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Al Santuario del Linzone la preghiera per le vittime della pandemia

Giovedì 20 agosto la messa di suffragio alle 11 presieduta da don Mario Carminati, economo della diocesi di Bergamo

Al Santuario della Santa Famiglia di Nazareth sul monte Linzone ci si appresta a celebrare la sua festa rivolgendo un pensiero speciale alla pandemia da Covid-19. Da quel poggio elevato sulla Pianura Padana lo sguardo si espande ad abbracciare in diretta, borgate e città di gran parte della Lombardia, da Milano a Brescia, a Lecco e oltre, ove l’inesorabile morbo ha disseminato lutti e precarietà con ricorrente violenza, facendone la zona più colpita d’Italia. Da quell’elevata collocazione da cui si spazia ampiamente sulle terre di Bergamo e non solo, una preghiera di suffragio e di conforto vuole alzarsi nell’anniversario della dedicazione del santuario.

Il vescovo Roberto Amadei, giunto al santuario di buon mattino, il 20 agosto 1994, nell’omelia del rito della benedizione, ha voluto dedicare il tempietto, già stalla per il ricovero del bestiame in estate, a Gesù, Giuseppe e Maria in protezione dell’umana famiglia. A questo riferimento, quest’anno si aggiunge la pandemia come diffusa minaccia all’intera umanità. L’universale famiglia di tutte le famiglie è in preda a un diffuso panico di impotenza di fronte a una minaccia mortale, senza precedenti. Non si contano le vittime, non esistono confini. Da qui la celebrazione al Santuario che per decisione del defunto vescovo, veglia sulle nostre terre orobiche per la salvaguardia di ogni focolare domestico ove la vita nasce e vive.

Pellegrini e devoti, nonostante la problematicità degli attuali spostamenti, vi affluiscono sempre numerosi. Vi si giunge solo a piedi, preferibilmente da Roncola o, più agevolmente, da Valcava, per sentieri di montagna facilmente percorribili. Bisogna munirsi di acqua alla partenza: la località è tuttora sprovvista di strada, di fonti potabili e di elettricità. Si raccomanda di indossare abbigliamento idoneo (altitudine 1.320 metri sul livello del mare).

La celebrazione avrà luogo giovedì 20 agosto e prevede la messa di suffragio alle 11 presieduta da don Mario Carminati, economo della diocesi di Bergamo. Il rito, tempo permettendo, avverrà all’aperto, sul sagrato del santuario, a fronte di un panorama sconfinato: dalle Alpi agli Appennini, ove le vittime lombarde del Coronavirus giacciono disseminate a vista, senza numero. I fedeli, alle distanze prescritte, si disporranno sulle innumerevoli balze della montagna circostante che si stendono in ampia corona. Ai sacerdoti che intendono concelebrare viene chiesto di portare l’occorrente. Al termine della messa, chi vorrà, potrà consumare il pranzo al sacco, non essendo possibile quest’anno altra forma di ristorazione in loco a motivo della pandemia.

Gli alpini di Palazzago assicurano accoglienza e assistenza adeguate.

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