I meme

Di Maio abbronzato, la Cina, l’autoironia e il blackface

Pubblicando sui social vari meme incentrati sulla sua abbronzatura, il ministro Luigi Di Maio ha inconsapevolmente riproposto una delle forme di razzismo più odiate e subdole: il blackface

Il 25 agosto il ministro degli affari Esteri Luigi di Maio ha incontrato alla Farnesina il suo omologo cinese Wang Yi, aprendo così il primo tour europeo post Covid del diplomatico asiatico.

“È la prima visita del ministro degli esteri cinesi dopo lo scoppio globale della pandemia […] questo dimostra la nostra attenzione dedicata ai rapporti con l’Italia” ha dichiarato Wang, dando poi il via ad un lungo incontro in cui si sono discussi vari temi tra cui: il Coronavirus, Hong Kong, alcune partnership economiche ed industriali transcontinentali e del progetto “Mediterraneo allargato”, il tutto condito da video e foto istituzionali da postare, immancabilmente, sui canali social.

Fino a qui poco più che il noioso e canonico incontro tra due politici, se non fosse per un piccolo elemento che sta facendo discutere moltissimo: l’abbronzatura di Di Maio.

Il ministro si è infatti presentato con una carnagione scurissima e decine di utenti non hanno perso occasione per creare fotomontaggi e meme ironici in cui il politico di Avellino sostituisce celebri personaggi afroamericani.

di maio meme

Si va da Di Maio che schiaccia a canestro con la 23 dei Chicago Bulls di MJ a Di Maio inserito nella foto di famiglia de “I Robinson”, celebre sitcom degli anni ‘80 con protagonisti di colore, passando poi per inedite locandine di Netflix che lo vedono protagonista e montaggi a fianco di Totò nel capolavoro “Totòtruffa ‘62”.

Alcuni di questi sono stati ripostati dallo stesso Ministro il giorno dopo con una breve didascalia “Ragazzi… prometto che la prossima estate metterò la crema 50; e grazie per avermi reso questa giornata più leggera” scatenando tanto l’ilarità dei suoi follower quanto, inconsapevolmente, l’ira di molti.

Benché nei commenti ci sia una grande quantità di plausi verso l’autoironia del politico, sono tuttavia da sottolineare anche le numerose critiche all’evidente razzismo del post; ciò che infatti Di Maio ha perpetrato ha un nome ben preciso: “Blackface” e, benché da noi se ne parli poco, negli Stati Uniti rappresenta uno dei più grandi problemi sociali e razziali della storia.

Ma andiamo con ordine: il “blackface”, in senso stretto, è uno stile di make-up teatrale, diffuso nel XIX secolo, che consiste nel truccarsi in modo marcatamente non realistico per assumere le sembianze stilizzate di una persona nera.

L’utilizzo del blackface si è gradualmente concluso negli USA, e successivamente nel mondo, con il Movimento per i diritti civili degli afroamericani di Martin Luther King, che ne denunciò i preconcetti razzisti e denigratori negli anni sessanta.

La stilizzazione era infatti così evidente da permettere che, per assurdo, ogni volta che un attore caucasico entrasse in scena truccato di nero, il pubblico si aspettasse da lui un comportamento idiotamente ridicolo o una battuta dai toni fortemente stereotipati.

Tale atteggiamento, oltre che marcatamente razzista, rappresenta ancora oggi una delle più sottili e subdole forme di appropriazione indebita della cultura afroamericana e forse è arrivato il momento di parlarne anche nel nostro Paese.

Benché il post del Ministro degli Esteri sia esplicitamente ironico e non offensivo, sarebbe il caso di sfruttare questa situazione nel migliore dei modi per iniziare a capire quali siano i limiti e le situazioni in cui certi commenti sono evitabili e in quali invece sono accettabili, cercando di non di liquidare questa situazione con una breve e superficiale ilarità da home di Facebook.

Poiché impossibile da valutare per tutti coloro che non vivono una circostanza di profonda appropriazione culturale da parte di altri individui, forse i commenti andrebbero lasciati a coloro che da secoli devono sopportare tale aggressione così da comprendere, finalmente, l’opinione vera e genuina di chi realmente ne è coinvolto.

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