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Fas Pendezza, quando il calciobalilla diventa oggetto di design

In oltre cinquant'anni di storia Fas Pendezza ha fatto del calciobalilla un’arte, declinata oggi con modelli che diventano veri e propri pezzi di design capaci d’arredare, esportati in tutto il mondo.

Ricominciamo dal legno. Torniamo alla natura, alle radici delle cose. Alla forza e alla grandezza di ciò che esiste in piena armonia con l’intero ecosistema. Ricominciare dal legno è questo. È la natura che chiama e il nostro ingegno che impara ad ascoltarla, a valorizzarla, a renderla risorsa preziosa. Nel costruire, nell’arredare, nell’abitare.

Quest’anno la manifestazione “Il Legno dalla Natura alle Cose”, in programma in Piazza Vecchia dal 5 al 20 settembre, giunge all’ottava edizione. Ottava, ma unica, in un anno, il 2020, che segna una svolta. La pandemia ha toccato da vicino la nostra città, Bergamo ha pianto, ha sofferto. Ma non ha mollato, è ripartita, ha saputo guardare avanti.

E, oggi, guardare avanti significa cambiare prospettiva, aprire gli occhi, capire che ogni gesto porta conseguenze, che ogni scelta ha ricadute. Ci siamo resi conto che la natura è più forte dell’uomo, che quando noi ci fermiamo lei si riprende i propri spazi. Sappiamo di esser fragili, eppure possiamo fare tanto. Guardiamo a ciò che di grande abbiamo fatto in passato e facciamone tesoro per ripartire, per affrontare il futuro in modo nuovo. In modo consapevole. E, allora, “Ricominciamo dal legno”.

A noi piace l’idea di farlo andando alla scoperta di storie e testimonianze di chi, nel legno, lavora da sempre con passione. Aziende che spesso si tramandano di generazione in generazione, altre che nascono dall’intuizione lungimirante di giovani menti. Tutte accomunate da un impegno profondo nel portare avanti progetti e idee nelle quali il legno si declina in ogni sua forma, dando il meglio di sé, rivelando le grandi doti di un materiale unico, naturale ed ecosostenibile.

calciobalilla Fas Pendezza

FAS PENDEZZA

In quanto a grandi idee, Fas Pendezza fa scuola: vuoi mettere la semplicità e la genialità del calciobalilla?

Rossi contro blu, inserisci il gettone, stai in porta o in attacco, la sfida comincia, due contro due. In oltre cinquant’anni di storia Fas Pendezza ha fatto del calciobalilla un’arte, declinata oggi con modelli che diventano veri e propri pezzi di design capaci d’arredare, esportati in tutto il mondo. L’azienda è specializzata anche nella produzione di tavoli da ping pong, carambole e altri giochi storici e immortali, d’una qualità d’altissimo livello.

E pensare che Donatella Pendezza, Amministratore Unico di Fas Pendezza Srl e presidente del Gruppo Legno Confindustria Bergamo, non era poi così sicura che un giorno avrebbe seguito le orme del padre Alfonso, che col fratello Davide fondò nel 1964 l’azienda a Villa d’Ogna.

“Avevamo il magazzino sotto casa, il richiamo era forte, ma non pensavo che avrei fatto questo lavoro – racconta Donatella -. Già quando ero studentessa seguivo però mio padre alle fiere, lo aiutavo nell’export, e mi sono resa conto che portare avanti l’attività di famiglia mi avrebbe dato soddisfazione. Oggi posso dire che sono orgogliosa d’averlo fatto”.

Il legno e i materiali naturali sono da sempre elemento essenziale nella produzione dell’azienda, più che mai in questo 2020 così complesso e delicato.

“Noi abbiamo chiuso prima ancora che iniziasse il lockdown in Lombardia – spiega Pendezza-. La nostra zona, la Val Seriana, è stata profondamente toccata dalla pandemia, la salute dei nostri dipendenti doveva venire prima d’ogni altro interesse. Abbiamo ricevuto molti messaggi di solidarietà da Paesi coi quali lavoriamo, come il Canada, e dall’estero ci sono arrivati anche più ordini del solito. C’è stato il boom di richieste per il ping pong, probabilmente perché consente di giocare in casa o nel giardino, in famiglia. Era lo svago durante il lockdown”.

Ovviamente un calo di fatturato si è registrato, ora si attendono i prossimi mesi.

“Non potremo fare fiere, è un peccato perché lo scorso anno abbiamo investito molto in nuovi prodotti – continua Donatella -,ma ciò che più conta è che non si torni a vivere ciò che abbiamo passato. Spero anche che si mantenga questo ritorno ai valori più profondi al quale stiamo assistendo: la capacità di lottare insieme, di divertirsi con cose semplici, di stare in famiglia”.

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