Quantcast
“Il Traditore”: la storia del primo grande pentito di mafia - BergamoNews
La lanterna magica di guido

“Il Traditore”: la storia del primo grande pentito di mafia

Tommaso “Masino” Buscetta, tradito da quello stesso sistema criminale mafioso che lo aveva reso ricco e potente, decide di collaborare con lo Stato portando a centinaia di arresti e infliggendo un duro colpo a Cosa Nostra

Titolo: Il Traditore

Regia: Marco Bellocchio

Durata: 148’

Interpreti: Pierfrancesco Favino, Maria Fernanda Cândido, Luigi Lo Cascio, Fabrizio Ferracane, Nicola Calì

Valutazione: ****

Programmazione: Amazon Prime Video

All’inizio degli anni ‘80 la Sicilia è capitale mondiale del traffico di droga, divisa tra famiglie di Cosa Nostra palermitane e corleonesi (di cui è leader Totò Riina), che lottano fra loro pur mantenendo una facciata di amicizia. Durante una festa a casa di Stefano Bontate tra boss di entrambi gli schieramenti, Tommaso Buscetta, un boss affiliato alla mafia di Palermo, avverte il pericolo di una faida imminente e decide di emigrare in Brasile per seguire i suoi affari al sicuro.

Le tensioni però non tardano a manifestarsi e si scatena una serie di omicidi a boss mafiosi e familiari; i due figli di Buscetta e suo fratello, rimasti in Sicilia, vengono fatti sparire portando così Tommaso a riflettere sulla vera natura di quella stessa organizzazione a cui lui aveva giurato eterna fedeltà. Arrestato successivamente dalle autorità brasiliane e rimpatriato nel Bel Paese, inizierà una lunga e proficua collaborazione con il magistrato Giovanni Falcone con cui, dopo 2 anni, darà il via ad un maxi processo che poterà a condanne per un totale di 2665 anni di galera.

La pellicola, non senza una certa dose di coraggio e sfacciataggine, mostra al pubblico senza mezzi termini una delle tante facce che costituiscono la Mafia: quella della violenza e della prevaricazione del prossimo. Tommaso Buscetta, benché colpevole e facente parte di tali gerarchie omicide, viene rappresentato in modo fedele come un semplice uomo che, forse per istinto di sopravvivenza più che per reale convinzione, decide di collaborare con la Giustizia in modo da rifilare un brutto KO a Cosa Nostra, partendo da quella “nostrana” ed arrivano fino a quella infiltrata nella politica statunitense. Anche grazie ad un’interpretazione magistrale del solito Favino, coadiuvato da un Fausto Russo Alesi calato perfettamente nella parte del compianto Falcone, Bellocchio consegnerà al pubblico il ritratto vivo di un uomo ferito, braccato, colpevole ma mai domo che con sfacciataggine e grandi occhiali da sole, denunciò gran parte dei boss di quei tempi.

Degna di plauso anche la cornice entro la quale la storia si muove sapientemente: tra splendide costiere siciliane, lussuose ville dei quartieri ricchi di Rio de Janeiro, aule di tribunale romane e cittadine sperdute nella Florida centrale, capaci in raccontarci, oltre che la vita, anche il dramma di un uomo costretto (a causa sua) a vivere nascosto e senza pace, condannando la sua famiglia a non avere affetti stabili e a migrare continuamente.

Un dramma umano unito ad una storia di redenzione che si sviluppa tra omicidi, intrighi internazionali e omertà. Da recuperare.

Battuta migliore: “Dottor Falcone, noi dobbiamo decidere solo una cosa: chi deve morire prima, lei o io.”

Vuoi leggere Bergamonews senza pubblicità?
Iscriviti a Friends! la nuova Community di Bergamonews punto d’incontro tra lettori, redazione e realtà culturali e commerciali del territorio.
L'abbonamento annuale offre numerose opportunità, convenzioni e sconti con più di 120 Partner e il 10% della quota di iscrizione sarà devoluta in beneficenza.
Scopri di più, diventiamo Amici!
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI