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Il Green Deal europeo - BergamoNews

L'UE e noi

L'ue e noi

Il Green Deal europeo

I processi di Normazione o standardizzazione diventano sempre più importanti in un'economia che si trasforma e in una società dove aumentano le sensibilità verso la difesa dell'ambiente e verso la sicurezza. La Germania, prima di noi, ha capito e ha fatto proprie queste esigenze dei consumatori e ha elaborato numerose norme tecniche, con il DIN (Ente tedesco di normazione), che hanno caratterizzato e diffuso i suoi prodotti nel mondo. La cultura della normazione, secondo gli studi, può aumentare il PIL di una nazione del 2%. Per questo va diffusa e sostenuta

La globalizzazione ha aumentato enormemente la concorrenza, soprattutto dai paesi non europei, nei quali è inferiore il costo della mano d’opera e le disposizioni rivolte al rispetto dell’ambiente sono meno severe o inesistenti.

Le aziende europee sono state costrette, per restare nel mercato, a investire nell’innovazione e nella qualità dei prodotti, dei servizi e dei processi.

Nel frattempo, però, abbiamo assistito ad una notevole e progressiva affermazione di nuovi e fondamentali processi culturali, che hanno creato, in breve tempo, profonde sensibilità nei comportamenti dei cittadini e dei consumatori. Si sono accentuate e si sono diffuse le sensibilità verso la difesa dell’ambiente e la consapevolezza del valore della biodiversità, come mezzo fondamentale per difendere gli ecosistemi, che hanno il ruolo di salvaguardare la nostra salute e l’equilibrio necessario del pianeta.

I processi di innovazione e le nuove sensibilità ambientale sono diventati importanti nei processi decisionali delle Istituzioni europee e sono diventati Programmi d’azione e direttive.

La Commissione, per assecondare e promuovere i valori rivolti alla difesa dell’ambiente, e per frenare i danni del cambiamento climatico, ha varato il vasto programma del Green Deal europeo, attraverso il quale potrà finanziare gli investimenti necessari per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2030 e per il 2050, anno in cui si dovrebbe raggiungere la neutralità carbonica. Per raggiungere tale obiettivo, le emissioni di gas ad effetto serra dovranno essere, in parte ridotte e , in parte, controbilanciate dall’assorbimento delle emissioni stesse.

L’UE dispone, se gli obiettivi vengono condivisi dagli Stati membri, della capacità di trasformare la sua economia e la sua società, orientandola verso un percorso maggiormente sostenibile. La cultura dei cittadini europei è favorevole alle misure per il clima e l’ambiente, è sensibile alla protezione dei consumatori e considera fondamentali i diritti dei lavoratori.

Un’ulteriore riduzione delle emissioni di CO2 costituisce una sfida che richiederà massicci investimenti pubblici e maggiori sforzi, per indirizzare i capitali privati verso interventi a favore del clima e dell’ambiente, evitando, progressivamente, la dipendenza da pratiche insostenibili. Per realizzare il Green Deal europeo è necessario che ogni Paese ripensi le politiche fin qui utilizzate, per l’approvvigionamento di energia, e si rivolga, sempre più, a forme di energia pulita, in tutti i settori dell’economia: industria, produzione e consumo, grandi infrastrutture, trasporti, prodotti alimentari e agricoltura, edilizia.

Per conseguire questi obiettivi è altresì necessario aumentare le attenzioni e gli investimenti, rivolti alla protezione e al ripristino della biodiversità, all’uso più sostenibile delle risorse, attraverso l’economia della funzionalità, e al miglioramento della salute umana, con un rinnovato impegno di presenza sanitaria, capillare, nel territorio, per anticipare e prevenire eventuali, nuove pandemie, come il Covid-19. Per realizzare questi nuovi, ma necessari obiettivi, ogni nazione, anche con l’aiuto finanziario della Commissione, dovrebbe promuovere, e sostenere con investimenti, la necessaria trasformazione digitale, che offre gli strumenti essenziali per realizzare i cambiamenti.

Tutti questi settori di intervento sono fortemente interconnessi e si influenzano reciprocamente, ma è necessario prestare particolare attenzione a rendere coerenti tutte le azioni perché possano realizzare gli auspicati obiettivi di tipo economico, ambientale e sociale. Per poter rendere concreto il valore del Green Deal diventa indispensabile iniziare e mantenere, con regolarità, il dialogo con le parti sociali (sindacati) e con la società civile.

Il pilastro europeo dei diritti sociali rappresenta un ottimo riferimento, e suggerisce il percorso per dare valore agli interventi e per garantire che nessuno venga escluso da questo processo. La rivoluzione imposta: dallo sviluppo sostenibile; dalla necessità di una cultura digitale; dall’economia della funzionalità, che ha come fondamento la circolarità e la solidarietà; stanno imponendo, ai sistemi di normazione, un notevole impegno, per indagare a colmare le necessità di regole, che emergono e acquistano spazio, in numerosi e nuovi settori della produzione e del commercio. Anche il mercato unico digitale rappresenta un’occasione importante per migliorare i servizi rivolti alle persone, alle imprese e all’ambiente, nel rispetto dei valori dell’UE. All’interno dell’economia europea l’intero mondo dell’industria sta cambiando la propria fisionomia, attraverso: la comunicazione digitale; l’interazione con i social media e il commercio elettronico.

