tavola”

Il 15 settembre Marco Bianchi, il popolarissimo cuoco e divulgatore scientifico per Fondazione Umberto Veronesi, sarà ospite a Bergamo per la presentazione del suo ultimo e 17° libro “La nostra salute a tavola”, in libreria dal 3 settembre ed edito da Harper Collins Italia.

Seguito da 373mila persone su Instagram e quasi 400mila su Facebook, volto televisivo amatissimo alla Prova del Cuoco e nell’edizione 2020 di Linea Verde Estate, promuove i fattori protettivi della dieta e le regole della buona alimentazione attraverso consigli gastronomici che aiutano a prevenire le patologie più comuni, grazie alla sua conoscenza scientifica da Tecnico di Ricerca Biochimica e alla passione per la cucina.

Milanese, classe 1978, tramite le sue stories Instagram e gli articoli sul suo blog è in prima linea nel proteggere la buona alimentazione tutta basata sulla dieta mediterranea, unendo alla divulgazione e alla sensibilizzazione su tematiche sociali e mediche (come le campagne Tiriamole fuori, sulla prevenzione del tumore al testicolo, e Io mi muovo, per spronare le persone a combattere la sedentarietà) racconti sulla sua vita personale che permettono di creare uno speciale legame con tutti i suoi followers che a lui si affidano e chiedono consigli.
L’abbiamo intervistato in vista del suo arrivo allo Spazio Polaresco dalle 21.

In quale modo questo libro è diverso dagli altri?
In realtà questo libro costituisce un ritorno alle origini, in quanto ritorna un Marco più “scienziato”, come nelle pubblicazioni che hanno preceduto “La mia cucina delle emozioni” e “Il gusto della felicità”. Infatti, in realtà sono stati questi libri che hanno costituito una sorta di esperimento, poiché mi sono concentrato sul lato più emozionale del cibo. Ora ritorno ad avere un approccio più scientifico, sia dal punto narrativo che culinario, con ricette studiate sulla base della giusta combinazione degli ingredienti dal punto di vista nutrizionale, utilizzando quanto di buono abbiamo grazie alla nostra fantastica dieta mediterranea. In questo libro, infatti, spiego quanto siamo fortunati a vivere in Italia e a godere di tutte le bontà che la natura ci offre. Con poco, possiamo realizzare piatti gustosi e che ci fanno anche bene.

Come ti vengono le idee per i tuoi piatti?
Dalla quotidianità, dalla stagionalità, da quello che trovo quando faccio la spesa o anche da intuizioni o suggerimenti della mia community. Preferisco utilizzare ingredienti freschi e di stagione, quindi mi baso molto su quello che è disponibile nei vari periodi dell’anno. Poi mi piace realizzare piatti sempre molto colorati, quindi mi diverto ad abbinare gli ingredienti, oltre che nella maniera corretta dal punto di vista del gusto, anche in maniera cromatica. Un piatto si deve mangiare anche con gli occhi, quindi mi piace, ad esempio, creare zuppe con i colori accesi di verdure e ortaggi.

È la prima volta che vieni a Bergamo? Ha un significato la presentazione del tuo libro nella città più colpita dal Covid, tenendo conto anche della tua particolare attenzione e sensibilizzazione sul tema durante il lockdown?
Sono stato a Bergamo già per altre presentazioni o per motivi personali, è una città che amo molto. Ciò che si dice dei bergamaschi, che sono instancabili lavoratori e molto determinati, è vero e sono qualità che apprezzo molto. È gente sempre disponibile e generosa. Infatti, è stato un colpo al cuore sentire ogni giorno dal telegiornale gli aggiornamenti sulla situazione legata al Covid. In generale, come hai detto, ho capito da subito che la situazione era grave e mi sono battuto pubblicando diversi messaggi per favorire l’uso delle mascherine e dell’igienizzazione delle mani. Qualcuno mi ha scritto in privato chiedendomi a cosa servissero le mascherine ed è una cosa che mi ha fatto sempre arrabbiare moltissimo. Si tratta di essere responsabili per se stessi e per gli altri. Senza attenzione rischiamo, ancora oggi, come i dati confermano, di contagiarci e contagiare i nostri cari. Mi chiedo come si possa essere così egoisti da non capirlo e come non si possa capire che quello che ci viene chiesto è semplicemente rispettare delle norme per migliorare la vita di tutti, per poter uscire ogni giorno più forti da questa crisi.

