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Vacanze fuoriporta: Serina, tra sentieri, fontane e Palma il Vecchio fotogallery

Stanno andando per la maggiore viaggi brevi, più comodi e low cost, privilegiando soprattutto il contatto con la natura. Può essere l’occasione per scoprire o riscoprire il territorio, apprezzandone anche le bellezze e i luoghi d’interesse meno conosciuti

Il trend dell’estate 2020 è il turismo di prossimità. Per necessità o per scelta etica dettata dalla volontà di sostenere le attività italiane, in tanti decidono di rimanere entro i propri confini, nazionali o regionali, per le vacanze.

Stanno andando per la maggiore viaggi brevi, più comodi e low cost, privilegiando soprattutto il contatto con la natura. Può essere l’occasione per scoprire o riscoprire il territorio, apprezzandone anche le bellezze e i luoghi d’interesse meno conosciuti. La provincia bergamasca è estremamente variegata e spazia fra il contesto urbano, le Valli, i Laghi, la Bassa, l’Isola e l’Hinterland: i paesaggi e le particolarità da visitare sono numerose e possono essere un’ottima soluzione per piacevoli uscite fuori porta. Bergamonews vi propone alcune idee per trascorrere una giornata o una mezza giornata all’aria aperta senza andare troppo lontano da casa.

Chi volesse trovare un po’ di refrigerio nelle roventi giornate del Solleone, per esempio, può recarsi a Serina, paese ricco di storia e di arte nonchè tradizionale meta di villeggiatura situata nell’omonima valle laterale della Val Brembana, a circa 30 chilometri a nord di Bergamo. Salendo la strada che porta a questa località, gli amanti della natura apprezzeranno gli orridi della Val Serina, conosciuti anche come orridi di Bracca, caratterizzati da pareti rocciose e buie stilanti di acque che nei mesi freddi danno origine a lucenti stalattiti iridescenti ai raggi del sole, strapiombanti nel terreno che scorre nel fondo della vallata.

Il paese, posto a un’altitudine di 821 metri s.l.m, si trova in una conca prativa circondata da vari rilievi molto noti, che possono essere tappa di questa gita o di successive uscite. A est c’è il Monte Alben e a ovest il Monte Gioco, mentre a nord oltre ad affacciarsi il Monte Castello si possono scorgere in lontananza i rilievi dell’Alta Valle Serina, cioè il Monte Menna e il Monte Arera. Grazie alla sua posizione, garantisce tranquillità e aria pulita, ma permette anche di fare un tuffo in mezzo al verde, con l’opportunità di compiere escursioni sia per i più sportivi sia per chi è meno allenato. Scaricando la nuova app ViewRanger si può avere a potata di mano tutte le informazioni sui vari sentieri e farsi guidare dal proprio smartphone.

Oltre ai boschi alle pendici dei monti circostanti, sono presenti numerose aree adatte al relax e allo svago per tutte le fasce d’età, come il parco degli Alpini, situato nel centro del paese e meta che offre ampie distese erbose, una pineta e un parco giochi ideale per le famiglie con i bambini.

Una delle particolarità che si scorge a prima vista sono le fontane: più precisamente, ve ne sono due storiche. In ordine di tempo, la prima è quella posta vicino al palazzo del Vicario lungo la Via Mercatorum: venne fatta costruire nel 1581, durante la dominazione veneta, dal vicario Francesco Gozzi. L’acqua sgorga da una testa di leone – simbolo di Venezia – scolpita al centro della fontana e contornata su tre lati da soggetti floreali e in basso da un volto umano. Sull’ampia vasca sottostante, cavata in un unico blocco di pietra, poggiano due pilastri laterali in marmo entrambe decorate dallo stemma del vicario, costituito da un rame d’ulivo con il motto”signum pacis”.

La seconda fontana è la Tricuspidale, chiamata così per le tre cuspidi che la sovrastano: risale al 1645 e sorge alla confluenza delle due diramazioni della Via Mercatorum. L’acqua sgorga da una testa di leone in bronzo inserita nel manufatto superiore che termina con le tre cuspidi. Le due laterali, più basse, hanno la forma tronco piramidale, mentre quella centrale, più elevata, termina con una punta piramidale. Vasca ampia e scavata in un unico blocco di pietra ben sagomato.

Oltre al paesaggio e alla natura, Serina vanta un ricco patrimonio artistico e architettonico. Dalla fine del XVesimo secolo e sotto la dominazione veneta, visse un periodo di notevole sviluppo in cui sorsero chiese e palazzi che ancora oggi sono affascinanti.

Alcuni grandi artisti con le loro opere hanno onorato e tutt’oggi elogiano il paese in cui sono nati, a cominciare da Jacopo Valle Nigretti, meglio conosciuto come “Palma il Vecchio”, seguito dal pronipote “Palma il Giovane”. E ancora, vi sono le opere del conte Giacomo Carrara, uomo di cultura, che diede alla città di Bergamo una vastissima raccolta artistica fondando l’Accademia Carrara. A completare il parterre de roi è Giovan Pietro Tiraboschi, comunemente chiamato “Bombello” (dal nome del padre) che, venuto in possesso di un capitale di miliardi di euro, volle dotare Serina del Monastero della SS. Trinità destinandolo alle monache Domenicane di clausura.

Sono diversi gli edifici da visitare, a partire dalla chiesa parrocchiale, situata nel centro del paese e affiancata alla casa parrocchiale (caratterizzata dal Porticato di San Benedetto, dove sorgeva la chiesetta del santo, risalente al 1300; ad oggi visibile solo dagli affreschi quattrocenteschi rimasti dopo la ristrutturazione del 1970) e all’oratorio dedicato a San Francesco d’Assisi. Intitolata a Santa Maria Annunziata, è stata costruita tra il 1670 e il 1760 dai fratelli Caniana di Alzano, sopra la più antica ma più piccola chiesa quattrocentesca di cui rimane una pietra datata 1462 accanto al portone d’ingresso. All’interno si possono ammirare bellissime tele del Ceresa, di Palma il Vecchio e Palma il Giovane, del Ceresa, dei Previtali, del Santacroce, del Ronzilli, dell’Orelli, oltre a sculture del Fantoni e dei Caniana.

Merita anche la chiesa di San Rocco, in contrada Bosco, che risale al XV secolo. Al suo interno si possono vedere vari dipinti: all’altare maggiore c’è una bella tela di Palma il Giovane (1544-1628) “San Francesco San Rocco e San Sebastiano, in alto la Madonna in Gloria”, mentre nel presbiterio, sopra la porta che immette nel campanile pende la tavola “Cristo sul sepolcro”. Inoltre, vi sono tanti altri capolavori tutti da ammirare.

È sorto nel XVII secolo il monastero della Santissima Trinità, con la chiesa ornata di stucchi eseguiti in tempi diversi; quelli che coprono i sottarchi rappresentano i fiori più umili dei prati: le margherite; in esse l’artista volle forse simboleggiare le umili fanciulle di Serina e della Valle per le quali il generoso benefattore Giovan Pietro Tiraboschi costruì e dotò il Monastero.

Completano la panoramica la chiesa di San Pantaleone, che si trova sulla strada che collega Serina a Cornalba e risale al 15esimo secolo; la chiesetta di Santa Margherita (in via Vittorio Emanuele) e la chiesa di sant’Antonio Abate, situata nella contrada Carrera.

Per il pranzo e la cena la scelta è ampia e, a seconda del locale a cui ci si rivolge, si possono gustare i piatti tipici bergamaschi e non solo. Per soddisfare il proprio palato è possibile recarsi alla Taverna Rottigni, in frazione Bagnella, al ristorante pizzeria Snoopy, al ristorante pizzeria La Fenice, all’albergo ristorante Giardinetto, all’albergo ristorante Moderno, all’albergo ristorante Americana, alla pizzeria Faraone, all’albergo ristorante Miramonti (frazione Corone), all’albergo ristorante Luisella (frazione Valpiana), alla pizzeria Pasquale (frazione Valpiana) e alla pizzeria Alpino (frazione Lepreno).

Guardando alla tradizione, infine, non si può non citare l’appuntamento con la mostra zootecnica di razza bovina, che ha una lunga storia alle spalle e per l’anno 2020, è stata annullata a seguito della pandemia di Coronavirus.

Per avere ulteriori informazioni rivolgersi alla Pro Loco Serina telefonando al numero 034566065 oppure consultare il sito www.prolocoserina.it

 

Fotografie di Sergio Cortinovis

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