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Alzano, chiude il reparto maternità? Scandella interroga la Regione

Il Consigliere regionale del Pd chiede lumi all'assessorato alla Sanità

Le voci si rincorrono da tempo, tant’è che medici e primari che lavorano nella struttura confermerebbero questa scelta: il punto nascite dell’ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano Lombardo potrebbe chiudere definitivamente, resterà aperta la ginecologia operatoria elettiva.

A meno di due anni dalla chiusura del punto nascite di Piario, la Val Seriana (e la Valle di Scalve) rischierebbero così di non avere nessun reparto maternità: tutte le partorienti sarebbero costrette a concentrarsi sull’ospedale di Seriate e del Papa Giovanni di Bergamo.

Contattata l’Asst Bergamo Est ha confermato la chiusura attuale, sostenendo che sia solo temporanea e non definitiva. Allo stesso tempo, però, non ha fornito alcuna indicazione su quando riaprirà il reparto.

Le reazioni

Le voci dei dipendenti dell’ospedale di Alzano erano arrivate anche all’orecchio di Jacopo Scandella, Consigliere regionale bergamasco del Partito Democratico.

“Il reparto di Alzano è molto apprezzato dalle famiglie e ho preparato un’interrogazione all’assessorato alla Sanità di Regione Lombardia per capire quale sia la situazione – commenta Scandella -. Ovvero se il punto nascita verrà effettivamente chiuso e quale tipo di rafforzamento, anche temporaneo, sia previsto per il reparto di Seriate che è spesso sovraccarico, peraltro in un momento complicato come quello che stiamo vivendo a seguito dell’emergenza Covid”.

Secondo Scandella “il punto nascita di Piario, per la sua collocazione geografica a servizio di territori periferici, giustificava una battaglia in sua difesa a prescindere dal numero di parti, e la sua chiusura non ha alzato i numeri del punto nascita di Alzano, a sua volta in difficoltà – sotto i 1000 parti all’anno, fa notare – e più vicino agli ospedali di Seriate e Bergamo”.

Il timore è che per la sospensione del reparto i numeri di quest’anno siano ancora più bassi: in pratica più a lungo dura, più sarà difficile raggiungere i numeri necessari. “A distanza di due anni, se la notizia fosse confermata – conclude il consigliere del Pd – il risultato di una mancata pianificazione sarebbe la chiusura di entrambi i punti nascita e un’ulteriore desertificazione dei servizi pubblici in valle”.

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