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Pd, circolo Langer: la Bergamo-Treviglio sconvolge equilibri e vocazione della Bassa

"Un’opera dal progetto ancora secretato ma finanziato dalla Regione con 130 milioni, che si dimostra insostenibile sia da un punto di vista economico che ambientale".

Il Partito Democratico di Bergamo ha costituito un circolo tematico dedicato ad Alexander Langer che si occupa di proposte riguardanti la gestione delle risorse comuni, le politiche ambientali, le scelte urbanistiche, l’innovazione tecnologica e produttiva. Alla segreteria del circolo c’è la sindaca di Solza Maria Carla Rocca. Tra i primi interventi quello centrato, in modo critico, sull’autostrada Bergamo-Treviglio. Eccolo.

Dalla presentazione del “piano Fontana” per le opere pubbliche in Lombardia abbiamo appreso che sono stati destinati 130 milioni per la realizzazione dell’autostrada IPB, interconnessione Pedemontana-BreBeMi, che collegherà Treviglio a Stezzano/Dalmine.

Un’opera che, come dimostra anche questo primo finanziamento pubblico “preventivo”, si dimostra insostenibile sia da un punto di vista economico che ambientale.

Ancora una volta, come già successo per l’autostrada BreBeMi finanziata tra Stato e Regione con oltre 360 milioni, ci troviamo di fronte ad un intervento in project financing che richiede ingenti risorse pubbliche per la realizzazione. Soldi dei contribuenti lombardi, a cui in più verrà chiesto di pagare il pedaggio, per affari privati.

Due domande ci vengono spontanee. Con queste risorse quante opere pubbliche si potrebbero concretizzare per migliorare la mobilità verso la bassa bergamasca? Una nuova autostrada rappresenta una soluzione ambientalmente sostenibile che guarda con lungimiranza al futuro del nostro territorio?

Oltre a quello economico infatti il tema ambientale-urbanistico rappresenta l’altro nodo critico tutt’altro che risolto.

Come ci ricorda anche Coldiretti a venire penalizzata da questa infrastruttura è ancora una volta la vocazione agricola della Bassa Bergamasca.

In una zona da tempo provata da cementificazione e inquinamento la realizzazione di un tracciato autostradale può sconvolgere ulteriormente gli assetti già fragili di questo territorio. Sì, perché la natura stessa dell’opera prevede una trasformazione urbanistica che vedrà sorgere strade di raccordo, capannoni e con ogni probabilità nuovi poli logistici.

In sostanza si sceglie di cambiare il DNA di una vasta area sacrificando ancora una volta il patrimonio naturalistico mantenuto anche da aziende agricole che operano nei comparti della zootecnia, della cerealicoltura, dell’orticoltura e dell’agriturismo. Il tutto in assenza di un’attenta pianificazione sovracomunale che consideri gli impatti ambientali di un progetto al momento ancora secretato.

In queste ore la segreteria del nostro partito ha pubblicamente denunciato lo stanziamento regionale, ci aspettiamo dai consiglieri provinciali analoga e conseguente determinazione nell’opporsi a questa operazione al fine di riaprire una discussione seria e approfondita sul tema.

In tempi in cui la politica tutta, da destra a sinistra, sventola la bandiera ecologista ci aspettiamo progetti diversi per la nostra provincia.

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