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All'Atalanta l'Oscar del miglior gioco, con l'allenatore più bravo della Serie A - BergamoNews
Il pagellone

All’Atalanta l’Oscar del miglior gioco, con l’allenatore più bravo della Serie A

Percassi, Gasperini, Gomez e Ilicic le stelle di una stagione da 10

Si gioca ancora, sotto il solleone di agosto e dopo una stagione strana, tormentata, drammatica e poi anche speciale. Il calcio si è fermato, poi è ripartito e per l’Atalanta è stata un’altra cavalcata trionfale verso l’Europa più bella, quella della Champions. Proviamo a fare il punto, prima della volata finale di Lisbona. Con voti (inevitabilmente e felicemente) alti.

La SOCIETA’ 10 Il presidente all’inizio di ogni stagione spiega il programma, che in sintesi si traduce in una frase cult: “Ragazzi, dobbiamo salvarci”. Poi succede che gli obiettivi già a Natale vengono raggiunti e a furia di spostare l’asticella…l’Atalanta torna in Champions per il secondo anno consecutivo, ancora al terzo posto e con una serie di record sbriciolati. Numeri da capogiro, pensiamo ai 98 gol (peccato per quota 100), la serie positiva di 17 partite, le 11 vittorie fuori casa, alla macchina da gol in casa che solo Cagliari e Inter (alla fine) sono riuscite a impedire. Risultati dietro ai quali c’è il lavoro e la programmazione di Antonio e Luca Percassi, del ds Sartori con giocatori arrivati da illustri sconosciuti e ripartiti in prima classe. E naturalmente lo stadio, che aveva una certa età e sta diventando un gioiello, la nuova Nord Pisani, ora la Giulio Cesare e l’attacco dei lavori alla Sud Morosini perché chissà che l’Uefa cambi parere: verso un altro sogno, quello della Champions a Bergamo.

GASPERINI 10 Con lui, la regina delle provinciali è diventata una grande. Ormai non può più nascondersi: con la cura Gasp due volte in Europa League e due in Champions League, due volte terzo posto che nella storia dell’Atalanta rappresentava un traguardo impensabile fino a pochi anni fa, abituati a lottare per la salvezza. Gasp fa la rivoluzione a Bergamo e anche nel calcio italiano, perché l’Atalanta è un modello non solo come società ma anche per il suo gioco: l’Oscar della critica, per il più bel calcio, va all’orchestra del Gasp, un calcio bellissimo e a volte un po’ incosciente per certi gol presi nei primi minuti, ma quante rimonte…e soprattutto non si sono mai visti tanti gol. L’accelerazione decisiva arriva dopo la pausa forzata per gli eventi tragici che hanno colpito l’Italia e particolarmente Bergamo. L’Atalanta rinasce (come canta Roby Facchinetti), era già quarta prima del lockdown, però mangia altri 11 punti alla Lazio e la batte nello scontro diretto a Bergamo. Il terzo posto è dei nerazzurri e c’è ancora una Champions per scoprire i limiti di questa squadra meravigliosa. Guidata dal Gasp, il miglior allenatore della Serie A.

GOMEZ 10 Il Papu è il capitano, è l’esempio. Un trascinatore, non è un caso che sia anche il più presente di tutti, con 36 partite. E’ il vicerè degli assist della Serie A dopo il laziale Luiz Alberto, è il quinto assoluto con 54 reti nella graduatoria dei bomber atalantini (campionato e coppe) dopo Doni (112), Cominelli (62), Bassetto (57), Denis (56). Ma al di là dei numeri non finisce di stupire per il suo contributo a tutto campo, da regista, attaccante, trequartista e a volte regista difensivo. Date la palla a lui e saprà cosa farne. L’Oscar della critica per il miglior giocatore della Serie A se lo contendono Dybala e il Papu: anche l’Atalanta ha vinto il suo scudetto…

ILICIC 10 Se l’Atalanta è salita tanto in alto lo deve anche a lui, al suo Fenomeno numero 72, non meno che al Gasp o al Papu. I 15 gol in 26 partite in campionato potrebbero valere i 18 in 28 partite di Zapata, ma Josip si prende sulle spalle la squadra e la porta ai quarti della Champions demolendo il Valencia e proponendosi come possibile candidato al Pallone d’oro.E anche in campionato è soprattutto dai suoi piedi che arriva il salto di qualità, sia come assist che come gol. Poi lo stop e se l’Atalanta frena nel finale è anche perché manca tanto lui: torna presto Josip…

dE ROON, ZAPATA e MURIEL 8,5 Marten è un altro trascinatore, come il Papu. Olandese bergamasco, il metronomo rubapalloni instancabile, capace di fare anche il difensore e qualche volta l’attaccante. Preziosissimo uomo squadra. Zapata è il punto di riferimento davanti, l’ariete che spacca le difese, il centravanti che fa salire la squadra. E fa sempre tanti gol: utilissimo. Il suo gemello (e quando giocano assieme sono dolori per le difese avversarie) Luisi Muriel, colombiano, è un po’ pazzo, perché fa il bomber di scorta. La sua specialità è fare gol entrando dalla panchina e ne segna di decisivi, anche su punizione.

GOSENS 8 Esterno goleador, con 9 reti è uno dei difensori più prolifici d’Europa, ormai a un passo dalla sua Nazionale (Germania). Il suo calcio è migliorato come la lingua, un italiano più piacevole di quello di tanti nostri connazionali.

MALINOVSKYI, GOLLINI 7,5 Ruslan una rivelazione per il suo modo di calciare: potente e preciso, un cecchino straordinario nelle punizioni e da lontano. Diventerà più bravo anche nell’organizzazione del gioco. Gollini è sicuramente tra i migliori portieri italiani e lo ha dimostrato pù volte, mezzo voto in meno per qualche errore nel finale di campionato.

TOLOI, CALDARA, PALOMINO, DJIMSITI, CASTAGNE, FREULER, PASALIC, HATEBOER 7 Il blocco dei difensori centrali e spesso anche incursori nell’area avversaria (anche se non fanno più gol come nei primi tempi dell’era Gasp) ha retto bene e Caldara si è ritrovato, pur con qualche pausa, ma non era facile dopo il doppio infortunio. Nel finale si è visto anche Sutalo, che ha solo 20 anni e sarà interessante rimetterlo alla prova. Castagne più prezioso in Coppa che in campionato e in Coppa si è sbloccato anche Hateboer, che comunque ha sempre dato una grande spinta. Freuler ha fatto un gran lavoro a centrocampo e percorso più chilometri di tutti. Alti e bassi per Pasalic, che ha segnato tanto (9 reti), ha tante presenze (35 come de Roon) ma un minutaggio inferiore a Marten.

SPORTIELLO, TAMEZE, COLLEY 6,5 Qualche scampolo di partita, il portiere ha fatto il suo, gli altri da rivedere come l’esordiente in A all’ultima giornata, Jacopo DA RIVA.

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