"Crespi, patrimonio dell'umanità e non di pochi eletti, che fine ha fatto il progetto?" - BergamoNews
La lettera dell'ex assessore

“Crespi, patrimonio dell’umanità e non di pochi eletti, che fine ha fatto il progetto?”

Carlo Arnoldi, ora all'opposizione in Consiglio comunale: "Tutto tace, la commissione “Crespi” cancellata e i Consiglieri mai coinvolti o informati"

Che fine ha fatto il progetto di riqualificazione di Crespi d’Adda, sito Unesco tra i gioielli indiscussi della provincia di Bergamo? Se lo chiedono in molti, compreso Carlo Arnoldi, ora all’opposizione in Consiglio comunale a Capriate a San Gervasio (lista civica ‘Una Comunità per tutti’).

Da assessore all’Urbanistica con la Giunta Radaelli seguì l’iter del progetto per filo e per segno. Abbiamo ricevuto e pubblicato questa sua lettera.

La lettera

“Dal 2013 il futuro di Crespi d’Adda, sito Unesco nel comune di Capriate San Gervasio, è legato al progetto di riqualificazione della storica fabbrica tessile acquistata in quell’anno dalla società Odissea s.r.l. (gruppo Percassi).

Proprio in questi ultimi giorni, su alcune testate giornalistiche locali “Gazzetta dell’Adda e della Martesana” sono apparsi articoli che parlano di una nuova rotatoria sulla via Vittorio Veneto e via Crespi; proprio la strada che porta allo storico “Villaggio”.

Questo progetto era nato oltre cinque anni orsono e doveva facilitare l’accesso al villaggio stesso in prospettiva del rilancio della “Fabbrica”, redatto in quell’occasione col fondamentale apporto dell’ingegner Moretti, noto viabilista incaricato dalla società Odissea.

Stranamente negli articoli apparsi in questi giorni non c’è nessun riferimento a Crespi e nemmeno alla società Odissea. Proprio per questo mi sono posto una serie di interrogativi e ho ricordato i “proclami” dell’allora neo eletta amministrazione che nel giugno 2018 annunciava per bocca del Sindaco Verdi entro 12 mesi grandi novità e la “Nuova Crespi” come un fatto certo e celere.

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Sono passati quasi 2 anni e mezzo ma nulla si è saputo e nulla si è mosso in quel di Crespi.

Dopo aver lavorato per cinque lunghi anni su questo “progetto” a fianco di illustri tecnici, urbanisti, viabilisti e politici regionali mi rendo conto con dispiacere che le tante energie spese non hanno ancora portato a nulla, ma soprattutto che quel processo di partecipazione collettiva è stato completamente abbandonato.

Tutto tace, nessuna informazione, la commissione “Crespi” cancellata e nemmeno i Consiglieri Comunali mai coinvolti o informati.

Forse io rimango un sognatore e penso che la “partecipazione” sia uno strumento per arrivare alle scelte più condivise.

Rimane comunque dentro di me la speranza di vedere il frutto di tanti anni di lavoro, ma certo il rammarico ad oggi è molto e tanto silenzio mi conferma la difficoltà dell’operazione.

Per cinque anni la trasparenza non ha pagato perché durante gli anni del mio assessorato all’urbanistica l’informazione era costante e aperta, ma vedo che le responsabilità attribuitemi senza mezzi termini nel 2018 erano infondate perché a 28 mesi di distanza non c’è nulla di nuovo, nulla di concreto.

Spero con questa mia lettera, di stimolare un dibattito costruttivo ed un’informazione più trasparente e ampia sul futuro di Crespi, ricordando che è patrimonio dell’umanità e non di pochi eletti”.

Carlo Arnoldi

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