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Zona rossa a Nembro e Alzano: “Siano resi noti tutti i verbali dal 23 febbraio”

L'avvocato del Comitato Noi Denunceremo chiede di capire quali siano stati i criteri che hanno portato alla zona rossa nel Lodigiano rispetto alla mancata istituzione in Val Seriana.

Non solo il verbale del 3 marzo, quello nel quale il Comitato Tecnico Scientifico consiglia l’istituzione della zona rossa tra Alzano e Nembro “al fine di limitare la diffusione dell’infezione nella aree contigue”, ma anche tutti quelli precedenti a partire dal 23 febbraio.

È la richiesta, fatta nel nome della chiarezza e della trasparenza, avanzata dall’avvocato Consuelo Locati, legale del “Comitato Noi Denunceremo” che ha presentato alla Procura di Bergamo centinaia di denunce di familiari di vittime del Covid-19 che chiedono verità e giustizia.

“Come bergamasca mi sento offesa perché non ci sono trasparenza e chiarezza per chi ha vissuto una guerra di questo genere: è una questione di rispetto per chi non c’è più e per chi è sopravvissuto” ha commentato all’Ansa.

Per l’avvocato Locati avere tutti i verbali sin dall’inizio aiuterebbe a capire quali siano state le valutazioni che hanno portato alla zona rossa nel Lodigiano e alla chiusura dell’ospedale di Codogno mentre in Bergamasca non solo non sono stati chiusi i comuni della media Val Seriana identificati come focolaio, ma anche l’ospedale di Alzano Lombardo fu riaperto poco dopo la chiusura.

“Aiuterebbe a capire – spiega Locati – a quale organismo, se centrale o regionale, sono in campo eventuali responsabilità”. 

La mancata chiusura di Alzano Lombardo e Nembro è tornata alla ribalta dopo che sono stati desecretate oltre 200 pagine di verbali: un’iniziativa che aveva subito colpito per l’assenza di quello forse più atteso, relativo proprio alla Val Seriana.

Il verbale numero 16 del 3 marzo, infatti, è stato reso noto solo dopo una richiesta di accesso agli atti presentata dal consigliere regionale bergamasco Niccolò Carretta: in quella riunione del Dipartimento di Protezione Civile, il Comitato Tecnico Scientifico chiese chiaramente di adottare per Alzano e Nembro lo stesso provvedimento di “zona rossa” già preso per i comuni del Lodigiano. 

“Ciascuno dei due paesi – si legge nel verbale – ha fatto registrare attualmente oltre 20 casi, con molta probabilità ascrivibili a un’unica catena di trasmissione. Ne risulta pertanto che l’R0 è sicuramente superiore a 1, il che costituisce un indicatore di alto rischio di ulteriore diffusione del contagio. In merito, il Comitato propone di adottare le opportune misure restrittive già adottate nei comuni della zona rossa anche in questi due comuni, al fine di limitare la diffusione dell’infezione nella aree contigue”.

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