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"Scuole pronte, ma mancano i docenti". Appello al personale: "Fate il sierologico" - BergamoNews
L'assessore poli

“Scuole pronte, ma mancano i docenti”. Appello al personale: “Fate il sierologico”

Le strutture sono pronte, preoccupano le nomine dei docenti e i trasporti

Poco più di dieci giorni al 14 settembre e attorno alla riapertura delle scuole aleggiano tanti dubbi e preoccupazioni dovute alla confusione e ad un momento storico che, anche se si è lasciato alla spalle il periodo più difficile, fa ancora paura. La ripresa delle lezioni comporta la rimessa in campo di un meccanismo sociale che coinvolge tutti: dai trasporti ai permessi al lavoro per i genitori, dal traffico alla gestione famigliare che ruota attorno ad orari scolastici.

Scuola uguale spostamenti e, anche, più contagi? Lo scopriremo solo quando la ripresa sarà effettiva, ma una rassicurazione arriva dall’assessore all’istruzione del Comune di Bergamo e Presidente della sezione Istruzione di Anci Lombardia, Loredana Poli: “Al 7 settembre, per la scuola dell’infanzia, e al 14 per tutte le altre di competenza comunale (elementari e medie) posso con sicurezza dire che arriveremo con i lavori, le forniture, i traslochi, le pulizie e le sanificazioni a posto, tranne che per pochissimi cantieri che non riguardano i lavori dovuti all’emergenza Covid, ma sono di manutenzione dell’edificio scolastico”.

Le strutture scolastiche dei 9 istituti comprensivi che comprendono circa 54 plessi (più i 12 asili nidi comunali), quindi, sono pronte ad accogliere gli studenti, grazie al finanziamento da parte del Comune che ha investito risorse proprie: circa 750 mila euro di opere edili e circa 250 mila euro aggiuntivi di acquisiti di arredi e attrezzature. Ma, nonostante sia tutto “a regola d’arte”, tra il personale docente ed amministrativo non mancano le preoccupazioni.

“C’è ancora tanta confusione – continua Poli – ma i documenti di riferimento su cui muoversi ci sono e tutte le linee guida sono dettagliate. È stato fatto un grande lavoro e deve essere riconosciuto: la nostra regione è pronta e Bergamo senz’altro lo è dal punto di vista delle attrezzature e degli spazi. Il vero problema che preoccupa tutti è la nomina dei docenti. In Lombardia si sa già che non avremo insegnanti di sostegno a sufficienza e mancheranno anche alcune classi di concorso, come quelle scientifiche per cui c’è una grandissima carenza di personale. Si deve evitare di creare un giro di supplenti sulla stessa cattedra per mantenere la ‘bolla’ protettiva sanitaria che si vuole creare in una classe, ma siamo già in ritardo ed è una questione che inizia a preoccupare seriamente e che intacca l’organizzazione dell’intera scuola”.

Oltre alla mancanza di docenti, ad allarmare è anche la gestione dei mezzi pubblici che, è stato deciso, potranno essere pieni fino all’80%. “La questione è stata gestita con un’interlocuzione tra l’Agenzia del trasporto pubblico locale e le scuole con una richiesta: quella di non avere tutti gli studenti alla stessa ora così da poter calibrare le corse. Perciò le scuole hanno organizzato dei turni di entrata ed uscita. Ora però bisogna vedere all’atto pratico se il sistema non presenterà delle falle”.

“Vorrei anche fare un appello riguardante i test sierologici per il personale scolastico: la provincia di Bergamo presenta la maggiore adesione in tutta la Lombardia, ma è comunque un’adesione bassa e non capisco perché. È auspicabile farlo, facciamo di tutto per mettere al sicuro l’ambiente scuola, ma poi magari abbiamo persone che non hanno neanche fatto il test. Io lo farei fare anche agli studenti, magari a campione, specialmente ai minorenni che sono rimasti esclusi anche dalla nostra campagna gratuita.

È destinata ai più piccoli, invece, dagli 0 ai 14 anni, la richiesta come Anci Lombardia alla Regione per rendere gratuito, per questa fascia d’età, il vaccino antinfluenzale per evitare allarmismi e la cascatalavorativa, sociale e famigliare che comporta avere un bambino a casa malato. Quello che mi preoccupa è che se il sistema sanitario non riuscirà ad essere tempestivo nel fare tamponi quando necessario e nel restituire i risultati, per la scuola sarà un disastro: è fondamentale mettere in campoprocedure che sappiano restare al passo per evitare una grave discontinuità didattica”.

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