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Scuola e salute, il tempo dell'alleanza - BergamoNews
L'intervento

Scuola e salute, il tempo dell’alleanza

Rispondere insieme alle preoccupazioni per la salute, colloca il tema della sicurezza entro una rete di relazioni costruttive che sono indispensabili in ogni aspetto della vita scolastica

Mi spiace sfatare la nuova leggenda metropolitana degli insegnanti contro il test virologico. Ho passato 3 giorni a cercare inutilmente di prenotare il mio sul sito di regione Lombardia. Poi, con la app, mi sono finalmente aggiudicata un posto. Non nell’ospedale del mio comune, ma a 20 km da casa.

Si tratterà di un caso. Non posso generalizzare. Però non vorrei lo facessero nemmeno gli altri.

Pagato il tributo alla campagna mediatica, vorrei guardare con voi, più a fondo, alla questione salute a scuola.

Sicurezza e salute di alunni e insegnanti non sono alternative. Non voglio piegarmi all’idea di concorrenza tra alunni-veicoli di virus e insegnanti-vittime sacrificali. Credo che pure le famiglie vogliano a scuola insegnanti sani.

Ma cosa accade nella vita quotidiana?

Se siamo in una stanza di casa e non siamo familiari, il rispetto della norma si attua cercando l’equilibrio tra gli stili di vita di ciascuno. Si media, quando si con- vive, guidati dall’attenzione per l’altro.

Qualcuno allontana la sedia, qualcuno porta un ffp2 che rassicura, l’altro una mascherina più leggera che non l’opprime, si apre la finestra, mangiamo (ovviamente senza mascherina) cercando di aumentare la distanza…
A Scuola dovrebbe accadere lo stesso.

Con la responsabilità che da adulti abbiamo rispetto alla salvaguardia degli studenti e alla nostra… dovremo, in serenità, mettere in atto accorgimenti perché le regole comandate siano seguite e al contempo tutti si sentano a proprio agio in aula.

Non dovremmo però farlo da soli, come insegnanti.

La salute va collocata, oltre che nello spazio della norma, nello spazio della relazione. In questo caso tra docenti, studenti, famiglie, personale della scuola. E quando si tratta dei più piccoli, indubbiamente lo spazio di coinvolgimento dei genitori si amplia.

In 38 anni di scuola primaria, sempre, gran parte del mio lavoro è stato facilitato dalla collaborazione dei genitori.

Non dico che non ci siano mai state divergenze, ma queste sono sempre state collocate in un processo di confronto che ha consentito di cooperare per gli stessi obiettivi: la formazione dei ragazzi che non sono studenti o figli, in alternativa, secondo il momento, ma studenti e figli che si portano a scuola la casa e a casa la scuola. Quindi azzardo un consiglio: il primo passo per affrontare l’inizio d’anno più complicato di sempre è una bella chiacchierata tra adulti. Perché emergano i vissuti, le attese, le preoccupazioni, le criticità, le ipotesi di soluzione, le esperienze, le competenze…

Poi belle chiacchierate con i bambini, i ragazzi… di tutte le età. Che altrettanto hanno idee, paure, aspirazioni, curiosità, sofferenze e allegrie, proposte da mettere in gioco. E sono convinta che in questo dialogo gli accordi organizzativi saranno rapidi, volendo ciascuno che l’altro stia bene.

Così, pian piano, emergerà quello che più ci sta a cuore: la ripresa del lavoro dell’insegnare e dell’imparare, dell’educare e del crescere.

Si dovrà, ragionando insieme, cercare nuove strade, nuovi spazi, andando per tentativi ed errori, ma non senza progetto.

Pronti a falsificare le proprie convinzioni, mettendole alla prova della Classe.

Perché andare a scuola non è semplicemente maturare e imparare come singole persone, ma maturare insieme, imparare insieme (anche insegnanti e genitori).

Proprio il Covid che ci ha imposto l’isolamento ha reso palese che esiste qualcosa di collettivo. Un Bene Comune, che ci fa tutti protagonisti e partecipi. Chiamati ad una alleanza. Perché Scuola è Comunità. Lì le difficoltà possono essere affrontate e il sapere dà frutti per la vita.

Simonetta Fiaccadori* Insegnante

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