Il Chiostro superiore del Monastero di S. Giacomo Maggiore torna all’antico splendore - BergamoNews
Pontida

Il Chiostro superiore del Monastero di S. Giacomo Maggiore torna all’antico splendore

I lavori di restauro sono stati sostenuti dalla Fondazione UBI Banca Popolare di Bergamo e dalla Fondazione Cariplo

La Fondazione UBI Banca Popolare di Bergamo e l’Abate Padre Giordano Rota invitano all’inaugurazione del restauro del Chiostro superiore del Monastero di S. Giacomo Maggiore in Pontida (Piazza Giuramento, 155 Pontida, Bergamo), che si terrà domenica 6 settembre alle ore 18. La serata si aprirà con la S. Messa solenne in onore di S. Alberto da Prezzate, fondatore del Monastero a cui seguirà, alle ore 19, la visita al Chiostro superiore con illustrazione dei lavori di restauro, diretti dall’Architetto Leonardo Angelini.

I lavori di restauro sono stati sostenuti dalla Fondazione UBI Banca Popolare di Bergamo e dalla Fondazione Cariplo.

Il monastero di S. Giacomo di Pontida, in diocesi di Bergamo, sorse come priorato cluniacense nel 1076 per iniziativa del feudatario bergamasco Alberto da Prezzate (+1095), che ne divenne il primo priore e vi fu venerato come santo. Uomo di fiducia dell’abate Ugo di Cluny nell’organizzazione delle fondazioni cluniacensi in Lombardia, Alberto da Prezzate ottenne per sé e per i suoi successori il titolo di priore maggiore, in forza del quale il superiore di Pontida svolgeva l’incarico di vicario dell’abate di Cluny per tutti i priorati lombardi. Dopo due secoli di prosperità il monastero cominciò a decadere fin dalla fine del sec. XIII, quando fu dato in commenda al card. Guglielmo de Longhi di Adrara.

Distrutto e saccheggiato nel 1373 durante le guerre fra Guelfi e Ghibellini, risorse alla fine del sec. XV per iniziativa della Repubblica di Venezia che nel 1491 ne ottenne da Innocenzo VIII l’aggregazione alla congregazione dell’osservanza di S. Giustina di Padova, che lo fece rifiorire, ricostruendolo in forme rinascimentali. Nel sec. XVIII si distinse nella società bergamasca per il prestigio culturale di alcuni suoi abati eruditi come Costantino Rotigni, Alberto Mazzoleni e Cristoforo Cabrini, ma nel 1798 fu soppresso per decreto di Napoleone Bonaparte e ridotto a parrocchia affidata al clero secolare. Nel 1910 fu nuovamente riaperto dalla Congregazione Cassinese con tre monaci provenienti dall’abbazia di S. Paolo in Roma. Nel 1946 riebbe nuovamente il rango di abbazia.

Abate del Monastero è Padre Giordano Rota. (http://www.benedettinisublacensicassinesi.org/project/monastero-di-san-giacomo-pontida/ e www.monasterosangiacomo.it).

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