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Noi Denunceremo minaccia querele: “Stanchi delle uscite di alcuni politici” fotogallery video

Il comitato: "Tacciati di condurre una caccia alle streghe verso medici e infermieri, a nostro avviso le prime vittime di questa tragedia"

“Come comitato siamo stanchi di dovere rettificare le uscite di alcuni esponenti politici – e non solo – da cui siamo costantemente tacciati di condurre una caccia alle streghe verso medici ed infermieri, che sono stati, a nostro avviso, le prime vittime di questa tragedia”.

Così gli esponenti del comitato ‘Noi denunceremo’, a poche ore dall’aspro scambio di vedute con il leader leghista Matteo Salvini. Oggetto del contendere la lettera inviata alla Ue per verificare l’eventualità di crimini contro l’umanità nella gestione della pandemia in Lombardia. “Smettiamo di gettare fango – aveva commentato Salvini -. Io porto enorme rispetto per i parenti delle vittime”, ma “siamo concreti. È giusto chiedere chiarezza e che se qualcuno ha sbagliato paghi, però prendersela con il medico di Codogno o con il sindaco del paesino è veramente ingeneroso perché in quel momento tutti hanno fatto il massimo”.

Il Comitato aveva replicato sostenendo che in merito al “fango” che le famiglie delle vittime avrebbero gettato sulla Regione “nessuno dei parenti” che hanno sottoscritto la lettera “ha reso dichiarazioni finalizzate a diffamare o infamare Regione Lombardia” e “nessuno fa riferimento a colpe di medici, infermieri e personale sanitario, ritenuti, dal comitato e dagli aderenti/firmatari, le prime vittime”.

“Siamo convinti che le denunce da noi depositate in Procura saranno la base di una vera e propria riforma del sistema sanitario lombardo a totale beneficio di medici e pazienti – aggiungono ora dal comitato -. Così come siamo certi che segno di saggezza e di intelligenza sarebbe quello di informarsi prima di rilasciare dichiarazioni non corrispondenti al vero. Soprattutto per mezzo stampa”.

“Proprio in seno a quanto premesso – continuano – abbiamo ragione di credere che chi si ostini a dire o scrivere che il comitato Noi Denunceremo voglia attaccare l’operato dei medici lo faccia in totale malafede ed in maniera strumentale. Abbiamo per altro ribadito tramite le nostre iniziative e dichiarazioni la nostra totale fiducia nell’operato della magistratura, con la quale stiamo proficuamente cooperando tramite le centinaia di esposti verso ignoti arrivati sulla scrivania dei nostri legali da tutta Italia”.

Il comitato tiene a chiarire che “l’unico verdetto che conta sarà quello di un giudice. Fino a quel giorno non ci sentiamo di assolvere nessuno, tranne gli operatori sanitari chiamati a combattere a mani nude un nemico armato fino ai denti. Tanto meno condanneremo, prima che lo faccia un giudice, l’operato del Governo e della Regione Lombardia. Tuttavia, questo non ci esime dal continuare ad esprimere le nostre perplessità nei loro confronti, visto che proprio sulle loro decisioni fanno perno centinaia di esposti”.

Tra gli esempo citati dal comitato la mancata chiusura di Alzano Lombardo, Nembro e Orzinuovi in provincia di Brescia. “Alla luce di questi fatti, rimarcati per l’ennesima volta – concludono – abbiamo deciso che d’ora in avanti difenderemo il nostro operato da chi si ostina a voler politicizzare la nostra iniziativa sulle spalle di 11 mila bresciani e bergamaschi nelle opportune sedi. E lo faremo senza esercitare distinzioni di opinioni ed appartenenza politiche, rimando la natura apolitica del comitato”. Le opportune sedi “sono le sole con cui Noi Denunceremo abbia sempre dimostrato voglia di interfacciarsi: le aule di tribunale”.

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