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“La bici rubata a mio figlio davanti ai suoi occhi al Villaggio degli Sposi: inaccettabile”

Lo sfogo una lettrice, che lunedì mattina ha denunciato i ragazzi che hanno rubato la bici al figlio prima di minacciarlo: "Serve più sicurezza"

Monica Galipò è una mamma di tre figli residente al Villaggio degli Sposi. Adora il quartiere, ma ultimamente – ci confessa – lo trova insicuro. Lunedì 27 luglio ha passato la mattinata in questura per una denuncia: “A mio figlio di 15 anni hanno rubato la bici davanti ai suoi occhi e poi l’hanno minacciato. Le forze dell’ordine si preoccupano giustamente di controllare mascherine e distanziamenti, ma pensino anche alla nostra sicurezza”.

Ecco la lettera che Monica ci ha scritto.

Buongiorno
Sono Monica Galipò una mamma di tre figli residente al Villaggio degli Sposi. La realtà di questo quartiere mi è sempre piaciuta, in città ma vivibile e a misura di bambino.
Magari deve ancora essere completata di alcuni servizi, ma sembra di stare in un paesino. Negli ultimi tempi purtroppo ci sono spesso episodi di degrado e inciviltà. Sul gruppo Facebook di “Sei del Villaggio se…..” gli abitanti denunciano i vari episodi di vandalismo, degrado e sporco che viene abbandonato nelle corti condominiali del quartiere.
Oggi ho pure scoperto che in tutto il quartiere non ci sono telecamere.
Lunedì mattina con mio figlio di 15 anni ci siamo recati in questura a fare una denuncia: come ogni sera esce con gli amici, rientra alle 23 e siccome gli piace spostarsi in bicicletta un mesetto e mezzo fa ho deciso di regalargli, in occasione di compleanno e promozione a scuola, una bicicletta nuova. Domenica sera tra le 22.30/22.45 un gruppetto di quattro ragazzi di origini non italiane
(se lo fossero stati ovviamente l’avrei specificato ugualmente) di circa 17-18 anni si sono avvicinati a mio figlio e al suo amico mentre chiacchieravano sulle panchine in via Guerrazzi. Uno di questi ha portato via la bicicletta a mio figlio e gli altri tre successivamente sono scappati a piedi. Inizialmente mio figlio e il suo amico hanno cercato di inseguirli, poi minacciati di aggressione, hanno desistito. Ovviamente è rientrato a casa scosso e deluso dell’accaduto.
Com’è possibile che siamo arrivati ad un punto dove non siamo più liberi di stare tranquilli per strada a fare due chiacchiere, di stare al parco con i nostri bambini e al risveglio la mattina vedere le nostre auto rovinate, androni o corti di condomini che subiscono atti vandalici e abbandono di sporcizia?
Lo trovo inaccettabile. E trovo inaccettabile che non vengano rafforzati i controlli dalle autorità, in realtà come la nostra che non ha nemmeno una telecamera (verifica fatta dall’agente che ha raccolto la denuncia) quando durante e dopo il lockdown siamo stati controllati dall’esercito e dai droni. Fuori dal bar passaggi di auto della polizia per controllare l’utilizzo delle mascherine, auto dei vigili all’interno del parco della Trucca per verificare il distanziamento. Tutto giusto, ma esiste anche la nostra sicurezza e quella dei nostri figli!
Voglio far sapere a questi ragazzi che sono stati denunciati, magari non servirà a nulla e forse la bicicletta mio figlio non la rivedrà più. Io però mi auguro sempre che in queste situazioni il tempo e la giustizia seguano il loro corso. Perché a 18 anni siete già dei criminali e dovete essere puniti!
Grazie del tempo speso per aver letto la brutta esperienza di un quindicenne.
Cordiali saluti
Monica Galipò

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