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L'Aci alla Provincia: "Così il piano territoriale rischia di essere inutile, serve una regia forte" - BergamoNews
Le osservazioni

L’Aci alla Provincia: “Così il piano territoriale rischia di essere inutile, serve una regia forte”

L'ex presidente della Provincia Bettoni e l'ex assessore Sonzogni (Automobile Club Bergamo): "Indicazioni troppo generiche e non vincolanti"

“Il piano territoriale provinciale? Così com’è rischia di essere inutile ed inefficace”. Torna a far discutere il PTCP, lo strumento urbanistico che definisce gli obiettivi generali per l’assetto e la tutela del territorio. Tutti termini che possono suonare – anzi, suonano – molto tecnici, ma dai quali dipendono scelte strategiche di grande rilevanza in tema di infrastrutture, opere di sviluppo urbano e di tutto ciò che ne consegue.

Ad accendere il dibattito è l’Aci (Automobile Club Bergamo) guidato dall’ex presidente della Provincia Valerio Bettoni, che all’attuale presidente Gianfranco Gafforelli ha presentato un documento contenente una serie di osservazioni e proposte (leggilo integralmente qui).

Le critiche dell’Aci

“Le indicazioni contenute nella nuova proposta di PTCP sono troppo generiche e non vincolanti – commenta l’architetto Felice Sonzogni, presidente della Commissione Mobilità dell’Aci ed ex assessore provinciale alle Infrastrutture -. Se si rimane nell’incertezza, il Piano Territoriale rischia di essere inutile ed inefficace perché non è più il punto di riferimento utile a chi deve programmare il futuro, agli operatori, agli investitori e alle imprese. Avere un disegno chiaro nel quale muoversi è fondamentale: così com’è rischia di creare incertezza e disorientamento alle programmazioni urbanistiche locali e agli operatori”.

Sonzogni porta qualche esempio pratico: “Se un imprenditore pensa di investire nella Bassa Bergamasca, come può non sapere se si farà o meno la Bergamo-Treviglio? Ma anche la realizzazione di un nuovo ponte sull’Adda o sul Brembo – si domanda – come può essere lasciata in mano ai singoli Comuni? Abbiamo avuto prova che quando la questione rimane a livello locale, difficilmente si trovano sintesi e soluzioni”.

Per queste ragioni l’ACI chiede alla Provincia di “confermare e tutelare con indicazioni prescrittive e vincolanti tutti i tracciati delle infrastrutture di mobilità e trasporti contenuti nel PTCP vigente (risalente al 2004, proprio durante la giunta Bettoni ndr) a garanzia di una futura possibile realizzazione. Perderlo significa non avere un quadro progettuale certo di riferimento, non essere consapevoli di quanto sia complesso e difficile costruire l’ampio consenso che si è raggiunto”.

Nel documento si includono opere come la Pedemontana e la Bergamo-Treviglio, il raccordo merci dell’Isola, 6 linee aggiuntive della tranvia (con “la necessità di vincolare in maniera puntuale gli ex sedimi ferroviari”), l’interporto nella Bassa (“assistiamo a continui interventi di logistica e dibattiti sull’esigenza di scali merce, senza però affrontare il tema dell’interporto”, definito “la verà esigenza dell’imprenditorialità bergamasca”) oltre a 19 interventi sulle strade provinciali: dalla Paladina-Villa d’Almé alle varianti di Trescore e Casazza.

“Ovviamente non si riuscirà a fare tutto, vanno definite le priorità ma queste indicazioni servono a dare delle garanzie. Proprio in questi giorni – fanno notare Bettoni e Sonzogni – si sta aprendo la discussione sull’utilizzo di importanti risorse Europee che possono davvero contribuire alla realizzazione di un progetto territoriale e infrastrutturale già definito negli anni scorsi. Bisogna rendersi conto – aggiungono – che il ritardo nella realizzazione delle opere non è solo l’assenza delle risorse, ma soprattutto il continuo dibattito sulla necessità e opportunità delle stesse”, con il “rischio di riaprire infinite e inconcludenti discussioni senza avere un riferimento strategico complessivo”.

L’Aci fa anche sapere che a settembre organizzerà un convegno sul tema e che invierà le sue osservazioni a tutti i Comuni della Bergamasca.

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