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Furto del bancomat al malato, l’Ordine degli infermieri: “Reato odioso, inaccettabile”

Gianluca Solitro: provvedimenti disciplinari severi se le verifiche in corso accerteranno la responsabilità dell’infermiere

L’atto compiuto da un infermiere nei confronti di un anziano paziente colpito da Covid  (e poi deceduto) di sottrargli a scopi fraudolenti il bancomat, lascia sconcertati gli infermieri e l’Ordine
professionale che esprimono riprovazione per l’odioso reato appurato dagli inquirenti. Lo dice a chiare lettere il presidente dell’Ordine, Gianluca Solitro.

Il reato ipotizzato, prosegue “non fa parte, come qualunque altro reato nei confronti degli assistiti, né della cultura né della professionalità degli infermieri che ogni giorno, con altruismo e spirito di sacrificio, dedicano le loro energie alla cura e all’assistenza di chi vive la fragilità della malattia o della disabilità. La responsabilità è ancora più abietta e ripugnante in quanto perpetrata ai danni di una persona fragile e indifesa, con un quadro clinico segnato da una patologia tanto grave da portarla al decesso”.

Se dall’esito delle verifiche in corso la responsabilità dell’infermiere in questa incredibile vicenda sarà confermata, anche per la tutela dell’immagine pubblica della categoria e della professionalità
dei suoi iscritti, l’Ordine non esiterà a procedere con provvedimenti disciplinari severi e adeguati alla gravità del caso che possono giungere fino alla radiazione dall’Albo e alla costituzione di parte civile della categoria.

La comunità infermieristica, spiega Solitro “non può accettare che il comportamento criminale di qualcuno offuschi l’impegno di tanti che, con coscienza e umanità, svolgono ogni giorno un lavoro difficile nel rispetto della loro deontologia, vocazione professionale e umanità”.

“Non vogliamo – conclude il presidente – che la nostra professione sia in alcun modo associata a situazioni che con essa non hanno niente in comune. Anzi, ne sono l’esatto opposto: l’infermiere assiste e difende il malato, se ne prende cura, mantiene secondo il suo Codice Deontologico il decoro personale anche al di fuori della sua professione, non reca mai danno all’assistito. E lo dimostrano i fatti: in questo periodo di pandemia gli infermieri hanno dimostrato la loro vicinanza agli assistiti, sono stati spesso contagiati e la nostra categoria ha contato numerosi decessi a causa del virus. Il nostro primo obiettivo è la salute degli assistiti, la loro sicurezza e la massima tutela: gli infermieri non hanno nulla a che fare con situazioni simili e chi ne è responsabile non può essere un infermiere”.

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