Estorsione di denaro per non diffondere immagini hard: denunciato 56enne - BergamoNews
Sextortion

Estorsione di denaro per non diffondere immagini hard: denunciato 56enne

La Squadra Mobile della Questura di Chieti ha denunciato un uomo residente in Bergamasca

Estorsioni che vengono effettuate dopo aver indotto una persona a scambiare immagini e video hard sulla rete. Sono le cosiddette “Sextortion”. La Squadra Mobile della Questura di Chieti ha denunciato un 56enne residente in Bergamasca. La vittima è un enne uomo di 40 anni di Chieti.

L’uomo, per evitare la divulgazione delle sue foto, avrebbe effettuato il pagamento solo di una piccola tranche della somma che gli era stata richiesta. Tuttavia aveva continuato a subire pressanti e ulteriori richieste di denaro, nonché minacce rivolte a sé ed ai propri familiari. Pertanto, non essendo più in grado di gestire la vicenda, si è rivolto alla Polizia di Stato denunciando l’accaduto.

L’attività investigativa condotta dalla III Sezione della Squadra Mobile ha fatto emergere che il denaro versato dalla vittima su una Postepay i cui estremi erano stati forniti dall’adescatrice, era riconducibile a un uomo residente in provincia di Bergamo, risultato esserne il formale intestatario.

In realtà l’analisi dell’estratto conto della carta ha fatto emergere che tutto il denaro versato sulla stessa veniva ritirato in Costa d’Avorio, oppure utilizzato per effettuare pagamenti, in particolare nella città di Abidjan.

Risulta che sulla carta, in un lasso temporale di soli 4 mesi, sono confluiti circa 30.000 euro, probabilmente versati da soggetti sottoposti a ricatto, con somme che variano da 50 a 2.500 euro per ogni singola dazione.

L’uomo titolare della Postepay, residente in provincia di Bergamo, già censurato per analoghi reati, al momento è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Lanciano, che coordina le indagini, per estorsione in concorso rischiando altresì anche l’eventuale incriminazione per riciclaggio.

Sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati all’individuazione dei complici nonché a stabilire la reale natura dei rapporti intercorrenti tra l’uomo e gli stranieri residenti in Costa d’Avorio, circostanza questa che rende particolarmente difficile l’attività di indagine finalizzata alla loro compiuta identificazione.

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