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Fondi Lega, dalla pista che porta alla banca di Seriate al passaggio di soldi in Svizzera

Le indagini vertono su strutture societarie “complesse”, messe in piedi dai commercialisti bergamaschu vicini alla lega, attraverso le quali ci sarebbero stati anche trasferimenti di denaro

Nuovi sviluppi sul caso dei fondi della Lega. L’attenzione dei pm milanesi – che lavorano a stretto contatto con quelli di Bergamo e Genova – si sta ora concentrando su alcune “complesse” strutture societarie messe in piedi dai commercialisti vicini al Carroccio, i bergamaschi Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni: ex revisori contabili del partito, attraverso le quali ci sarebbero stati anche trasferimenti di denaro verso la Svizzera. Un altro fronte dell’inchiesta, partita dalla vicenda della presunta vendita gonfiata di un immobile nel Milanese, acquistato con fondi pubblici dalla Lombardia Film Commission, in passato presieduta da Di Rubba.

Al tempo stesso si indaga, a partire anche da segnalazioni di operazioni sospette dell’Uif di Bankitalia, su somme arrivate sui conti di società riconducibili a Di Rubba e Manzoni (indagati assieme all’altro commercialista Michele Scillieri) in una banca a Seriate. Conti sui quali non solo sarebbe arrivata una parte di quegli 800mila euro del prezzo della vendita gonfiata, ma anche soldi della Lega con operazioni di pagamento di consulenze a favore dei professionisti.

L’obiettivo degli inquirenti? Capire se questi soldi siano stati poi dirottati altrove. Per questo è stata avviata anche una rogatoria in Svizzera. Inoltre, sarebbe già stato individuato un primo ‘passaggio’ riguardante l’ipotesi di presunti ‘fondi neri’ all’estero.

Da un lato, infatti, la Procura indaga per capire che fine abbia fatto almeno una tranche degli 800mila euro di fondi pubblici incassati dalla vendita, ossia quegli oltre 250mila euro passati per la fiduciaria milanese Fidirev. Dall’altro, dall’Uif di Bankitalia sono arrivate alla Gdf e ai pm segnalazioni per operazioni sospette “nell’arco degli ultimi 6 anni”, come ha scritto alcuni giorni fa il settimanale l’Espresso, con soldi del Carroccio finiti sui conti dei commercialisti aperti alla filiale Ubi di Seriate.

Proprio nell’ambito dell’inchiesta milanese, già il 23 luglio scorso era stato sentito come testimone il direttore della filiale di Seriate, Marco Ghilardi, amico di Di Rubba. Filiale dove sarebbero stati ‘parcheggiati’ anche i fondi della vendita dell’immobile, poi dispersi in più rivoli. L’ipotesi degli inquirenti è che dai conti delle società dei commercialisti sarebbero passate diverse operazioni costruite con strutture societarie complesse per dirottare soldi all’estero.

Nell’inchiesta, condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza e coordinata dall’aggiunto Eugenio Fusco e dal pubblico ministero Stefano Civardi, nei prossimi giorni verrà interrogato nuovamente Luca Sostegni, presunto prestanome nell’affare della vendita ‘gonfiata’, fermato a luglio e che ha iniziato a collaborare.

L’inchiesta de L’Espresso sulla banca di Seriate

Secondo quanto ricostruito da L’Espresso, almeno 2 milioni di euro provenienti dal partito di Matteo Salvini sono approdati all’Ubi di Seriate, già Popolare di Bergamo. Approdo finale dei bonifici- secondo il settimanale – erano i conti correnti intestati a società riconducibili a Di Rubba e Manzoni, che definisce la filiale “una sorta di porta girevole per i soldi della Lega”.

“Da quelle parti – scrive l’Espresso – il bergamasco Di Rubba, 41 anni, poteva contare su un amico di vecchia data come Marco Ghilardi”, il direttore dell’agenzia su cui adesso si sono concentrate le attenzioni degli investigatori.

Ghilardi, classe 1970, è stato interrogato come testimone dai magistrati titolari dell’inchiesta per peculato e turbativa d’asta sull’acquisto nel 2017 della nuova sede della Lombardia film commission, presieduta da agosto 2014 fino a giugno del 2018 da Di Rubba, ora indagato insieme al collega Manzoni.

“Dalle carte ufficiali – riporta L’Espresso – si scopre che a gennaio del 2016 la fondazione a controllo regionale ha aperto un conto, il 6224, proprio all’Ubi di Seriate”.

Perché mai – si domanda il settimanale – l’ente guidato dal commercialista della Lega decise di rivolgersi proprio a quell’agenzia distante una sessantina di chilometri dalla propria sede di Milano, la capitale finanziaria del Paese?. Tutto sembrerebbe più chiaro alla luce dei documenti bancari: decine di pagine che raccontano degli stretti rapporti tra Di Rubba e Ghilardi, il direttore della filiale in provincia di Bergamo.

Proprio il conto all’Ubi di Seriate nelle scorse settimane è finito al centro dell’indagine dei magistrati di Milano. A dicembre del 2017, infatti, dal deposito intestato a Lombardia film commission è partito un bonifico di 790 mila euro per il pagamento di un immobile di Cormano (Milano) destinato a ospitare i nuovi uffici dell’ente. Quel fabbricato, un vecchio capannone malmesso, era stato acquistato solo 11 mesi prima per 400 mila euro, come rivelato da un’altra inchiesta dell’Espresso.

