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“Sostegno alla festa musulmana del sacrificio”: Belotti protesta, la Chiesa non gli risponde

Monsignor Rota Scalabrini aveva scritto ai parroci di "offrire sostegno ai musulmani per trovare le modalità migliori per celebrare la festività". Un gesto di solidarietà tra confessioni che, evidentemente, non è piaciuto al deputato leghista

È fine luglio quando, in vista della Festa del Sacrificio chiatamata ‘Eid al Adha’ dai musulmani, monsignor Patrizio Rota Scalabrini, direttore dell’Ufficio per il Dialogo Interreligioso della Diocesi, aveva scritto ai parroci raccomandandoli di offrire loro sostegno “nel trovare le modalità migliori per poter celebrare questa festività e nel mettere in atto quei gesti utili a sentirsi tutti parte di una comunità ampia che condivide lo spirito di fratellanza umana a cui il Papa si appella”.

Un gesto di solidarietà tra confessioni che, evidentemente, non è piaciuto al deputato leghista Daniele Belotti, che ha scritto al Vescovo di Bergamo Francesco Beschi, mostrando tutto il suo disappunto.

Secondo Belotti – che all’inizio della lettera ammette di non potersi “certo definire un praticamente” – si tratta di “difendere l’identità cristiana e i valori di rispetto e parità che sono alla base della nostra società civile. La festa del Sacrificio – scrive – più che ‘sostenuta’ dovrebbe essere ‘contenuta’, visti i numerosissimi episodi di sgozzamenti fai da te per strada o nei cortili delle case. La nostra civiltà negli anni ha visto riconoscere sempre di più la sensibilità verso gli animali e il nostro sistema legislativo ha introdotto una serie di reati contro il loro maltrattamento. La festa islamica del Sacrificio è un salto indietro nel tempo che non possiamo accettare e sconcerta che vi contribuiscano preti e parroci”.

Sempre Belotti fa presente che alcune parrocchie, come quella cittadina di San Francesco, hanno messo a disposizione spazi degli oratori per celebrare questa festa e in passato anche la fine del Ramadan. “Il tutto secondo le disposizioni islamiche, per cui è previsto uno spazio distinto per le donne e uno per gli uomini – mette nero su bianco il deputato del Carroccio -. In tempi di pari opportunità faticosamente conquistate – si domanda – come può la Chiesa assecondare chi, invece, continua a discriminare le donne, considerandole un essere inferiore? Da cristiano non praticante – conclude – mi permetta un auspicio: vedere lo stesso impegno che la Sua Diocesi mostra verso gli islamici, anche per difendere i simboli della cristianità”.

Sia il vescovo che monsignor Rota Scalabrini hanno scelto di non dare seguito con alcuna replica alla lettera.

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