Lago di Carezza: la leggenda di Ondina e il mago per scoprire una bellezza naturale - BergamoNews
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Lago di Carezza: la leggenda di Ondina e il mago per scoprire una bellezza naturale

Un viaggio per scoprire un lago imperdibile, situato in mezzo alla natura, respirando un'atmosfera di magia e colori

Visitare il Trentino Alto Agide e scoprire cosa nasconde negli ultimi anni è diventato un tarlo ben presente nella mia mente.

Avevo messo come meta da visitare in un week-end nevoso il Lago Carezza ma sappiamo tutti come si è concluso questo febbraio, ma luglio sono finalmente riuscita a raggiungere quel lago.

Le indicazioni stradali sono ben chiare, le strade sono larghe. Se vi aspettate una foresta che accompagni il vostro tragitto, dovrete purtroppo scordarvela. Fra Nova Ponente e il Passo Carezza sono andati perduti 100.000 metri cubi di bosco a causa delle forti raffiche di vento avvenute il 30 ottobre 2018 in tutto il Trentino Alto Adige.

Per arrivare al Lago Carezza è presente proprio un parcheggio di fronte allo specchio d’acqua, a pagamento, che dista 5 minuti a piedi.

La leggenda narra di una bellissima ninfa dal nome Ondina che viva nelle profondità del lago di Carezza. La sua voce incantava i viandanti che percorrevano la strada del Passo di Costalunga, fino a quando un giorno fece innamorare lo stregone che viveva sul monte Latemar.

Il mago perdutamente innamorato della ninfa fece di tutto per fare innamorare quest’ultima di lui.

Ondina però era molto schiva e ogni volta che qualcuno si avvicinava a lei ritornava nelle profondità del lago.

Il mago disperato chiese aiuto alla strega del monte vicino, il Catinaccio. Quest’ultima propose al mago di prendere le sembianze di un venditore di gioielli e di pietre preziose e di costruire con queste un arcobaleno dal Catinaccio al Latemar, così che Ondina, non avendo mai visto uno spettacolo del genere, si sarebbe avvicinata alla riva per ammirarlo.

Il mago creò così l’arcobaleno e la ninfa emerse dall’acqua incuriosita. L’innamorato corse di tutta fretta verso la ninfa ma si dimenticò di travestirsi. Ondina riconobbe il mago e si nascose nelle profondità del lago senza mai più uscire. Il mago, pazzo d’amore, fece a pezzi l’arcobaleno e lanciò i gioielli nell’acqua sparendo sul monte Latemar. I colori delle pietre e dell’arcobaleno furono assorbiti dalle acque del lago.

Fu nascosta una statua di bronzo della Ninfa Ondina ad una profondità di 3 metri circa: quando le acque del lago si abbassano è possibile vederla.

Il lago non ha fiumi immissari visibili, ma viene alimentato da sorgenti sotterranee.

Non è possibile tuffarsi, sia per le persone che per gli animali. Se i vostri cani amano tuffarsi e nuotare poco dietro c’è un lago dove non c’è divieto di balneazione.

È, invece, possibile percorrere il perimetro del lago seguendo il percorso ben pulito e delineato.

Se si vuole poi fare un pit-stop per pranzo ci sono due piccoli bar prima del lago che propongono hamburger, salumi locali e hot dog con qualità buona ad un prezzo nella norma.

Tutta l’attesa per il lago di Carezza di diversi mesi ne è valsa la pena. I colori che riflettono nelle acque sono stupendi e ogni angolo è buono per fare foto stupende e ammirare la natura che ci circonda.

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