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5 Stelle: “Giunta Fontana deve dimettersi”, Carretta (Azione): “Stanchi di questo sistema”

Massimo De Rosa, capogruppo M5S Lombardia: "Ci aspettiamo che Fontana lunedì venga a riferire in Aula”.

Massimo De Rosa, capogruppo M5S Lombardia: “Questa Giunta andrebbe azzerata perché non è in grado di gestire la Regione. La Lega andrebbe tenuta lontana dai pubblici uffici e per questo motivo la Giunta Fontana deve dimettersi. E come era ovvio che fosse anche Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, viene indagato. L’ennesimo schiaffo in pieno viso a tutti i lombardi. I lombardi non si sono meritati la scellerata gestione della pandemia e oggi assistono attoniti alle decine di indagini che culminano con il reato ipotizzato di frode in pubbliche forniture al massimo rappresentante del governo locale. Troppe ombre spaventose si allungano su questa classe dirigente che ha dimostrato di non saper perseguire se non i propri interessi, certamente non quelli dei cittadini. Ci aspettiamo che Fontana lunedì venga a riferire in Aula”.

PELUFFO (PD), “FONTANA SAPEVA DELL’AFFARE E HA MENTITO?”

Da quanto si apprende Fontana sapeva dell’affare tra la Regione e l’azienda del cognato, cosa che aveva decisamente negato dopo le rivelazioni di Report. Ha mentito ai lombardi? I casi sono due, o può smentire in modo convincente o prenderemo atto che si è definitivamente rotto il rapporto di fiducia con i cittadini lombardi.”
Così dichiara il segretario regionale del Pd della Lombardia Vinicio Peluffo dopo le notizie dell’iscrizione al registro degli indagati del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana per la vicenda dei camici forniti alla Regione, mediante affidamento diretto, poi trasformato in donazione, dall’azienda del cognato.

“Tre soli mesi di gestione dell’emergenza hanno dato vita a un gran numero di inchieste – aggiunge Peluffo – dai camici al caso dei test sierologici della Diasorin, per non parlare di ciò che è accaduto nelle RSA e al pronto soccorso di Alzano Lombardo. In Lombardia esiste un sistema Lega, che governa Regione e Comuni gestendo il potere in malo modo e che proprio per questo si sta sgretolando, lasciando macerie dietro di sé.”

CARRETTA (AZIONE): “FONTANA SPIEGHI AI LOMBARDI”

“Ero, sono e sarò sempre garantista per cui non mi improvviso né magistrato né mi addentro in conclusioni affrettate sull’ennesima inchiesta – afferma Niccolò Carretta di Azione -. Ma da bergamasco se penso che qualcuno in Regione possa aver anche solo provato a fare il furbo con le forniture di dispositivi di protezione mentre in piena pandemia si moriva come mosche mi incazzo come una iena. Lunedì il Presidente sia in Aula a spiegare tutto per filo e per segno ai lombardi. Perché siamo stufi marci che la nostra Regione quando va bene sia completamente immobile e quando va male – spesso – faccia parlare di sé per errori e inchieste della magistratura”.

COSENTINO (LOMBARDIA IDEALE): “È TUTTO ASSURDO” 

Giacomo Cosentino, Capogruppo in Regione Lombardia del movimento civico “Lombardia Ideale”, costola civica della Lega e nato sulle orme della Lista Fontana.
“Solo in Italia una persona può essere indagata e messa alla gogna mediatica per non aver fatto nulla. Parliamo di una donazione di camici in uno dei momenti più drammatici del nostro Paese. Nessuna transazione di denaro, nessuna gara d’appalto manipolata, niente di niente.  Fontana andrebbe ringraziato per tutto il lavoro che ha svolto e per le vite che ha salvato. Lo conosco da 15 anni ed è una delle persone più oneste che abbia mai incontrato”. 
“È tutto assurdo e mi sembra chiaro che ci sia un disegno preciso, da parte di qualcuno, per provare a ribaltare il voto di milioni di cittadini Lombardi che due anni fa hanno bocciato per l’ennesima volta i poteri forti del centrosinistra premiando Fontana e il centrodestra. Questo non mi sembra un Paese libero e democratico come ci vuole far credere il Pd. Ma noi non ci facciamo spaventare proprio da nessuno e reagiamo con forza”. 

“Il fascicolo sulla fornitura dei camici viene aperto sulla base di una segnalazione di operazioni sospette trasmesso alla procura di Milano dal nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza”: lo ha spiegato il procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli, che coordina le indagini assieme ai pm Furno, Scalas e Filippini, riferendosi alla segnalazione fatta dalla Unione Fiduciaria di un bonifico poi bloccato di 250.000 euro da parte del governatore della Lombardia Attilio Fontana alla Dama spa, società del cognato, con la causale che si riferiva ai camici.

Romanelli ha confermato che il governatore è indagato solo per frode in pubblica fornitura.

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