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Averara, lockdown fatale: chiude l’ultimo bar - BergamoNews
Alta valbrembana

Averara, lockdown fatale: chiude l’ultimo bar

Roberta Zibetti, che aveva deciso di gestirlo 4 anni fa, lascia: “Spero che qualcuno voglia ritirare l’attività”.

Un caffè al giorno per abitante”. Con questa iniziativa, promossa da comune, associazione locale dei Castanicoltori e l’impegno di Roberta Zibetti, che ne aveva preso la gestione, nel 2016 aveva riaperto il bar “la Dogana” ad Averara. L’ultimo bar del paese, in alta Valle Brembana, non ha più alzato la serranda da fine giugno, dopo tre mesi di chiusura forzata a causa del lockdown. “Un’attività che dava lavoro, per la quale ho assunto anche tre ragazze, che avrebbero potuto seguirne la gestione” spiega Zibetti, 49 anni.

Per i quasi 180 abitanti di Averara era un punto di ritrovo, ma anche un nuovo punto di partenza per rilanciare il paese anche grazie all’attività dell’associazione dei Castanicoltori e l’organizzazione di feste e sagre. Una ripartenza ottima, che ha fatto registrare sempre molto lavoro per il locale, da poco ristrutturato. Poi, purtroppo, la chiusura, sulla scia delle due precedenti gestioni che si sono avvicendate dal 2010.

bar dogana averara

“Adesso chiudo a malincuore, ma dopo la morte di mio papà a causa del Coronavirus e l’impegno nel seguire mia mamma, oltre al lavoro, mi risulta impossibile continuare a seguire la gestione – spiega Roberta Zibetti. – Abito a Misano di Gera d’Adda, i quasi 140 chilometri da percorrere ogni fine settimana erano diventati ingestibili. Ho chiesto alle ragazze se volessero ritirarne la gestione (l’edificio è di proprietà di Gianfranco Egman, titolare di un’impresa edile del paese), ma hanno scelto strade diverse”.

Adesso, dopo l’apertura di quattro anni fa, il 17 dicembre 2016, il bar “la Dogana” è di nuovo chiuso. L’ultima speranza per Averara è che qualcuno abbia voglia di mettersi in gioco per gestire il locale: “Rimane la speranza che qualcuno possa aver voglia di portare avanti l’attività”.

Averara, parafrasando il titolo di un famoso film dei fratelli Coen, “non è un paese per giovani”. Rimane la Nuova Siga, impresa di materiali per l’edilizia, che mantiene la produzione in Valle Brembana, con la sede operativa nel Milanese. Resistono poi una piccola azienda di cosmetici naturali, nata 40 anni fa, qualche impresa edile e un piccolo negozio di alimentari.

Adesso, se nessuno si fa avanti, Averara dovrà dire addio anche al piccolo bar del paese, per il quale sembra sia stato vano anche “un caffè al giorno per abitante”.

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