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Jacopo Rocchetti racconta i segreti del calisthenics: “Disciplina adatta a tutti”

il 19enne di Gazzaniga campione italiano della disciplina della ginnastica

Bellezza e forza: sono queste le parole chiave del “calisthenics”, antica disciplina della ginnastica salita alla ribalta negli ultimi tempi.

L’intensità degli allenamenti e i benefici ottenuti a livello fisico consentono ai praticanti la possibilità di sviluppare una “mens sana in corpore sano” come confermato da Jacopo Rocchetti.

Originario di Gazzaniga, il 19enne seriano ha saputo far fruttare la propria preparazione durante gli ultimi Campionati Italiani conquistando il titolo nazionale strenght.

Il calisthenics è una componente della ginnastica. Quali differenze presenta rispetto ai tradizionali esercizi che la caratterizzano?

Nell’ultimo periodo il calisthenics sta trovando una sua individualità in quanto la sua popolarità sta crescendo a dismisura in Italia e in tutte le parti del mondo. Fondamentalmente la ginnastica artistica si basa più sulla perfezione del movimento e sulla pulizia massima e sull’unione di varie abilità. La nostra specialità invece assume una libertà di espressione dove si può esprimere ciò che si vuole. Essa, a sua volta, si basa su tre principali parti che è fondamentale differenziare: quella scenica, più simile alla ginnastica, dove un atleta realizza varie figure; quella della forza e quella della resistenza dove invece si compiono esercizi base come trazioni, piegamenti a terra, parallele che vengono portati allo stremo. Per esempio nel primo campo si introduce l’utilizzo di pesi, mentre nel secondo i movimenti vengono ripetuti per un numero di volte elevato.

Come si svolge una gara?

Per quanto riguarda la mia categoria che si basa sulla forza fondamentalmente vi sono diverse prove su esercizi base. In base al risultato che l’atleta riesce a raggiungere, ottiene un punteggio che andrà a esser sommato con quello delle precedenti sfide.

jacopo rocchetti

Questo sport richiede una particolare preparazione fisica. Quali allenamenti è necessario svolgere per cimentarsi in questa attività?

È necessario puntare su quelli che possano sviluppare le attività chiamate in causa in vista della gara affinché si possano utilizzare al meglio in quel frangente.

Passando alla sua carriera, com’è nata la passione per il calisthenics ?

Circa cinque anni fa ho visto un video di un ragazzo su Youtube impegnato in questa specialità e in particolare mi colpì il suo aspetto fisico. Iniziai così a lavorare per raggiungere quel traguardo anche se, con il passare del tempo, mi resi conto che l’aspetto estetico era passato in secondo piano rispetto a quello di migliorare le mie performance. Ho affrontato la mia prima gara nel novembre 2018 e qualche mese dopo ho partecipato al mio primo Campionato Italiano classificandomi secondo.

jacopo rocchetti

Uno dei momenti più belli del suo percorso agonistico è stata la conquista del titolo italiano strenght. Ci racconta questa esperienza?

Per accedere alla finale era necessario accedere a un circuito di quattro gare preliminari. Alla sfida decisiva giungevano soltanto i vincitori di quest’ultime e gli atleti meglio piazzati nella classifica complessiva a punti. La finale è stato poi un vero e proprio scontro fra i migliori che peraltro sono riuscito ad aggiudicarmi.

Negli ultimi mesi questa specialità ha preso particolarmente piede fra i più giovani. Quali motivi hanno portato alla crescita di essa?

Fondamentalmente perché è una disciplina che può affrontare ogni persona, partendo anche dal livello base, senza alcuna pretesa. Inoltre è una disciplina che aiuta a sviluppare sia l’aspetto estetico che quello fisico, per cui offre maggior sicurezza a chi lo pratica. Chi si trova bene con il proprio corpo, può trovarsi bene anche con la propria mente.

jacopo rocchetti

In conclusione, dando uno sguardo verso il futuro, quali sono i suoi prossimi obiettivi?

Sicuramente continuare ad allenarmi al fine di potermi ulteriormente migliorarmi e vincere, magari riuscendo a partecipare a qualche kermesse internazionale. Fondamentalmente sto mettendo anche le basi per lavorare in questo campo: già io svolgo un corso all’interno di una palestra, ma sto studiando per un istruttore o un coach di personal training in quanto in Italia è ancora impossibile vivere soltanto di sport.

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