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La storia

Da Bergamo a Melbourne alla Danimarca: il viaggio di Dylan, cuoco in cerca di opportunità

Ventidue anni e tanta voglia di scoprire il mondo. Iniziò così il viaggio di Dylan, un ragazzo partito da Castione della Presolana con lo zaino pieno di curiosità per il mondo

Sono tanti i ragazzi che, ogni anno, decidono di migrare all’estero per seguire una carriera lavorativa, per rincorrere le loro ambizioni. Dylan Ferrari è uno di questi. Un ragazzo bergamasco di 25 anni diplomato all’istituto IPSSAR alberghiero di Nembro che a 22 anni ha deciso di lasciare casa per intraprendere un’esperienza lavorativa dall’altra parte del mondo, in Australia. Ma cosa lo ha spinto? Come si è sentito una volta giunto lì? E, soprattutto, come è cambiata la sua vita?

Cosa ti ha spinto a fare le valigie e partire da un piccolo paesino di montagna? Come hai preso questa decisione?

Decisi, innanzitutto, di trasferirmi dal mio piccolo paesino di montagna alla città, dove ho vissuto e lavorato per circa un anno. Dopodiché sentii il bisogno di cercare qualcosa di diverso che mi desse più sfide da affrontare, così lasciai tutto e mi trasferii dall’altro lato del mondo, in Australia.

Sei partito per l’Australia a 22 anni, a Perth per essere esatti, per rincorrere una vita professionale al di fuori del tuo paese natale. Ma non sei rimasto lì, dopo una settimana ti sei trasferito a Melbourne in Victoria. Perché ti sei spostato? Raccontaci della tua esperienza all’estero.

Come prima destinazione scelsi Perth, in quanto è la città che, ancora oggi, conserva il classico stile australiano. Una volta arrivato lì, però, le cose non andarono come previsto. Ho avuto, infatti, difficoltà a trovare innanzitutto gli alloggi, ma anche lavoro. Così cominciai a cercare online, valutai le diverse offerte, e ne trovai una più allettante delle altre, come Sous-Chef per un nuovo locale italiano a Melbourne. Così, stanco della situazione, decisi di prenotare il primo volo per Melbourne, dove iniziai a lavorare per un ristorante a 70 km dalla città. Ed è stata, onestamente, una bella esperienza durata quasi due anni. Successivamente mi offrirono la gestione di un ristorante in centro città, però le cose non andarono come concordato, e allora capii che era il momento di cambiare nuovamente, e partii per la Danimarca.

dylan ferrari

Hai avuto paura? Perché ci vuole davvero tanto coraggio per lasciare “il nido” e andare dall’altra parte del mondo!

È stata la mia prima esperienza all’estero, e, ovviamente, ho avuto un po’ di paura. Ma la voglia di scoprire cose nuove, l’adrenalina, ha avuto la meglio sul terrore.

Come ti hanno accolto una volta arrivato?

A primo impatto mi è sembrato di essere accolto apertamente, senza alcun tipo di pregiudizio.

Come ti sei trovato a livello lavorativo e come è cambiata la tua vita?

A livello lavorativo mi sono trovato molto bene. Ho conosciuto persone che mi hanno insegnato molto. Essendo dall’altra parte del mondo, la tua vita inevitabilmente cambia. Conosci nuova gente, ti confronti e apprendi cose che prima non conoscevi, sia a livello lavorativo che personale.

Ti manca l’Italia? Ci torneresti mai a vivere?

L’Italia è casa mia, e credo sia il Paese più bello del mondo. Non escludo che un giorno potrei tornare a viverci, ma per ora mi piace pensare che ci siano ancora posti da vedere.

Lo rifaresti? Partiresti alla giovane età di 22 anni per un Paese sconosciuto?

Sì, senza dubbio.

dylan ferrari

Sei partito da un piccolo paesino di montagna e hai fatto strada nel mondo. Hai lavorato come Sous-Chef in diversi ristoranti. Ti senti soddisfatto? Sei felice delle tue scelte?

Sono soddisfatto del percorso fatto fino ad ora e delle mie scelte. Penso, però, che questa sia solo una piccola parte di tutto il percorso lavorativo che mi aspetta, e che ho davanti.

Se fossi rimasto in Italia, invece, come ti immagineresti oggi?

Penso che se fossi rimasto in Italia avrei continuato ad avere la mia solita routine casa-lavoro.

Ora sei in Danimarca, cosa ti ha spinto a lasciare l’Australia? E come ti trovi?

Volevo provare un’esperienza diversa, volevo pormi nuove sfide. Mi sto trovando molto bene, lavoro come Sous-Chef in un ristorante. Abito a Copenaghen e la città è molto bella, soprattutto nel periodo natalizio, dove puoi gustare splendide delizie in ogni angolo della città dai mille profumi.

Quali sono concretamente le differenze che hai notato avendo vissuto in Australia, e oggi in Danimarca, con l’Italia professionalmente parlando? E umanamente? Com’è la vita all’estero? E, soprattutto, la vita di un italiano?

Le differenze sono tantissime, lavorativamente parlando c’è proprio un sistema diverso. C’è molta più meritocrazia. Gli orari di lavoro sono molto ragionevoli e sei sempre tutelato, cosa che in Italia a volte manca. La vita all’estero è bella, ma non è semplice. All’inizio sembra tutta in salita, soprattutto se non si parla l’inglese. Essendo straniero, in più, hai meno diritti rispetto a una persona del posto. Tuttavia con un po’ di pazienza e duro lavoro si possono raggiungere grandi obiettivi e soddisfazioni.

dylan ferrari

Cosa diresti a tutti quei giovani che vorrebbero andare via per intraprendere una strada simile alla tua?

Di non aver paura perché è un’esperienza che ti cambia totalmente la vita e ti fa crescere. Fai sempre in tempo a tornare in Italia.

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