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Verbali e zona rossa: la procura di Bergamo sembra credere al premier Conte

È quanto si intuirebbe da alcune frasi raccolte nella procura cittadina.

Sembra che i magistrati di Bergamo siano propensi a ritenere attendibili e veritiere le parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in merito alle informazioni in suo possesso per decidere sulla Zona Rossa nella Bassa Valle Seriana ai primi di marzo.

È quanto si intuirebbe da alcune frasi raccolte nella procura cittadina.

In sostanza Conte aveva dichiarato qualche giorno fa, dopo la divulgazione del verbale relativo al 3 marzo in cui il Comitato tecnico scientifico riteneva necessario chiudere i paesi di Alzano e Nembro, di non aver visto quel documento fino a due giorni dopo (leggi). Una frase che tre giornalisti del Corriere della Sera nel libro “Come nasce un’epidemia”, riportando uno stralcio di interrogatorio, avrebbero di fatto smentito scrivendo che Conte avrebbe detto ai pm di non aver “mai visto” quel documento del Cts.

Il premier, lo ricordiamo, era stato sentito a Roma il 12 giugno dai pm che stanno indagando sulla mancata zona rossa bergamasca come persona informata sui fatti.

Invece non pare che sia questo il pensiero degli inquirenti di Bergamo che nons embrano aver trovato contraddizioni o peggio, bugie sui tempi della visione del delicato e importante verbale.

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