“La nostra salute a tavola”: un titolo evocativo, cosa significa per te?
Per me mangiare è proprio sinonimo di convivialità: non c’è nulla di più appagante che sedersi a tavola con i propri cari e conversare, ridere e confrontarsi davanti a un buon piatto. Per aver un buon rapporto col cibo, bisogna cercare di inserire nella propria quotidianità sempre di più questi momenti. Spesso mangiamo male e di fretta perché siamo sempre di corsa: fermarsi un attimo e assaporare una buona pasta, un’insalata ricca e colorata o perché no, anche una pizza ci sazia di più e meglio. Siamo molto più felici.

Qual è il tuo piatto preferito del libro?
È difficile rispondere a questa domanda, perché quando scrivo un nuovo libro, ogni ricetta racconta un po’ di me e ha una sua storia. Da amante della pasta, direi su due piedi le orecchiette con crema di broccoli e pinoli tostati.

Cosa ti cucini quando ti senti felice e quando triste?
Nulla mi rende più felice della pasta o della pizza: qualche giorno fa ho pubblicato uno spaghetto con pomodoro e pecorino…che soddisfazione! Quando sono triste, mi rifugio ugualmente nel mio cibo preferito e magari mi concedo un dolcetto. Mi piace fare il plumcake senza uova, con cacao e caffè e nel libro propongo la mia versione della crema di nocciole spalmabile…da poter fare in casa! E ogni tanto mi concedo un quadrotto di cioccolato. La nostra piramide alimentare i dolci li prevede…in maniera molto moderata ma ci sono!

Parliamo di bevande, non solo di cibo. Cosa bere a tavola, vino, birra o acqua?
Acqua, ma non solo a tavola. È bene idratarsi spesso nella giornata. Ogni tanto ci si può concedere anche un buon bicchiere di vino, che si sa fare bene alla circolazione. Alcuni studi hanno evidenziato anche delle proprietà benefiche nella birra, che è ad esempio antiossidante, e non fa propriamente ingrassare, se si pensa che per ogni 100 gr di birra, ci sono 35 calorie meno che in un succo di frutta, ma ovviamente tende a far gonfiare più di altri alcolici.

A cosa non rinunciare mai a tavola per la propria salute?
Alla semplicità! Utilizzare gli ingredienti freschi e soprattutto pochi ma buoni. Un piatto pomodorini, rucola, olive e formaggio tipo feta è semplice e nutriente. Ci vuole veramente poco per stare bene.

Pensando ad una puntata di Linea Verde a Bergamo, cosa vorresti mostrare?
Come ho detto, Bergamo è una città ricca di tantissimi spunti. C’è bella gente, buon cibo e tanta cultura. Nelle puntate di Linea Verde abbiamo raccontato dell’Italia che si rialza e penso che Bergamo sia il simbolo della nostra rinascita. Le Mura, la Città Alta e Bassa racchiudono la storia della città e questo sarebbe bellissimo da raccontare. A livello culinario, ci sono tantissime produzioni locali e famigliari che si possono mostrare. Ho amato nel corso delle puntate incontrare direttamente produttori, coltivatori e allevatori e basta solo pensare che Bergamo è la patria del Formaggio Branzi e del Taleggio…di spunti ce ne sono e non per una sola puntata!

La cucina del Nord, tra cui quella di Bergamo, tende sempre all’uso di grassi e proteine animali e pare che, per la maggior parte della popolazione, sia difficile staccarsi da questo stereotipo. Come fare per convincere ad essere più attenti a tavola?
Io parto dalla sperimentazione, cercando di spiegare sempre tutto col sorriso e di vedere il momento di creazione di una ricetta anche come un gioco. Innanzitutto, non si deve avere un atteggiamento impositivo, costringere qualcuno a cambiare le proprie abitudini senza spiegare i motivi, non porta a nulla. Quindi il mio consiglio è quello di giocare anche con i cibi e trovare da sé delle soluzioni alternative. I grassi, ovviamente quelli monoinsaturi o polinsaturi, non sono dannosi quindi se a qualcuno piace il pesce azzurro o la frutta secca, libero di consumare questi cibi e di creare ricette utilizzandoli. Possiamo introdurre le proteine anche attraverso le uova e i legumi, quindi ci si può divertire con zuppe come una di fagiolini cannellini e finocchi, che trovate anche nel libro. Basta farsi consigliare, per chi ha necessità sanitarie, anche da una figura esperta, per migliorare la propria alimentazione e di conseguenza la propria salute.

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