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I 130 milioni per la Bergamo-Treviglio, Legambiente e Coldiretti sul piede di guerra

L'associazione ambientalista attacca: "Progetto mai visto". Gli agricoltori: "Danni enormi, a rischio il 25% della superficie utilizzabile in provincia"

Legambiente e Coldiretti protestano dopo la notizia che Regione Lombardia ha messo a disposizione 130 milioni di euro per la realizzazione dell’autostrada Bergamo-Treviglio.

I fondi sono stati allocati in via prudenziale: “È un importo massimo, blindato per la provincia di Bergamo, che abbiamo destinato nell’ambito del piano Fontana non avendo la certezza, in futuro, di poterlo avere ancora a disposizione – ha precisato l’assessore regionale alle Infrastrutture Claudia Terzi -. La Regione, in ogni caso, si rimetterà alle decisioni del territorio nel merito dell’opera: oggi quei soldi prendono il nome di Bergamo-Treviglio, ma se non dovessero servire per quella nello specifico saranno distribuite altrove”.

Legambiente: “130 milioni per un progetto mai visto”

Secondo l’associazione ambientalista la questione tocca vari punti. “Dalla professionalità di chi ha sbagliato di quattro volte e mezza le stime, ad un concetto di project financing che è più corretto chiamare mutuo soccorso, per finire con un concetto di trasparenza nei confronti dei cittadini molto discutibile”.

Legambiente definisce “tragicomico” un progetto che passa “da circa 30 milioni richiesti nel 2012 ai 130 del 2020 a progetto totalmente invariato. Non cambiando di una virgola il progetto, cosa che non è possibile fare per non riaprire la conferenza dei servizi, lievitano i conti. Tolta la variabile dell’inflazione, l’unico motivo è che qualcuno dalle parti del privato non sappia fare di conto. A loro – si chiede – va assegnata la progettazione?”.

Poi aggiungono: “Per anni ci è stato detto che ‘l’opera si sarebbe pagata da sé’. 130 milioni di euro pubblici su 430 sono il 30% che subito pagano i lombardi. L’altro 70% sarà sempre pagato dai lombardi, con il pedaggio. Quindi quest’opera è puramente a carico del cittadino, con l’unica differenza che in questo modo il cittadino permette al privato di fare affari, cosa che con un intervento pubblico si sarebbe evitata”.

Quanto al progetto, “nessuno l’ha mai visto. Regione Lombardia e le società pubbliche ad essa collegata da tempo stanno secretando il progetto, evidentemente frutto di mediazioni tra privato e regione – sostiene Legambiente -. Mediazioni poco chiare e per nulla trasparenti su cui chiediamo l’intervento della magistratura”.

Coldiretti: “Cosa si vuol fare dell’agricoltura bergamasca?”

Il presidente di Coldiretti Bergamo, Alberto Brivio, parla di “soldi pubblici destinati alla ulteriore sottrazione di suolo all’agricoltura” commentando la decisione della Regione di finanziare con 130 milioni la realizzazione dell’autostrada.

“Alla fine i soldi sono arrivati e per l’ennesima volta un’opera, per la cui realizzazione si era detto si sarebbero utilizzate solo risorse private, usufruirà di fondi di tutti i cittadini che a loro insaputa andranno ad  arrecare un danno enorme al settore agricolo, compromettendo  anche gli equilibri ambientali di un’area dove vivono migliaia di persone – prosegue con amarezza Brivio -. A questo punto, gli amministratori regionali e provinciali devono spiegarci cosa vogliono fare dell’agricoltura di pianura, visto che continuano a ridurre la superficie utile all’attività agricola, distruggendo la parte più fertile della nostra campagna, nella più assoluta assenza di una oculata programmazione sovracomunale e a colpi di deroghe alle valutazioni di impatto ambientale che, in molti di questi casi, gli organi competenti concedono sistematicamente”.

Coldiretti Bergamo evidenzia che tra Bergamo e Treviglio si trova il 25% della superficie agricola utilizzabile della Bergamasca, un’area tra le più produttive e ad alta vocazione agricola della Pianura Padana.

“L’infrastruttura andrà a sconvolgere gli assetti di una zona già fortemente provata da cementificazione e inquinamento, con un impatto pesantissimo sul patrimonio naturalistico, sul sistema idrogeologico e su 60 aziende agricole che operano nei comparti della zootecnia, della cerealicoltura, dell’orticoltura e dell’agriturismo – avverte Brivio -. La realizzazione del tracciato autostradale sarà solo l’inizio, perché poi automaticamente sorgeranno strade di raccordo, capannoni e magari altri poli logistici”.

Coldiretti Bergamo, infine, ricorda che a livello provinciale dal 2018 al 2019 sono andati persi 85 ettari di suolo e che negli ultimi 7 anni si è consumata una superficie pari a quella del comune di Bergamo.

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