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Alzano, Carnevali (Pd): “Si chiarisca la temporaneità dello spostamento del punto nascite”

Dopo il Consigliere regionale Jacopo Scandella, anche l'onorevole bergamasca prende posizione sulle indiscrezioni relative alla chiusura del reparto maternità

Dopo il Consigliere regionale del Partito Democratico Jacopo Scandella, anche l’onorevole bergamasca Elena Carneveli (Pd) prende posizione sulle indiscrezioni relative alla chiusura del punto nascite di Alzano Lombardo.

“Fa bene il collega Scandella ad interrogare la Regione Lombardia in merito al futuro del punto nascite di Alzano – commenta Carnevali -. È chiaro che la scelta di chiudere dipenderebbe solo dalla volontà della Regione di razionalizzare e non dagli indirizzi nazionali. Il reparto di Alzano infatti, con circa 800 parti annui, è al di sopra della soglia minima standard nazionali dei punti nascita, peraltro in attesa di revisione”.

Il timore è che la sospensione del reparto renda i numeri di quest’anno ancora più bassi. “Se il mantenimento del trasferimento nasce dalla necessità di essere pronti ad un’eventuale recrudescenza della pandemia – prosegue Carnevali – e tenere così separati i reparti Covid dai percorsi dedicati alle altre attività ordinarie per motivi di sicurezza secondo gli indirizzi del Ministero della salute, allora siamo di fronte ad una situazione temporanea che dovrebbe quantomeno prevedere un orizzonte temporale definito. Purtroppo, al momento, quest’orizzonte non viene stabilito”.

“Sia chiaro però che la riprogrammazione dei servizi e delle attività, comprese quelle dei punti nascite, non può avvenire sfogliando il fiore un poco alla volta: prima la chiusura di Piario – che era ‘sotto soglia’ ma baricentrico per la Valle Seriana – e adesso Alzano, confinante con Bergamo e Seriate dove è garantita la presenza di reparti per la terapia intensiva neonatale. La programmazione sanitaria – conclude Carnevali – dovrebbe offrire servizi garantendo qualità, efficacia e pari opportunità di accesso a tutti, anche a coloro che vivono nelle aree più interne, evitando quello spopolamento che sarebbe deleterio per il nostro territorio”.

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