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Rinascere partendo dalle nostre certezze: Michela Moioli e Martina Caironi chiudono “Migliori di così”

Protagoniste dell'ultimo appuntamento del festival “Migliori di Così”, nella serata di mercoledì 29 luglio le campionesse olimpiche hanno raccontato il mondo dello sport ai tempi del Coronavirus

La vita riserva attimi di gioia e anni di sofferenza.

Superare quest’ultimi è difficile, soprattutto se i motivi che hanno creato quel clima di dolore non dipende da noi.

In questi casi non basta tramutare i momenti di felicità in ore e ridurre in minuti i periodi di sconforto, ma è necessario conservare per sé molta pazienza e sfruttare al momento esatto la grande voglia di rialzarsi.

Gli abitanti di Alzano Lombardo e Nembro hanno provato sulla propria pelle questa situazione dovendo combattere per settimane un nemico invisibile, capace di nascondersi a lungo e lasciare strascichi impensabili in precedenza.

La resilienza che scorre nelle vene dei cittadini seriani ha consentito al territorio di rialzarsi pian piano come avvenuto nel corso della propria carriera a Michela Moioli e Martina Caironi.

Protagoniste dell’ultimo appuntamento del festival “Migliori di Così” in programma a Nembro nella serata di mercoledì 29 luglio, le campionesse olimpiche hanno raccontato il mondo dello sport ai tempi del Coronavirus, uno dei settori più colpiti dalla pandemia e che rischiano di pagare lo scotto nei prossimi mesi.

Bloccate da un evento imprevedibile e impossibile da arrestare, le due atlete hanno saputo ripartire e tornare gradualmente ad allenarsi come già avvenuto in occasione di infortuni e incidenti.

“Durante il lockdown è stato facile il confronto con l’incidente che, all’età di 18 anni, mi ha portato all’amputazione di una gamba. Si è trattato di qualcosa di inaspettato, che sa distrugge tutto e sa lasciarsi alle spalle un futuro incerto – ha confessato la centometrista bergamasca -. Soltanto affrontandolo però si può capire come ripartire e da lì trovare gli strumenti giusti. Io ho avuto modo di capirlo con la protesi, apparecchio che non avrei mai pensato di indossare e che ora mi consente di fare tutto, dal camminare al gareggiare”.

Nonostante entrambe abbiano superato importanti traumi che hanno radicalmente cambiato la loro vita, Michela e Martina mai avrebbero pensato di soffrire per il territorio d’origine e per i propri cari, anche a distanza come nel caso della vincitrice dell’ultima Coppa del Mondo di snowboard.

Generico luglio 2020

“La pandemia ci ha insegnato l’importanza della nostra famiglia, che pensiamo poter esser sempre presente, ma anche quella delle piccole cose che spesso diamo per scontate – ha spiegato la portacolori dell’Esercito -. Con la ripartenza abbiamo saputo in qualche modo rinascere, tornando ad apprezzare tutto ciò. Fondamentale ora è però abituarci agli imprevisti e saper rafforzare le nostre certezze in questo clima di incertezza”.

Attraverso gli occhi delle due fuoriclasse è ancora possibile ripercorrere il dramma vissuto da migliaia di persone, dal suono continuo e assordante delle ambulanze alle lacrime spese per la scomparsa di amici e conoscenti.

Nonostante le innumerevoli difficoltà trascorse nei giorni scorsi, le velocista e la snowboarder orobiche non vedono l’ora di tornare a gareggiare e far sognare i propri tifosi, creando le basi di un nuovo futuro partendo dalla determinazione e dal sacrificio.

“Chi prova ad esser migliore, sicuramente lo diverrà e in questo periodo ho avuto la fortuna di incontrare diversi esempi – ha concluso Moioli -. Il consiglio che do ai più giovani è di imparare convivere con gli imprevisti e con un mondo in continuo cambiamento, così da poter crescere e diventare più forti. Al tempo stesso non devono però smettere di sognare in grande in maniera tale da raggiungere traguardi sempre più elevati”.

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