Una rivalutazione che L’Espresso definisce “sorprendente: il 100 per cento nell’arco di un anno, e per di più a spese di un ente pubblico”. Insomma, “l’operazione gestita da Di Rubba si rivelò un affarone per il venditore, cioè l’Immobiliare Andromeda, che aveva come unico azionista la società Futuro Partecipazioni“. Quest’ultima era amministrata da Michele Scillieri, commercialista con studio a Milano, ora anche lui indagato. È invece finito in carcere Luca Sostegni, presunto prestanome nella prima fase del complesso affare.

“Una volta incassati da Immobiliare Andromeda – prosegue il settimanale – i proventi di quella fortunata vendita si sono dispersi in mille rivoli. E in molti casi, come hanno scoperto gli investigatori, i beneficiari dei pagamenti erano società molto vicine ai due professionisti bergamaschi”. Ancora una volta il crocevia decisivo si trova alla filiale Ubi di Seriate.

Secondo quanto ricostruito dai giornalisti de L’Espresso, il 10 dicembre 2017 (cinque giorni dopo aver incassato il prezzo della vendita del palazzo di Cormano) l’Immobiliare Andromeda avrebbe versato 178.500 euro sul conto corrente 6460 dell’Ubi di Seriate intestato alla Sdc srl, una società costituita nel 2016 con capitali provenienti dallo studio Dea Consulting di Di Rubba e Manzoni. I quali, come sembra rivelare l’esame della documentazione bancaria, tra il 2016 e il 2018 hanno ricevuto in totale quasi 370 mila euro (198 mila per Di Rubba, 171 mila per Manzoni) provenienti da quello stesso conto alimentato anche da versamenti di Radio Padania, che fa capo al Carroccio. Altri 62 mila euro, invece, sarebbero andati dalla Sdc al tesoriere della Lega, il deputato Giulio Centemero, da sempre in ottimi rapporti, anche d’affari, con i due commercialisti.

Nsa srl, Sdc srl sono i nomi delle società, tutte con il conto all’Ubi di Seriate, che secondo L’Espresso hanno ricevuto i pagamenti con il marchio del Carroccio. Tutte sigle, nei mesi scorsi, finite nei rapporti dell’Uif, l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia.

Gli analisti hanno ricostruito la girandola di bonifici bancari che collegano le casse della Lega con i più svariati destinatari. Una serie di operazioni, conclude il documento dell’Uif, che sembrano “finalizzate alla ricezione di consistenti fondi dalla Lega Nord e da soggetti collegati a tale partito sotto forma di pagamenti di prestazioni professionali”, di cui però, si legge nelle carte dell’indagine, appare “dubbia l’effettività”. In altre parole, c’è il fondato sospetto che quei bonifici siano in realtà serviti ad arricchire pochi fortunati attingendo alle case del partito.

“Questo gran traffico di bonifici, in gran parte qualificati dai tecnici di Bankitalia come operazioni sospette – sostiene L’Espresso – non poteva passare inosservato a Ghilardi, il direttore della filiale che, come detto, vantava una frequentazione di lunga data con Di Rubba”.

La carriera dei due amici si era incrociata una prima volta già molto tempo prima. Anche il commercialista della Lega, infatti, ha un passato da impiegato di banca: nel 2001, appena diplomato ragioniere aveva trovato un posto all’allora Popolare di Bergamo, lo stesso istituto, destinato a trasformarsi in Ubi, dove già da una decina d’anni lavorava il futuro direttore della filiale di Seriate.

La conferma nero su bianco degli ottimi rapporti tra Ghilardi e Di Rubba arriva da un documento rintracciabile negli archivi della Camera. Il nome del commercialista lombardo compare infatti nel lungo elenco degli aspiranti consiglieri d’amministrazione della Rai depositato a Montecitorio un paio di anni fa. Una notizia inedita, perché non si era mai scoperto che il professionista sponsorizzato dalla Lega aspirasse addirittura a un posto in prima fila nella tv di Stato. Ogni candidatura doveva essere accompagnata da un curriculum vitae e in quello di Di Rubba alla voce “referenze” viene testualmente indicato “Marco Ghilardi, Popolare di Bergamo – Ubi”.

“Porta invece la data dell’11 dicembre 2009 – riporta sempre il settimanale – una compravendita che vede protagonisti il direttore di banca di Seriate e il futuro presidente di Lombardia film commission. Quel giorno l’intero capitale della società Partecipazioni srl viene ceduto da Ghilardi. A rilevare le quote al valore nominale di 10 mila euro è un’altra società a responsabilità limitata, la Dea, rappresentata da Alberto Di Rubba e dal fratello Enrico”.

Gli atti consultati da L’Espresso non aiutano a comprendere per quale motivo la Partecipazioni srl, costituita solo due mesi prima, sia stata ceduta. Ma una cosa è certa: la società fondata da Ghilardi arriva in fretta a fine corsa: viene incorporata dalla controllante Dea, di proprietà dei Di Rubba. La sigla Dea può infatti essere letta come l’acronimo delle iniziali di Domenico e dei due figli Enrico e Alberto.

Era il 2013 e la Lega, dopo l’era Maroni, si affidava al nuovo segretario Matteo Salvini. Parte da lì l’ascesa di Di Rubba, tra incarichi pubblici e affari privati. “Con milioni di euro – conclude L’Espresso – che dalle casse del partito finiscono a piccole società. Un tesoretto depositato nei conti dell’Ubi di Seriate, nell’agenzia diretta dall’amico Ghilardi”.

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