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Mini Busker Festival, I Musici di Caravaggio e mostre: il week-end in città

Ecco la panoramica degli appuntamenti in programma sabato 29 e domenica 30 agosto a Bergamo

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Sono diverse le iniziative organizzate a Bergamo nel week-end. Nel rispetto delle disposizioni anti-Covid vengono proposte occasioni di aggregazione per divertirsi e stare all’aria aperta.
Ecco la panoramica degli appuntamenti in programma sabato 29 e domenica 30 agosto a Bergamo.

Sabato 29 e domenica 30 agosto dalle 20 allo Spazio Polaresco di Bergamo si terrà “Polar Mini Busker Festival”. Nel corso del week-end si potrà assistere a spettacoli col fuoco, con le bolle di sapone, musicali e di giocoleria classica.
Non mancheranno servizio ristoro, bar e birreria.
I posti sono limitati, per prenotare: http://bit.ly/polarbuskerfest;spaziopolaresco@gmail.com; e 3938145908 (attivo dalle 14 alle 18).

Sabato 29 agosto alle 9.30, alle 10.30 e alle 11.30 alla Sezione di Astino dell’orto botanico – Valle della Biodiversità sarà possibile partecipare a visite guidate dal titolo “Le guide museali raccontano l’orto botanico”, della durata di 45’, ognuna per un numero massimo di partecipanti per ogni turno di 15 persone.
Il punto di ritrovo è alla guardiola.
Le prenotazioni non sono richieste, valgono gli ordini di arrivo.
Il costo è di 7 euro a partecipante da corrispondere direttamente in loco.
Per informazioni o prenotazioni in altre date contattare il numero 035 286060
Per informazioni: ortobotanico@comune.bg.it

Domenica 30 agosto alle 17.30 alla Valle della Biodiversità – Sezione di Astino Roberto Carrara, educatore dell’Orto Botanico di Bergamo terrà un incontro sui caratteri botanici, storici, tradizionali del mais.
Da dove proviene il mais? Qual è il suo ruolo nella tradizione agricolo-gastronomica italiana? E bergamasca? Queste ed altre curiosità saranno al centro della conversazione che avrà come protagonista uno dei cereali più rappresentativi della cultura contadina bergamasca.
Ingresso libero e gratuito – massimo 14 persone.
Le prenotazioni non sono richieste, valgono gli ordini di arrivo. Si raccomanda la puntualità
Informazioni: ortobotanico@comune.bg.it – Tel. 035 286060

Fino al 31 agosto all’Accademia Carrara di Bergamo si potrà visitare “I musici” di Caravaggio, che poi faranno ritorno al The Metropolitan Museum of Art, New York.

Fino al 31 agosto negli spazi dell’Accademia Carrara di Bergamo si potrà visitare la mostra “Il suono del becco del picchio” di Antonio Rovaldi. L’artista porta a Bergamo il progetto End. Words from the Margins, New York City, presentato lo scorso novembre all’Università di Harvard.
L’esposizione rappresenta il secondo capitolo del progetto End. Words from the Margins, New York City, promosso dalla GAMeC in partnership con l’Università di Harvard (Graduate School of Design), il Kunstmuseum di San Gallo e Magazzino Italian Art di Cold Spring (NY), con cui l’artista ha vinto la quinta edizione dell’Italian Council, il programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.
A cura di Lorenzo Giusti, Direttore della GAMeC, insieme a Steven Handel, Visiting Professor di Ecologia alla Graduate School of Design di Harvard e Francesca Benedetto, Design Critic, la mostra – così come l’intero progetto – costituisce un elogio del cammino, dell’attraversamento fisico degli spazi più marginali, e si fonda sull’idea che proprio da questi confini – non solo geografici, ma anche politici e antropologici –, possa svilupparsi una
rinascita consapevole della società.
Il progetto presenta la metropoli più iconica al mondo dal punto di vista delle sue periferie e dei bordi estremi dei suoi cinque boroughs – Manhattan, Brooklyn, Queens, The Bronx, Staten Island –, lungo i quali Rovaldi ha camminato, e restituisce l’esperienza dell’artista in una serie fotografica capace di rappresentarne la complessità.
Nella sua ricerca, Rovaldi ha affrontato temi come il verde nelle periferie in relazione all’espansione urbanistica, i detriti urbani, il legame tra fotografia e produzione letteraria, e ancora la fotografia come romanzo visivo che si costruisce intorno alla città.

Fino al 1° novembre a Palazzo della Ragione – Sala delle Capriate sarà allestita la mostra “Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati” di Daniel Buren. Esponente dell’Institutional Critique – la tendenza dell’interrogazione critica delle istituzioni artistiche emersa intorno alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso – Daniel Buren ha utilizzato per la prima volta nel 1965, come supporto per la propria pittura ridotta al grado 0, una tenda da sole, il cui motivo a bande verticali bianche e colorate di 8.7 cm è divenuto, da quel momento in avanti, un dispositivo visivo utilizzato dall’artista in tutti i propri lavori, dalle mostre alle commissioni pubbliche.
Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati nasce dall’incontro tra questi
fondamentali orientamenti della ricerca dell’artista e l’interesse più recente per la luce, e in particolare per le qualità e il potenziale estetico e costruttivo della fibra ottica.
Nel suggestivo contesto della Sala delle Capriate, i tessuti luminosi di Buren – presentati per la prima volta in un museo italiano – ridefiniscono gli ambienti storicamente destinati all’amministrazione e all’esercizio della giustizia cittadina, gettando “nuova luce” sulle antiche forme del Palazzo e sugli affreschi in esso conservati, staccati dalle facciate delle case e dalle chiese dell’antico borgo urbano e qui collocati negli anni Ottanta del Novecento.
Gli orari di apertura sono: martedì – venerdì dalle 16 alle 20; sabato e domenica dalle 10 alle 22; lunedì chiuso.

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