Lo spettacolo

“Mammamia!” al Lazzaretto On Stage, Maria Cassi e la poesia della risata

Maria Cassi, attrice “tosco-fiesolana”, come piace a lei definirsi, ha trionfato con lo spettacolo “Mammamia!”, ospite dalla stagione di Prosa e Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti.

Che cosa ci ha lasciato il periodo di lock-down?

Dopo mesi di stop delle nostre esistenze, dovremmo aver compreso che ogni momento di questa vita è prezioso, di valore non determinale. Vale la pena investire il tempo nel miglior modo possibile. Da ora in poi il nostro motto dovrebbe essere: “facciamo ciò che vale la pena fare, viviamo a pieno ogni millesimo di secondo”.

La serata di mercoledì 29 luglio al Lazzaretto di Bergamo è stata sicuramente uno di quelle che valeva la pena vivere. Una di quelle di cui avevamo un gran bisogno di tempo. Sul palco di Lazzaretto On Stage, iniziativa promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo, ha trionfato Maria Cassi, attrice “tosco-fiesolana”, come piace a lei definirsi, con lo spettacolo “Mammamia!”, ospite dalla stagione di Prosa e Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti.

Una carriera di oltre trent’anni alle spalle in giro per il mondo, una capacità mimica strepitosa, un talento unico di connettersi con il pubblico. Maria Cassi ha governato in modo assoluto la scena per oltre novanta minuti. “Dopo cinque mesi di stop, questo è il mio primo spettacolo” ha raccontato la Cassi dopo i meritati applausi.

Maria Cassi

Il vestito dello spettacolo era quello di una stand up comedy, il sapore quello di una risata liberatoria, non banale. Parigi, New York, Giappone, e poi la Toscana e l’amata Firenze. Tra i vicoli stretti della città rinascimentale, proprio dietro l’angolo, si incontrano i numerosi personaggi della Cassi, che vogliono a tutti i costi entrare nello spettacolo.

Abbiamo viaggiato con la mente senza la paura delle restrizioni, che inevitabilmente ora devono esserci. Tra una risata e l’altra, abbiamo “ragionato”, come direbbero i toscani. Abbiamo riflettuto sulla poesia della bellezza, delle assonanze e delle differenze, delle quali non bisogna mai avere paura. Quale luogo migliore, se non un palcoscenico, per parlare della somiglianza tra cane e padrone, dell’odio/amore tra cani e gatti, del modo differente di comportarsi al cinema tra toscani e parigini, delle diversità tra uomo e donna.

Perché “il teatro è vita”, come ha detto l’attrice alla fine dello spettacolo. Come la vita, ogni messa in scena deve aver un senso, una utilità ben precisa: ecco che la Cassi non ha mancato di ricordarci la cosa più importante di tutte: “Siate felici!”.

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