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Parte da Bergamo la raccolta farmaci per i libanesi afflitti da guerra e Covid-19

Il progetto promosso da Ayman Ismail, chirurgo libanese del Policlinico San Marco, in collaborazione con il Centro Missionario Medicinali Onlus

“Donare un farmaco può salvare una vita”. Parte da questa consapevolezza che diventa speranza il progetto di solidarietà promosso da Ayman Ismail, chirurgo libanese del Policlinico San Marco, in collaborazione con il Centro Missionario Medicinali Onlus. Obiettivo: raccogliere farmaci da portare in Libano, Paese in cui la pandemia da Covid-19 ha peggiorato le condizioni di grave crisi già esistenti, limitando l’accesso alle cure primarie per più dell’80% della popolazione. Una situazione di fronte alla quale il dottor Ismail, che negli ultimi mesi ha combattuto in prima linea per fronteggiare l’emergenza da Covid 19 insieme ai suoi colleghi, non poteva restare a guardare.

“La situazione in Libano è davvero fuori controllo ormai – racconta il dottor Ismail -. Il Paese da mesi è alle prese con la crisi più grave” dalla fine della guerra civile nel 1990. La moneta locale, la sterlina libanese, si è svalutata dell’80%, lo stesso vale per gli stipendi – che già prima erano al limite rispetto al costo della vita. A peggiorare tutto, poi, è arrivato il Covid 19 che ha costretto alla chiusura la maggior parte delle fabbriche e delle attività, riducendo in povertà ampie fette di popolazione”.

Nei mesi dell’emergenza il dottor Ismail, nonostante l’impegno senza sosta nei reparti Covid, è sempre rimasto in contatto con il suo Paese, non solo con la famiglia, ma anche con i colleghi medici libanesi e con giornalisti e tv locali alle quali ha rilasciato numerose interviste – seguitissime in tutto il mondo arabo – su quello che si stava vivendo qui in Italia e sui rischi che il Libano avrebbe potuto correre in caso di pandemia.

E così, anche grazie a questa rete di contatti vecchi e nuovi in Libano, quando anche in Libano la situazione è peggiorata ha deciso di scendere in campo – un’altra volta – per aiutare i suoi connazionali, raccogliendo farmaci di prima necessità.

“Appena ho cominciato a lanciare questa idea sui miei canali social ho riscontrato una grandissima voglia di aiutare. Inizialmente privati, famiglie che, seppure in difficoltà a causa degli strascichi anche economici del Covid, non si sono tirati indietro e hanno voluto contribuire dimostrando, ancora una volta – il grande cuore di Bergamo. Poi, grazie ad alcuni colleghi medici bergamaschi, sono entrato in contatto con il Centro Missionario Medicinali Onlus che si è subito dimostrato estremamente disponibile a dare il suo supporto, aggiungendo così speranza alla speranza”.

Grazie a questa catena di solidarietà, ora la raccolta dei farmaci è a buon punto, ma più ne vengono raccolti più persone si possono aiutare.

E il progetto del dottor Ismail non si ferma qua: “Sono riuscito a mettermi in contatto con il Ministero della Salute, ospedali e associazioni di volontariato in Libano che hanno messo a disposizione i loro ambulatori e loro medici per offrire visite gratis alla popolazione più bisognosa. È stato straordinario vedere come i medici libanesi, nonostante in questo momento si trovino in grande difficoltà sotto molti aspetti, si siano uniti con entusiasmo a questa iniziativa, anche trascinati dall’esempio e dalla generosità degli italiani nei loro confronti. Da libanese di origine e italiano d’adozione vedere i miei due Paesi del cuore uniti in questo progetto mi dà la forza per sperare che, come ce l’abbiamo fatta qui in Italia, possa farcela anche il Libano. Per farlo però ha bisogno dell’aiuto di tutti”.

Per chi volesse contribuire, si può contattare attraverso Facebook Ayman Ismail.

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