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Bergamo, c’è gente in centro, ma le serrande sono chiuse fotogallery

Dall’anno scorso, per alcuni esercizi commerciali non c’è stata un’inversione di rotta sul fronte ferie

Weekend di Ferragosto, passeggiando per il centro di Bergamo la percezione è univoca: la città è piena come non mai in questo periodo e le serrande degli esercizi commerciali sono chiuse. Ma il direttore dell’Ascom di Bergamo, Oscar Fusini, assicura: “Chiusi proprio perché è il weekend di Ferragosto e chi ha scelto di concedersi una pausa l’ha fatto il 15-16-17 o nella settimana centrale di agosto in cui è chiuso un negozio su due”.

Eppure, basta passeggiare per le vie principali del centro città per accorgersi che la maggior parte degli esercizi commerciali resterà chiusa fino al 27 o al 31 agosto: alcuni, addirittura, riapriranno a settembre. La settimana centrale, quella dal 17 al 23 è certamente la più gettonata, ma come ultima coda di un periodo di ferie iniziato una o due settimane prima (il 10 o il 3 agosto).

Camminando tra via Borfuro, via Sant’Orsola, via XX Settembre, Sentierone, Via Tasso, Via Tiraboschi e Via Zambonate, piazza Pontida e Via Sant’Alessandro, su 334 negozi (tra alimentari e
non) risultano chiusi, tra quelli che hanno esposto fuori dalle serrande il cartellino “chiusi per ferie” ed escludendo gli esercizi commerciali in pausa per il solo weekend lungo di Ferragosto, il 37% di essi, contro il 62% degli aperti.

Una percentuale tenuta alta da ristoranti e bar, di cui il 73% ha deciso di non chiudere per le settimane calde dell’estate, contro il 27% che, invece, ha scelto per le ferie, trascurando, nel momento di maggior afflusso, gli spazi esterni già posseduti o concessi gratuitamente dal Comune per sostenere proprio gli esercizi commerciali in difficoltà post lockdown: ci sono dehors assegnati in spazi molto appetibili e piacevoli, tristemente vuoti e spenti perché l’esercizio è in ferie anche di tre settimane.

La percentuale più alta delle serrande chiuse è da attribuire ai negozi di abbigliamento e scarpe, mobilio, gioiellerie, centri estetici, parrucchieri, fotografi, agenzie di viaggio: 40% contro il 59%,
grazie alle grandi catene della moda in centro città sempre aperti.

Siamo, dunque, molto lontani da quell’80-90% di realtà commerciali che non andranno in ferie prospettato da Ascom a inizio agosto, anche se Fusini specifica: “I nostri dati sono più provinciali, la città è una realtà a sé stante. Parlando con alcuni commercianti, tanti hanno chiuso per sfiducia per via della mancanza di turismo e una parte aveva comunque deciso di chiudere per ferie mesi fa per questioni organizzative”.

Le saracinesche abbassate più significative? In via Tasso e in via Sant’Orsola. Eppure, anche a detta del direttore Ascom, la città non è mai stata così piena. In nessun altro anno il centro ha avuto un così grande afflusso di cittadini in pieno agosto, dovuto all’impossibilità economica di alcuni di partire, a seguito del lockdown, o per la paura di nuovi contagi. “Per questo – continua Fusini – abbiamo una percezione di ‘serrata’: ci sembra che ci siano più negozi chiusi perché c’è più gente in giro”.

Camminando per il centro, dunque, la percezione è una sola: nonostante ci sia molta più richiesta e domanda d’acquisto, grazie al maggior afflusso di cittadini, alcuni esercizi commerciali hanno
comunque deciso di non fare un’inversione di marcia sul fronte ferie in agosto, nonostante siano stati forzatamente rimasti chiusi per più di tre mesi, con i correlati effetti che tutti conosciamo, tra richieste di cassa integrazione per i dipendenti, rischio di crisi e significativa perdita di entrate.

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