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Atalanta-Inter, che sfide! Gasp-Conte e Zapata-Lukaku, in palio il secondo posto

I bergamaschi, per piazzarsi alle spalle della Juve, dovranno obbligatoriamente battere i nerazzurri di Milano

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Com’era abbastanza facile prevedere, si deciderà tutto all’ultima giornata di campionato. L’Atalanta, questa sera, affronterà l’Inter al Gewiss Stadium nell’atto conclusivo del travagliato torneo 2019-2020. In palio l’ambito secondo posto.

Pochi giorni fa la Dea (non senza difficoltà) ha sbancato Parma, mentre i milanesi si sono sbarazzati del Napoli e la Lazio ha superato facilmente il Brescia, già retrocesso.

Dunque, la classifica dice: Inter 79, Atalanta e Lazio 78. I bergamaschi, se vogliono conquistare il secondo posto, saranno obbligatoriamente costretti a superare i meneghini, non dovendosi preoccupare di ciò che farà la Lazio in quanto, anche in caso di arrivo a pari punti, si troverebbe in vantaggio negli scontri diretti.

Fin qui tutto facile. Certo, a parole. La realtà è che il match con l’Inter sarà difficilissimo, anche se la compagine di Conte non potrà giocare per il pareggio, perché in questo caso una vittoria della Lazio a Napoli la relegherebbe comunque al terzo posto.

Le condizioni dell’Atalanta

Il primo tempo disputato dagli uomini di Gasperini a Parma è stato letteralmente inguardabile: squadra rallentata, quasi in modalità moviola, passaggi sbagliati, errori marchiani..

Gli uomini di D’Aversa hanno giganteggiato sul piano del palleggio e fortunatamente i nerazzurri sono andati sotto di una sola rete. E qui è venuta fuori la Dea formato 2020: fino a qualche anno fa l’Atalanta questa gara l’avrebbe persa, e forse anche male. Quella di oggi no: si è rimessa a ragionare, a giocare, ad esprimere le proprie attitudini (non senza qualche sbavatura dettata dalla stanchezza) ma ha recuperato e vinto il match. E questo grazie anche alle giocate dei singoli, come sta a dimostrare il capolavoro del Papu Gomez nell’azione del gol del 2 a 1: tunnel a Kurtic e tiro improvviso, una delizia.

Nel match di questa sera può succedere davvero di tutto, perché senza ombra di dubbio le due formazioni si affronteranno a viso aperto, apertissimo. E poi sarà il confronto tra due degli attaccanti più in forma del torneo: Lukaku da una parte e Zapata dall’altra, difficile per tutti i difensori poterli arginare.

I precedenti

Le due squadre nerazzurre si sono affrontate a Bergamo nella massima serie in 62 occasioni: 16 vittorie atalantine, 24 interiste e 22 pareggi. Mettendo insieme anche le gare giocate a San Siro (compresa quella dell’andata) il bilancio pesa a favore del Biscione: 69 successi contro i 26 della Dea e 33 pareggi.

L’ultimo successo interista a Bergamo è quello del 2014-2015: nell’occasione alla rete di Shaqiri rispose Maxi Moralez ma poi l’Inter dilagò con una doppietta di Guarin ed una rete di Palacio. Il più recente pareggio è invece lo 0-0 del 2017-2018. Risale invece allo scorso campionato la più recente vittoria atalantina sui rivali: uno splendido 4 a 1 finale frutto delle reti di Hateboer, momentaneo pareggio di Eder, poi Mancini, Djimsiti ed un capolavoro di Gomez per la Dea. È anche il più largo successo atalantino contro l’Inter.

La partita con il maggior numero di gol, tra le due squadre è quella del 1942-1943, in piena seconda guerra mondiale: un 2 a 5 con 4 reti dell’interista Baldini.

Nella partita d’andata le due formazioni si sono divise la posta: vantaggio meneghino con Lautaro Martinez e pareggio d’astuzia di Gosens.

Quanti ‘ex’

Innanzitutto troviamo due ragazzi cresciuti a Zingonia: Roberto Gagliardini, bergamasco di nascita e con 14 presenze in prima squadra senza reti e Alessandro Bastoni con 7 presenze nella squadra maggiore senza alcuna marcatura. Inoltre, entrambi i mister sono ex accomunati peraltro dalla medesima fine anticipata dell’incarico: Gasperini ha allenato il Biscione nel 2011, esonerato dopo 4 giornate, mentre Conte nel 2009-2010 rassegnò le dimissioni dall’incarico atalantino dopo una sconfitta casalinga contro il Napoli.

Non diciamo nulla e incrociamo le dita, ma una cosa è certa: l’impresa è alla portata.

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