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Operaio morto schiacciato dalle lastre, i sindacati: “Assurdo, serve più sicurezza”

La vittima è Claudio Malgarini, padre di Paolo, consigliere in Comune

Incidente mortale sul lavoro giovedì pomeriggio al cantiere dell’Ospedale di Cremona: un lavoratore sessantenne di Fara Olivana con Sola ha perso la vita schiacciato da lastre di calcestruzzo. La vittima è Claudio Malgarini, padre di Paolo, consigliere in Comune.

La ripresa lavorativa, dopo il periodo di lockdown, sta riportando alla luce il dramma degli infortuni sui luoghi di lavoro. L’attenzione e la sensibilità alla sicurezza che si è mostrata in questo periodo di emergenza pandemica attraverso la sottoscrizione di protocolli condivisi con le Organizzazioni Sindacali dimostra che è possibile operare anche sui cantieri per garantire prima di tutto la sicurezza. Questa attenzione e questa sensibilità deve essere tenuta alta quotidianamente per evitare infortuni che ancora troppo spesso accadono, e ancora troppo spesso con le stesse modalità: cadute dall’alto e schiacciamento.

“Riteniamo che la battaglia per garantire luoghi di lavoro sicuri sia l’obiettivo che tutti i soggetti interessati devono perseguire, per questo insieme a Inail e agli Organismi Paritetici nel progetto Cantieri Sicuri si dovranno mettere in campo azioni sinergiche efficaci per evitare nuovi infortuni come questo – commentano i Segretari Generali Giuseppe Mancin della Feneal-UIL, Simone Alloni della Filca-CISL e Luciana Fratus della Fillea-CGIL – In attesa dei risultati delle indagini da parte degli organismi competenti, che ci auguriamo identifichino cause e responsabilità, non possiamo che ripetere ciò che diciamo da tempo: perdere la vita sul lavoro in questo modo è un’assurdità che non dobbiamo accettare”.

“Come Feneal-UIL, Filca-CISL e Fillea CGIL di Bergamo non ci stancheremo mai di far sentire la nostra voce in momenti così drammatici per il lavoro. Continueremo anche nell’importante compito di sensibilizzare datori di lavoro e lavoratori, giorno per giorno, cantiere per cantiere, fabbrica per fabbrica. Intanto, siamo vicini alla famiglia della vittima. Ci mettiamo a disposizione per valutare eventuali azioni, anche giudiziarie, se ritenute necessarie”.

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