Questa trasformazione genera una quantità crescente di dati che, una volta elaborati e utilizzati, possono portare a prodotti e servizi completamente nuovi. Si tratta di una trasformazione fondamentale, simile a quella causata, a suo tempo, dalla rivoluzione industriale. Il processo digitale permette ai lavoratori di acquisire nuove competenze e consente alle aziende di produrre beni e servizi, con minori emissioni di carbonio, necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Da questa evoluzione nasce l’utilizzo dell’intelligenza artificiale (IA) e la normazione, in materia di sicurezza tecnologica, dovrà integrare le linee guida etiche per una IA affidabile e antropocentrica. Aumenta anche, nel mondo dell’economia e dei consumatori, una nuova richiesta di normazione sull’Internet degli oggetti, sulla cibersicurezza, sulla protezione dei dati personali, e sui sistemi che regolano la connettività.

Il nuovo Programma sulla sanità: EU4Health, tra le altre proposte, auspica che il “formato europeo di scambio delle cartelle cliniche elettroniche” garantisca la sicurezza delle reti e del sistema informativo, attraverso lo sviluppo di standard normativi all’avanguardia e auspica l’aiuto della normazione nella costruzione di sistemi di interscambio digitale sicuri, a livello europeo, in questo delicato e importante settore.

Nei veicoli a guida autonoma, che presto si diffonderanno, la sicurezza dei dati, gli attacchi informatici, la comunicazione e le questioni etiche richiedono lo sviluppo di norme specifiche. Un forte impegno della normazione, è anche quello di sviluppare o rivedere norme armonizzate in settori chiave come: la protezione dell’ambiente, l’inclusione sociale e il mercato unico delle merci.

Le nuove direttive europee sull’economia circolare, sui rifiuti, sugli imballaggi e sulla plastica, suggeriscono di aggiornare o di elaborare norme per il riciclaggio e il riutilizzo degli attrezzi in plastica, per la sicurezza degli articoli pirotecnici, per i limiti di migrazione delle sostanze chimiche soggette a restrizioni, utilizzate nei beni di consumo, per le performance energetiche dei motori elettrici e degli elettrodomestici, per i materiali fertilizzanti, per i cambiamenti climatici e per l’intero comparto dell’edilizia.

Sempre in tema di economia circolare, il vecchio principio dell’obsolescenza programmata dei prodotti deve essere archiviato, per affermare il principio, ora prevalente dell'”Economia della funzionalità”, nella quale l‘uso del bene diventa prevalente, rispetto al possesso. Ma questa nuova e importante svolta culturale, resa necessaria dalla limitatezza delle risorse della terra, impone una profonda rivisitazione del sistema di normazione, in supporto a una diversa legislazione, che l’Ue sta già emanando.

Il recepimento delle nuove Direttive, alla base dell’economia circolare: 849/50/51/52/ del 2018, nelle legislazioni nazionali, impongono un vasto lavoro di adeguamento, attraverso standard armonizzati, applicabili a livello europeo. Ma non solo, tutte le cose nuove hanno bisogno di essere assimilate, sia dalle amministrazioni, sia dai consumatori, per questo, come l’UNI (L’Ente Italiano di normazione) ha capito da tempo, le Prassi di Riferimento acquistano un’enorme importanza, perché diffondono nel territorio e in tutta la società le nuove modalità di comportamento, che sono necessarie per assimilare e rendere concreti i cambiamenti.

Rispetto alle Costituzioni di altri Paesi del mondo, il Trattato europeo precisa che la nostra è un’economia sociale di mercato, questo assioma ci impone, oltre che attuare la Carta dei diritti fondamentali dell’uomo, l’elaborazione di norme, che consentano alle persone con disabilità e ai settori più deboli della società di avere, attraverso norme sensibili, un migliore accesso ai prodotti e ai numerosi e nuovi servizi del mercato unico.

Il quadro culturale che si sta delineando, a livello europeo, suggerisce, sempre più, un approccio inclusivo al tema della normazione, che, superando il pur importante aspetto della compatibilità dei prodotti e dei servizi, ai criteri della sicurezza e dell’efficacia, tenda sempre meglio a includere obiettivi trasversali, che fanno riferimento ai temi dell’occupabilità, dei diritti sociali, del rispetto della biodiversità e dell’ambiente.

Attraverso un profondo lavoro di normazione, ottenuto con la partecipazione delle organizzazioni che rappresentano le forze sociali e gli organismi della società civile, e con gli obiettivi sostenuti dal Green Deal europeo, sarà possibile che si consolidino i valori che portano a arricchire la conformità con la compatibilità, per diventare un positivo fattore di competitività e un “Principium individuationis” per il sistema economico e sociale europeo, in tutto il mondo.

*Antonello Pezzini nasce in provincia di Novara nel 1941. Si laurea in filosofia e consegue due master, ha un trascorso da preside di liceo, da consigliere comunale della Dc a Bergamo, da presidenza della locale Associazione Artigiani a membro del CDA dell’Istituto Tagliacarne. Sviluppa uno spirito imprenditoriale nel settore dell’ abbigliamento e ha insegnato economia all’Università degli Studi di Bergamo. La passione per l’energia sostenibile è più recente, ma in breve ne diventa un esperto in campo europeo: oltre alla carica al Cese, è membro del CDA di un’azienda che si occupa di innovazione tecnologica e collabora con società di consulenza energetica.  Dal 1994 è membro del Comitato Economico e Sociale Europeo in rappresentanza di Confindustria.

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