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Quel tunnel in cui Salvini si è cacciato

Nella Lega qualche voce importante inizia a dissentire da come Salvini conduce l'opposizione. È suggestiva l'immagine del tunnel

Che dire. Ci fosse un caso, dico uno, nel quale Salvini ammetta di aver sbagliato qualcosa o di aver espresso con parole molto improprie pareri non conformi alla realtà dei fatti.

Pur di non accettare l’idea che il Presidente del Consiglio ha svolto un buon lavoro presso la UE ottenendo risultati al di sopra di quanto sembrava avremmo potuto avere, si inventa un tunnel, in fondo al quale ci potrebbero essere sorprese sgradite che l’UE ci potrebbe servire.

Se sbagliare, supposto che lo si faccia in buona fede, può accadere a chiunque, perseverare in atteggiamenti di totale contrarietà immotivata verso la parte politica antagonista è un atteggiamento destinato a penalizzare, nel medio periodo, chi lo attua. Infatti, anche nella Lega qualche voce importante inizia a dissentire da come Salvini conduce l’opposizione. È suggestiva l’immagine del tunnel.

Lo è meno quando un politico perennemente in campagna elettorale, durante la quale non fa altro che diffondere parziali verità e talora palesi menzogne e stravolgimenti della realtà, arriva al punto di tifare perché qualcosa vada male pur di poter affermare che le sue previsioni erano giuste.

Fino ad oggi non ne ha centrata una, ma si sa, il tifo difficilmente permette di vedere gli errori della propria squadra con occhio il più possibile oggettivo. E ci vien da chiederci come una persona, cultrice del teatro dell’assurdo, possa avere consensi anche quando tifa contro la propria nazione, contro l’evidenza di un fatto positivo pur di distinguersi dal resto del mondo di coloro che usano la testa e che dimostrano, pur essendo all’opposizione, un minimo di onestà intellettuale.

I risultati sono arrivati e vanno oltre ogni aspettativa. L’Europa ci controllerà?

Certamente sì. Quando si danno risorse importanti, è più che legittimo controllare come una massa così importante di soldi verrà spesa.
La perenne lievitazione del debito pubblico Italiano con risultati non proporzionali all’impiego delle risorse richieste, non è certo un fatto che incoraggia le altre nazioni a dare importantissime somme di denaro senza esercitare un ragionevole controllo sull’utilizzo che l’Italia ne farà.

La parte della destra che sta dando evidenza di ragionevolezza, dimostra la sua disponibilità a contribuire alla stesura e realizzazione dei progetti che dovranno, non usiamo più il condizionale, portare l’Italia fuori dalle strettoie nelle quali si dibatte a causa di scelte infelici che partono da lontano ed arrivano fino ai giorni nostri.

Il reddito di cittadinanza è stato un flop evidente a tutti coloro che chiudono gli occhi per non vedere.

Quota cento è stata una concessione elettoralistica che ha sovraccaricato l’INPS di costi e nel tempo questi mostreranno sempre di più la loro insostenibilità e graveranno sulle generazioni future. I ritardi nella realizzazione di progetti importanti con annunci rimasti tali per anni, non potranno più essere giustificati.

La difficoltà e la resa del sistema sanitario pubblico per privilegiare il privato va rivista e regolamentata, mantenendo all’interno delle strutture private una quota qualificante di partecipazione da parte del sistema sanitario pubblico, al fine di evitare che queste strutture diventino “salutifici” con il solo scopo di creare utili significativi per il borsellino degli investitori privati.

Costoro argomentano che il pubblico è sinonimo di inefficienza e di dispersione di risorse mentre il privato, sempre secondo quanto affermano le tesi a sostegno, razionalizza con criteri più scientifici le risorse, il personale e l’organizzazione generale apportando consistenti margini di risparmio. Ovviamente le tesi a sostegno di questa affermazione sono molto deboli perché ad un’attenta analisi del sistema sanitario privato ne scopriamo, grazie alla maledetta emergenza Covid, tutti i punti deboli.

È facile anche per persone non esperte intuire che le spinte alla privatizzazione, se non frenate e “razionalizzate” ci porteranno dritti sparati ad una sanità di tipo americano, non certo facile da praticare soprattutto laddove la miseria aumenta.

La Lega in queste spinte ha avuto un ruolo determinante soprattutto qui nella nostra laboriosissima regione. Ma la scarsa propensione della nostra gente ad occuparsi di politica ha permesso al fenomeno di espandersi senza che si levassero voci a suggerire un controllo più attento da parte dello stato sulla via imboccata.

Ora la frittata è fatta e con i fondi che la UE ci mette a disposizione, in parte a fondo perduto ed in parte come prestito a tassi molto bassi, uno dei settori da rimettere in carreggiata sarà la Sanità, seguita da altre priorità non certo meno importanti, tutte utili a fare dell’Italia un paese veramente di serie A, con un debito pubblico accettabile ed una credibilità riconquistata agli occhi dei partners europei e degli investitori internazionali.

E sarebbe anche tempo che qualcuno comprendesse che fare opposizione non significa stravolgere le verità per servire ad uno zoccolo duro di sostenitori motivi per pubblicare post creati al solo scopo di nascondere o mistificare la verità. I fan di questa non nobile tendenza immettono nell’etere vere e proprie eresie, falsità e insulti che certamente, non giovano alla nazione.

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