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Dopo di noi, ecco il “trust della solidarietà” per Samantha

È stato presentato il trust "La vita di Samantha" siglato tra la cooperativa sociale La Bonne Semence e la famiglia Vismara di Serina: i genitori vogliono dare continuità al progetto di vita della figlia disabile anche quando non ci saranno più

Un atto d’amore nato pensando al presente e al futuro della propria figlia con disabilità. È questa la premessa che ha portato a stipulare il trust “La vita di Samantha” siglato tra la cooperativa sociale La Bonne Semence e la famiglia Vismara di Serina, presentato in una conferenza stampa sabato 1° agosto alla sala Zapparoli dell’Ats di Borgo Palazzo a Bergamo.

Per comprendere di cosa si tratta, occorre chiarire il significato della parola “trust”, che per definizione indica un “rapporto giuridico in cui una persona amministra dei beni, sui quali ha il controllo, per conto di terzi, che ne sono beneficiari”. Questo strumento, istituito nel mondo anglosassone con spirito di solidarietà e assistenza, è stato introdotto in Italia alla fine degli anni Novanta ma spesso è stato utilizzato in maniera distorta per occultare i patrimoni. Una delle rivoluzioni apportate dalla legge sul “Dopo di noi”, che ha avuto come relatrice la deputata bergamasca Elena Carnevali, è stata quella di ricollocarlo nei giusti binari dal punto di vista logico, contenutistico e fiscale. In questo modo rappresenta un’opportunità per assicurare alle famiglie un futuro dignitoso e stabile dei loro figli all’interno della comunità di appartenenza quando i genitori verranno a mancare.

Fra i primi a intraprendere questo percorso in Italia è Cesare Vismara, padre di Samantha, 46 anni, nata a Milano e residente a Serina, alle prese con diverse patologie sin dalla tenera età. “Tre mesi dopo essere nata – spiega papà Cesare – ha contratto la meningite, una notte di marzo è stata ricoverata alla clinica pediatrica De Marchi di Milano insieme ad altri quattro bambini ed è stata l’unica a salvarsi. Poi tutto si è trasformato in epilessia o crisi del piccolo male: allora non c’erano tanti farmaci e gli specialisti ricorrevano a combinazioni di diversi medicinali, ci siamo rivolti a molti medici fino ad arrivare al professor Canger a Milano che ha trovato la composizione giusta per lei e al dottor Moleri della clinica San Francesco che ha sostituito un farmaco e ora la situazione sembra essersi stabilizzata. Nel frattempo, 26 anni fa, ci siamo trasferiti: prima abitavamo a Milano, nella zona Niguarda e ci recavamo a Serina come villeggianti, poi abbiamo pensato di diventarne residenti perchè era un contesto in cui Samantha avrebbe potuto trovarsi meglio: c’è meno traffico ed è conosciuta da molti abitanti. Undici anni fa, poi, mentre eravamo in vacanza, è subentrato un altro problema di salute: Samantha è andata in coma diabetico, si è ripresa ma la situazione va tenuta costantemente monitorata. Nel 2016 alcuni amici mi hanno segnalato la notizia dell’approvazione della legge 112 del 23 novembre 2016 (la legge sul Dopo di noi): ho cominciato a cercare qualcuno che potesse aiutare a dare continuità al progetto di vita di Samantha e ho trovato La Bonne Semence nella persona di Giovanni Faggioli: conoscevo questa realtà ma non sapevo che si occupasse anche di questo aspetto e dopo averli contattati abbiamo avviato il percorso che ha portato all’atto di trust. È importante pensare al futuro del proprio figlio iniziando a progettare il “dopo di noi” nel presente, senza rimandare o demandare a eventuali successive disposizioni nel testamento. Era il mio cruccio e ringrazio di cuore chi ha dato vita al progetto”.

Illustrando cosa prevede questa formula, Claudio Ubiali, consulente legale in materia di successioni, spiega: “Con il trust un soggetto, in questo caso il signor Vismara prende parte del suo patrimonio, lo separa da sè e lo fa amministrare a qualcun altro – il trustee – considerando che per il futuro non avrà sempre la stessa età o potrebbe non essere più così avvezzo a una buona amministrazione. Questa persona agisce con una finalità specifica che viene indicata nell’atto di trust e che in questo caso consiste nell’amministrare il patrimonio per il bene, il mantenimento e la realizzazione del progetto che i genitori hanno per la vita di Samantha. È uno strumento che ha una serie di vantaggi: innanzitutto permette di usufruire di agevolazioni fiscali e inoltre consente ai genitori di identificare una persona che gestisca il loro patrimonio che sarà il futuro di Samantha. Qualora ne abbiano la necessità possono cambiarla ma soprattutto scelgono insieme perchè spesso si rimanda questa decisione a quando si muore ed è tardi. Per rendere tutto più sicuro, è obbligatorio indicare un custode o guardiano che ha il compito di verificare che l’operato del trustee rispetti quanto è stato definito. Il trust proseguirà per tutta la vita di Samantha e alla sua morte l’eventuale patrimonio residuo verrà destinato al beneficiario finale, che in questo caso al momento è La Bonne Semence. Ma abbiamo fatto un passo ulteriore: qualora qualcun altro manifesterà la volontà di entrare nel progetto verrà affidato a questa persona creando welfare generativo. Se nella prima fase – giustamente – l’impostazione è egoistica perchè Cesare e sua moglie pensano specificatamente alla propria figlia, nella seconda il trust diventa solidale”.

Giovanni Faggioli, referente per i progetti di Housing Sociale de La Bonne Semence, si sofferma sull’importanza di iniziative come questa quali forme concrete di “supporto alle persone, considerando che le risorse pubbliche e la residenzialità sono limitate”, quindi è importante “reperire altre risorse private e sviluppare sinergie” e lavorare sull'”inclusione sociale in una prospettiva a lungo termine”.

La deputata Elena Carnevali osserva: “Quello che vedo realizzato oggi è motivo di speranza e coglie appieno l’obiettivo della legge, cioè mettere a sistema e tradurre le disponibilità delle risorse legislative e il mondo della cooperazione sociale e dell’associazionismo dando vita a progetti di sviluppo. Abbiamo capito che soprattutto in campo sociale la logica della standardizzazione non è vincente: ogni persona ha una sua individualità che va rispettata, ogni territorio ha delle potenzialità che devono essere colte, messe a frutto e non basta la logica delle prestazioni sociosanitarie. Non si progetta nulla quando il “dopo” è già avvenuto: il “dopo” si costruisce e si può costruire solo durante l’esistenza delle persone con disabilità che mutano continuamente perchè acquisiscono potenzialità che magari prima non avevano grazie a interventi specifici svolti durante il periodo di residenzialità. Nel caso del trust il beneficio è duplice perchè garantisce un futuro al figlio disabile e diventa welfare generativo attivando un beneficio collettivo: spero che sia un progetto che si possa replicare pur nelle differenze di ogni territorio”.

Infine, Flavio Valli, il trustee di questo atto, conclude: “Il ruolo che mi è stato affidato ha a che fare con un senso di appartenenza al territorio e al nostro Paese. Il trustee insieme al guardiano e alla cooperativa assicurano qualcosa di speciale che è la continuazione del progetto di vita di Samantha nel miglior modo possibile che la famiglia si aspetta, un sogno che si deve realizzare”.

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